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Virus Ebola: le domande più frequenti

Alcune delle domande più frequenti sul virus Ebola

di Amref Italia - mercoledì 14 dicembre 2022 - 2375 letture

Il dottor Tonny Kipsandui, esperto di salute pubblica, è responsabile programmi presso Amref Health Africa in Uganda. Grazie al suo contributo, rispondiamo ad alcune domande frequenti sul virus Ebola.

Come si trasmette il virus Ebola e chi è a rischio di contagio?

La malattia da virus Ebola è una malattia grave e spesso mortale. Si trasmette attraverso il contatto diretto con:

indumenti sporchi di persone infette;
- attrezzature non sterilizzate utilizzate da persone infette (aghi, altri strumenti taglienti);
- manipolazione senza indumenti protettivi di cadaveri di persone decedute per malattia di Ebola confermata/sospettata;
- manipolazione di animali infetti vivi o morti;
- manipolazione di fluidi corporei come saliva, vomito, sangue, urina, feci, sudore di una persona infetta.
- Tutte le persone sono a rischio di contrarre l’Ebola.

Quali sono i sintomi del virus Ebola?

I segni e i sintomi includono mal di testa, febbre e dolori muscolari improvvisi, intensa debolezza corporea, sanguinamento dalle aperture del corpo (bocca, naso, ano e orecchie), mal di gola, vomito (anche con sangue), diarrea sanguinolenta e urine sanguinolente.

Qual è il trattamento della malattia da virus Ebola?

La persona sospetta deve recarsi immediatamente nella struttura sanitaria più vicina per essere valutata e trattata. La malattia da virus Ebola non ha una cura medica conosciuta. Tuttavia, la rapida presa in carico del paziente è molto importante e si concentra sul trattamento sintomatico. Le probabilità di sopravvivenza al virus sono maggiori quanto più precoce è l’inizio del trattamento. Gli interventi terapeutici comprendono l’abbassamento della febbre, la riduzione del dolore, una buona alimentazione, la reidratazione e il controllo delle infezioni. Esistono vaccini che hanno dimostrato la loro efficacia nel prevenire l’infezione da virus Ebola. Se applicabile e disponibile, il personale sanitario può somministrare il vaccino.

Come si può prevenire?

La malattia da virus Ebola può essere prevenuta con i seguenti approcci:

- Le persone che si sospetta siano morte a causa dell’Ebola devono essere sepolte immediatamente, da una squadra di sepoltura addestrata, per prevenire la diffusione dell’Ebola.

- Lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone dopo aver maneggiato un paziente affetto da Ebola o il corpo di una persona morta per Ebola. Evitare il lavaggio comune delle mani durante i riti funebri.

- Disinfettare la biancheria e gli indumenti di qualsiasi persona sospettata di essere morta di Ebola.

- Le persone sospettate di essere affette da Ebola devono essere portate immediatamente alla struttura sanitaria più vicina.

- Evitare il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona sospettata di essere affetta da Ebola utilizzando materiali protettivi, ad esempio guanti e maschere.

- Le persone che maneggiano il corpo di una persona sospettata di essere morta di Ebola devono indossare materiali protettivi resistenti, come guanti e maschere.

- Evitare il contatto o il consumo di carne di animali selvatici, in particolare di scimmie, pipistrelli, babbuini, gorilla e scimpanzé.

Cosa si sta facendo per impedire alle persone che potrebbero avere il virus di entrare in altri Paesi?

Il Ministero della Salute ugandese sta lavorando per distribuire questionari di valutazione a tutti i viaggiatori che entrano in Uganda. Gli operatori sanitari presenti presso i punti di ingresso ufficiali in Uganda sono stati formati sull’Ebola e sono in grado di identificare eventuali casi sospetti all’arrivo.

Quali sono le lacune nella prevenzione e nel controllo del virus Ebola in Uganda?

La principale lacuna è rappresentata dai finanziamenti per implementare la comunicazione del rischio, la sensibilizzazione e la sorveglianza su vasta scala. L’altra lacuna consiste nell’equipaggiare urgentemente gli operatori sanitari in prima linea con dispositivi di protezione individuali (DPI) e forniture mediche pertinenti per una gestione efficace dei casi nelle aree dei focolai. L’OMS sta facendo qualcosa al riguardo? Quale ruolo dovrebbe svolgere la comunità internazionale? Sì, l’ufficio nazionale dell’OMS sta collaborando attivamente con il ministero della Sanità e, insieme a UNICEF, USAID e UKAID, ha sostenuto lo sviluppo dell’opuscolo "Domande frequenti sull’ebola". Hanno inoltre sostenuto la creazione di task force a livello nazionale e subnazionale per gestire l’epidemia. In particolare, l’OMS si è costantemente unita al MOH per fare comunicati stampa congiunti e briefing con i media sugli aggiornamenti della situazione sull’epidemia di Ebola in Uganda.

Come possono i Paesi africani prepararsi meglio a future epidemie?

- Pianificare in anticipo e avere sempre un fondo di emergenza per le epidemie.
- Decentrare il più possibile la sorveglianza e la gestione dei focolai.
- Investire di più in programmi di sensibilizzazione delle comunità.

I Paesi dovrebbero dare priorità alla protezione degli operatori sanitari? Perché?

Sì, i Paesi dovrebbero dare priorità alla protezione degli operatori sanitari. Essi costituiscono la prima linea di prevenzione e gestione dei focolai. Sono anche i più esposti e vulnerabili quando si tratta di epidemie, poiché intervengono per fornire screening e cure mediche.

In che modo i Paesi colpiti dovrebbero affrontare le idee sbagliate e la disinformazione sul virus?

Sviluppare un opuscolo sulle domande più frequenti, compresi i miti e le idee sbagliate, e diffonderlo ampiamente. Pianificare e condurre incontri di sensibilizzazione con importanti portatori di interesse, quali leader religiosi, autorità scolastiche, ecc.

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Laboratorio Ebola


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