Vip (Very Immoral Person)

Cortina bloccata. Anche Signorini. Barilla, però, afferma che spalare la neve è bellissimo

di Adriano Todaro - mercoledì 1 gennaio 2014 - 2213 letture

Quando ero piccolo e vivevo in un piccolo paese della Bassa Brianza, la maggior parte delle case non aveva riscaldamento, i gabinetti erano fuori casa, nei cortili o sui ballatoi, ci si lavava (poco) con l’acqua fredda. Si stava bene, al calduccio, nelle stalle fra vacche e animali vari. Lì si raccontavano storie, si lavorava a maglia, si giocava nelle lunghe serate invernali.

Di quelli che hanno vissuto quei tempi, nessuno ha mai detto che si stava meglio quando si stava peggio. Meglio ora che i gabinetti sono all’interno degli appartamenti, che l’acqua, per lavarsi, è calda, che la luce elettrica illumina i locali. Ecco perché quando ho appreso che Cortina d’Ampezzo è restata paralizzata da una pesante nevicata, ho solidarizzato con quelle povere persone che si erano recati a Cortina per passare qualche giorno di serena festa.

La neve ha fatto cadere i cavi elettrici e tutto si è paralizzato: non andavano gli ascensori, la vasca Jacuzzi, gli aggeggi per i capelli, i computer. Insomma, una situazione terribile per i poveri Vip (Very immoral person) costretti ad andare in cerca di candele, pile, badili per spalare la neve, caricatori solari per telefonini e computer. Ad un certo punto non c’erano più candele e allora via alla ricerca dei lumini da cimitero oppure lumini decorativi venduti a 60 euro cadauno. Scene da fine del mondo con l’orchestra che, al Miramonti, suonava al lume delle candele.

Strade impraticabili al punto che molti sfortunati non sono riusciti ad arrivare alla meta. Uno di questi è il nostro Ryszard Kapuscinski, il direttore di Chi, Alfonso Signorini che, sprezzante del pericolo, era riuscito ad arrivare a soli 10 chilometri dalla città dolomitica. Coraggio indomito, con la sua automobile, ha sfidato le impervie strade, la bufera di neve, il freddo e il gelo. Poi un dramma nel dramma: non solo non ha potuto festeggiare a Cortina ma è restato bloccato e la Protezione civile ha dovuto soccorrerlo e portargli dello champagne per rianimarlo.

Il suo, è un giornale dove non appaiono mai le vite stentate dei lavoratori ma solo quelle dei ‒ diciamo così ‒ facoltosi. Signorini ora ha deciso di raccontare sul suo giornale, a puntate, la sua terribile, tragica esperienza. I titoli sono già pronti: "Un cuore nella tormenta"; "Hotel paura" (riferito all’hotel Miramonti e ai prezzi per una suite); "Neve: una piaga della società"; "Una pelliccia non basta".

E mentre Signorino Signorini detto Alfonso, meditava come raggiungere Cortina e imprecava la malasorte, anche Giuseppe Bassi, 54 anni, di professione manutentore e caldaista alle Latterie Friulane, meditava. La sua ditta aveva messo in cassa integrazione 100 persone. Bassi manifestava da giorni contro la decisione dell’azienda. Poi non ha visto più via d’uscita, futuro. Alla sua età, chi lo avrebbe assunto? E così è andato nel box della sua casa di Udine e si è ucciso.

Situazione drammatica anche per chi era già nella propria villa o chalet. Freddo talmente forte che anche il cagnolino, poverino, ha dovuto indossare la pelliccia, pisciando dappertutto. Una notte di gelo, notte da tregenda. Ma è in questi difficili momenti che viene fuori l’estrosità italica, l’ottimismo della volontà ed ecco che allora Repubblica c’informa che "Abbiamo trascorso tutto il giorno a spalare la neve. Facciamo quello che bisogna fare in montagna in queste occasioni. Siamo stati costretti a utilizzare le pale e a fare tutto a mano perché anche la piccola fresa che possediamo si è bloccata. Ma vivere a lume di candela è stato bellissimo e mi fa ricordare atmosfere d’altri tempi", ha raccontato l’industriale Guido Barilla.

Ora, che un signore di una certa età, per giunta un industriale, passi un giorno di festa a spalare neve come un qualsiasi mortale mi fa venire l’orticaria. Non potevano mandare a Cortina qualche negretto? Ne abbiamo tanti a Lampedusa. Oppure qualche disoccupato o esodato che stanno sempre a manifestare che vogliono lavorare. Ecco, era il momento giusto per prenderli in parola. E poi spalare neve, come dice Barilla, è "bellissimo". Anche i "negher" avrebbero ricordato "atmosfere d’altri tempi". E i disoccupati? Tutti lì, mentre spalavano badilate di neve, a ricordare i bei tempi passati: "Uei Giuanin, te se ricordat quand’andavum a spazaa i pulèe, a spazaa i gain?". "Ostia se me ricordi. E ti Carletto te se ricordet quand per pisà dovevum andà in curtil?". Traduzione veloce per chi non sa le lingue: ti ricordi Giovannino quando andavamo a pulire i pollai e rubavamo le galline? E tu Carletto ti ricordi quando per pisciare dovevamo andare in cortile? Eh sì, bei tempi! E giù risate e pacche sulle spalle.

Anche la cultura è scesa in campo e ha detto la sua. Mauro Corona, scrittore notevole, ha scritto che, tutto sommato, quella nevicata è stata un’occasione per ritrovare il tempo passato così "torneranno i racconti, le storie, le memorie a riempire le serate riscaldate dalla stufa e illuminate solo dalla luce di una candela...". Lui ha certamente vissuto, da piccolo, certi momenti, ma i Vip no. Questi, caro Corona, non hanno mai lavorato. Cosa vuoi che ritrovi uno come Signorini. Al massimo può ritrovare un altro padrone da leccare. Cosa potrebbe mai raccontare Signorino Signorini e cocuzzame vario? Ve lo immaginate Alfonso seduto in una stalla a raccontare la gravidanza di Manuela Arcuri o il nuovo amore di un altro lavoratore delle Latterie Friulane, Lapo Elkann?

Io comunque sono solidale con i Vip di Cortina. Anche perché sfortunati. Ad esempio, altri Vip sono stati più intelligenti o furbi ed hanno scelto altre località dove è andato tutto bene E’ il caso dei fidanzatini Santa Che? e Sallusti Za-la-Mort che sono andati a Courmayeur e hanno potuto godere giornate serene, con la Jacuzzi funzionante, riscaldamento al massimo, tacco 12 speciale per il ghiaccio e cranio più lucido del solito.

Per l’ultimo dell’anno, sembra che le previsioni siano clementi con il popolo vippaiolo di Cortina. Dopo un anno passato a faticare, da un talk show all’altro, tra un ricevimento e l’altro, ne hanno ben donde. E se dall’Epifania ricomincia a nevicare? Chi se ne frega. Peggio per gli abitanti di quelle valli. Tanto il Miramonti, da quel giorno è chiuso per ferie. E peggio anche per coloro che non amano la vita e si ammazzano.


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