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Violenza negli Stadi? Ripartiamo dal soul, dal fank...

La speranza in un domani migliore, ieri affidata alla solidarietà, all’ideologia ed alla politica, oggi tempo di guerre, di punizioni globali, non può che essere affidata solo alla violenza. La violenza porta altra violenza e se ne nutre. Solo così si “appare” in altre maniere si rischia di morire!

di Enzo Maddaloni - giovedì 8 febbraio 2007 - 7640 letture

Si parla in questi giorni di ragazzi violenti: che ammazzano poliziotti: che hanno ucciso il calcio. Molte trasmissioni televisive ci hanno proposto riflessioni, scomodando antropologi e sociologi per valutare il fenomeno e capire le misure da adottare. Le stesse che "pedagogicamente" insegnano solo all’arrampismo, al becero consumo delle cose, all’esistere solo se si appare. Tra poco la stessa Discovery TV inaugura un canale "militare" con filmanti di come si fà la guerra. Non ci crucciamo se il giorno dopo in quella piazza c’era il "mercato" e la "festa" continua!

Si è sospeso il campionato di calcio per dare subito una lezione. Il governo ormai pensa a misure drastiche: tolleranza Zero! Tutta questa violenza non si può più tollerare. Qui ci troviamo di fronte a bande di ragazzi criminali che “sfogano” la loro rabbia uccidendo le persone ma cosa ancora più grave il business del calcio.

Il calcio anch’esso modello di violenza. Il potere, il denaro, il costo di questo spettacolo, le pay tv che non ha più limiti è che resta in contrasto stridente con la disperazione e la solitudine. Il gruppo fa “scuola”, esprime un "valore" che altri non esprimono più. Protegge dall’arroganza del potere, per questo si difende, per questo è entrato in guerra.

Ma questi giovani sono davvero votati alla violenza, perchè solo criminali? Ognuno di loro, aspetta un opportunità che non arriva. Nessuno si preoccupa di loro se non solo quando si diventa violenti. Solo così si è visibili, si esiste!

La speranza in un domani migliore, ieri affidata alla solidarietà, all’ideologia ed anche un pò alla speranza di un’azione politica, che garantisse diritti di cittadinanza, che garantisse solidarietà vera e non priovilegi. Speranza che oggi in tempo di guerra, di punizioni globali, non può che essere affidata solo alla violenza. La violenza genera altra violenza e se ne nutre. Solo così si “appare” e ci si può difendere, la miglior difesa è l’attacco ce lo insegnano anche i giochi e la televisione, in altre maniere si rischia solo di morire!

Eppure, fuori da questo contesto sociale della violenza, c’è ancora chi ricerca un “motivo” un mod diverso a cui ispirare la sua azione di vita: un modello che forse questa nostra società non sa più offrire, non può più offrire.

Riporto qui un breve stralcio di un blog, http://www.soulmusic.splinder.com/ quello di tre ragazzi appassionati in maniera viscerale a tutto quello che è la black music.

Paul: Dj strappato al calcio che conta. Oggi poteva essere un miliardario calciatore gran trombatore di veline ed invece si ritrova ad essere tra i più pezzenti e sottopagati dj’s in circolazione.
Arnold: Ex filosofo ormai divenuto un intellettuale da quattro soldi che cerca di colmare il suo vuoto interiore inseguendo una fittizia felicità vinilica.
Laps: Figura mitologica, mezzo uomo mezzo gattone, dopo anni di vizi e lussuria, ascolta Sylvester e cerca di redimersi suonando come dj nei più fatiscenti bar in circolazione con risultati immondi, non ama la musica ma non ha nulla di meglio da fare e non vi parlo di Maria che vuole fuggire, di Chiara che ha capito che l’unico mestiere che rende è fare il medico e di tanti altri che incontro per strada. Una sera a piazza Largo Campo ce ne erano 500 tutti concentrati li in piedi davanti ai bar e alle birrerie.

Il loro mondo è fatto di tantissimi personaggi, sottoculture, che quotidianamente gli regala … tre ragazzi Campani che cercano anche con umorismo di far passare il loro piccolo barretto come il grande Club 60’s londinese o il capannone di Lagos negli anni 70, giusto per rompere l’omologazione fatta di hit parade, per ricordare anni in cui la musica e le sue canzoni erano fatte da personaggi che raccontavano storie vere… Soul!!!... musica dell’anima… per ritrovare un’anima in questo mondo che và molto più veloce di un vecchio 33giri …Funk!!!... molto più sporco delle liriche del buon vecchio James Brown o di uno Shouters dell’ Arkansas…enjoy yourself and keep the faith!!!

Uno dei tre Arnold, (contattato) mi scrive di una delle sue prime esperienze, (non ho capito di che tipo):
“…tra un vecchio 45 giri e l’altro fatto girare sul perno del mio piatto, una ragazza visibilmente divertita dalla selezione musicale avvicinandosi alla consolle mi chiede :<< ma da dove l’hai tirata fuori tutta questa conoscenza musicale; questa musica è fantastica!!!>> io con un certo aplomb cercavo tra le migliaia di risposte di circostanza già formulate ad una simile domanda quella che forse più sintetizza il vero motivo per cui da 7 anni ormai giro di locale in locale con i miei vecchi vinili frutto di aste elettroniche internazionali anche alle 5 del mattino…Risposta: "Beh mancanza di ferormoni".

Rintracciato anche Paul mi invita a leggere il suo AMARCORD pubblicato sul sito :

“La sezione amarcord del sito è stata pensata per ricordare eventi e serate del passato e scrivere, mano a mano, una sorta di diario della nostra avventura nella scena mod italiana e non solo. Stiamo andando in ordine cronologico, ed infatti se ci fate caso, tutti gli articoli amarcord del blog sono ambientati nel 2002, mese per mese. Non ricordo precisamente quando ci fu il concerto degli Statuto a Napoli ma doveva essere intorno a settembre o ottobre. Eravamo rimasti che io ero tornato da Londra. Ricordate? Fomentato a più non posso. Eravamo rimasti che frequentavamo le serate di King Kong al Funkool. Ancora non c’era il Rub-a-Dub, ma era già in progetto nella mia mente.

Ogni occasione, ogni evento strettamente collegato alla scena mod, sopratutto nei dintorni, era qualcosa di imperdibile, vista la carenza di serate. Come si poteva mai mancare ad un concerto degli Statuto a Napoli?

La macchina era così organizzata: Io, TJ Arnold (da poco ribattezzato così in quanto alcune voci sostengono che abbia raggiunto un livello qualitativo in consolle nettamente superiore a quello del famoso dj northern soul Terry Jones, tanto che tutti i supporter del dj inglese hanno ritenuto necessario espropriare Jones del nomignolo di TJ per affidarlo al loro nuovo beneamino!) e Franco Cartiere.

La leggenda narra che Franco Cartiere era in contatto via mail con un certo Roberto Tabacchini, il primo mod coi baffi della storia del modernismo italiano (forse mondiale), ma, attenzione... all’epoca era ancora skinhead, non ancora un casual... ma andiamo per gradi.”

Continuate la lettura:

http://www.soulmusic.splinder.com/post/9216909#comment

Nei commenti allegati ve ne uno che mi ha colpito, quello di Luca: “Io voglio solo ricordare le risate vere, l’atmosfera, le serate da paura, i viaggi da Roma fomentato a mille per andare a trovare "i guajoni", il giro di flirt con le "ragazze", la gente, il cibo e i coctail da paura a bassissimo prezzo;) e altre mille cose che scritte non renderebbero! è stata breve ma intensa, forse decimata dai ritorni in patria degli "oriundi" o magari per qualche scazzo fra persone o semplicemente per i gusti personali di ognuno che cambiano... io sono il primo esempio, sempre mod convinto (anche se sinceramente un pò schifato in genere della situazione italiana) ma ora ascolto anche sonorità nuove a differenza di fino a un annetto fa che mi fermavo massimo al crossover e rimanevo ancorato al solito trio delle meraviglie northern-ska-’79!"

Se proprio dobbiamo riflettere da dove parte la violenza dovremmo prendere spunto anche da questa ricerca di verità di tanti “altri” giovani che sperano di costruire un nuovo mod “modello-mondo” alternativo all’attuale “schifezza di società” che ci offre solo modelli di violenza tutti i santi giorni. Prima che sia troppo tardi anche per loro.

A Salerno c’è la movida nel centro storico dove i giovani si consumano a boccali di birra e bicchieroni di alcool. "Gioventù bruciata" dal fuoco dei botti, dell’alcool, della droga (almeno a Salerno è in un’aumento in maniera preoccupante il consumo di alcool anche nei minori ed il SERT resta ancora nel "ghetto" di Località Torre Angellara fuori dal centro dell’attenzioni anche il recupero delle tossicodipendeze), dall’indifferenza di tutti e dall’abbandono di un’azione sociale e politica che riporti al "centro" (delle città) quei valori di solidarietà e di diritti di cittadinanza oggi negati.

Se non l’avete capito ancora: per questo è guerra signori della guerra!

Ripartiamo dal soul, dal fank, e......? Andate sul sito e scaricatevi un po’ di buona musica... prima però osservate un minuto di silenzio per tutti i morti di questa guerra globale dell’indifferenza e del business.


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