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Vinicio Capossela; "Non si Muore tutte le mattine"

Racconti sonori, visioni descritte e gridate, un taccuino che traboccava d’inchiostro ed emozioni che chiedevano di essere rappresentate e dette. Abbiamo seguito a Roma, al teatro Palladium, questa sua evoluzione...

di Tano Rizza - mercoledì 22 dicembre 2004 - 9825 letture

Racconti sonori, visioni descritte e poi gridate, un taccuino che traboccava d’inchiostro ed emozioni che, da tanti anni, chiedevano di essere rappresentate e dette. Vinicio Capossela scrive un romanzo " Non si muore tutte le mattine" dove mette su carta tutte le sue visioni ed emozioni, ma dopo aver scritto l’ultima riga si accorge che non è contento di tenerle solo su carta muta. Quelle parole richiedevano diventare voce ed immagini. Nasce cosi l’idea del reading teatrale del suo testo e diventa subito un successo indiscusso.

Grande amatore del linguaggio, della poesia, della parola, Vinicio Capossela ha dedicato sempre molto interesse ai testi delle sue canzoni e lo sfogo naturale è il reding sonoro di queste sue parole desiderose di esplodere in aria miscelate con i suoni e le immagini.

Abbiamo seguito a Roma, al teatro Palladium, questa sua evoluzione e ne siamo rimasti piacevolmente colpiti. Sale sul palco in alta uniforme, colbacco in testa e con l’ognipresente lampadina che illumina i suoi occhi ed i presenti. Ad accompagnarlo due manipolatori del suono come Gak Sato alla macchina del Kaos e campionatori ed Alessandro Stefana, quest’ultimo impegnato a smanettare su Pedal steel guitar, giradischi a valvole, chitarre e magnetofoni. Alle loro spalle un grande schermo bianco su qui si avvicendano le scenografie del visual fatto d’effetti d’ombre e cinema di cartone. Suoni ed immagini che ci fanno immergere nello spirito di Capossela. Vinicio si avvicina al microfono; è armato di voce, piano forte, armonio, microfoni vari e d’immancabili bottiglie di vino per correggere bene la sua esibizione ( e la vita come dice lui).

"Perche Dio ha deciso di nutrirci di tante cose? Non bastava solo una? Perche ha deciso di darci la quantità?" comincia cosi il primo quadro dei tredici racconti per capitolazioni che Vinicio ha deciso di mettere in scena, la voce si espande, aggredisce fonicamente da davanti e da dietro gli ascoltatori, una voce che si dilata, si fa doppia negli echi, voce che attacca e viene attaccata dai suoni. Voce di Vinicio e voci registrate che diventano protagoniste nell’intero reding. Sono le voci che provengono dai bar, dai motel tangenziali, dagli ipermerceti, dalle periferie urbane, dalle televisioni sempre accese, dalle tangenziali che sono come gambe aperte pronte ad accogliere chiunque, voci ed echi che provengano dal kaos della vita di tutti i giorni.

Voci e parole che raccontano storie nascoste che non vorrebbero mai essere portate allo scoperto. Che sono come ombre lunghe sui destini dei sui personaggi. Torna tuuto il suo immaginario, i suoi personaggi narrati nelle sue coanzoni, adesso vivi, pronti a relazionare con lui e con noi.

I suoni assalgono le voci e le voci si contrappongono, radiofoniche, all’insistenza della cospirazione della vita che è sempre bella ma non ce ne accorgiamo. Vinicio spesso lascia la sua postazione da narratore per sedersi al piano, suo ambiente naturale, e fa diventare musica queste, ossessive e insistenti, voci. Si fa narratore sonoro delle visioni che lo assalgono ed assillano. Alle sue spalle si moltiplicano le immagini e le figure da lui evocate, che come in un film materializzano la metafisicità del raccontato.

Questo nuovo progetto di Vinicio è a metà tra un reading puramente poetico ed un’incontro con un caro vecchi amico ubriaco che ci racconta le sue storie, le sue emozioni, le sue verità e le verità assolute del mondo, dove, emerge spesso la disillusione( a volte ironica a volte pesante) nei confronti delle vita. La voce diventa cosi musica e la musica si lascia, piacevolmente, raccontare.

Quasi tre ore di spettacolo che ha affascinato i presenti e convinto i fan di Vinicio. Capossela sta crescendo ancora e dopo quattordici anni d’onorata carriera musicale, in cui ha fatto ballare e sudare tante piazze, adesso si sta evolvendo verso una dimensione da cantautore più matura.

Lo abbiamo ascoltato a Roma, presso il Teatro Palladium, Università Roma Tre per "Offine del Sapere"

VINICIO CAPOSSELA - RADIOCAPITOLAZIONI Voci, versi, musiche da Non si muore tutte le mattine

Vinicio Capossela - voce, piano preparato... Alessandro Stefana - pedal steal guitar Gak Sato - manipolazioni sonore Marco Tagliola - sonorizzazione di sala Controluce - effetti d’ombra


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Vinicio Capossela; "Non si Muore tutte le mattine"
13 luglio 2007

assolutamente da leggere!!!!
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