Viareggio, una politica per l’immigrazione


La lotta contro il commercio illegale, e contro ogni altra forma di illegalità, è estremamente dura.
mercoledì 7 novembre 2007, di Antonio Carollo - 366 letture

1° novembre, Ognissanti, giornata splendida, un fiume di gente in ‘Passeggiata’. Una cosa però colpisce sgradevolmente: al centro della sede stradale e sul marciapiede vi sono due file ininterrotte di teli su cui sono esposte le merci degli extracomunitari, soprattutto africani e cinesi. Tra verande che arrivano fino a metà strada e merci a terra è difficile persino camminare. Ricordo quanta cura ponevano, negli anni Settanta e Ottanta gli amministratori nel mantenere lontani dal salotto buono della città ambulanti, giocolieri vari, accattoni. Si tentò di far sloggiare una piccola pizzeria la cui folla di clienti sporcava e rendeva indecoroso l’ambiente intorno. Anche allora però gli interessi in gioco si facevano sentire; qualcuno remò contro e quel localino rimase aperto; ma era una mosca bianca. Adesso si naviga in mezzo all’illegalità. Nel 1981 il corpo dei vigili urbani contava 101 unità, oggi non si arriva a 90, dei quali operativi in servizi esterni solo una quarantina. A quel tempo l’ex Campo di Aviazione terminava a via Volpi; al Varignano vi erano poche case abitate prevalentemente da napoletani; la Migliarina era meno della metà; il Terminetto accennava a svilupparsi ma manteneva le sue caratteristiche agricole; il Bicchio e il Cotone quasi non esistevano, così pure la zona industriale; Torre del Lago non era quell’enorme massa di case che è oggi; il demanio marittimo, con i relativi compiti di controllo e di vigilanza, non era ancora passato alla competenza del Comune; ma la cosa più importante è che non esistevano i problemi derivanti dall’invasione degli immigrati, dall’aumento della microcriminalità e dell’insicurezza. Oggi il fabbisogno di vigili è stimato in circa 150 unità fisse e 50 in più nella stagione estiva. La lotta contro il commercio illegale, e contro ogni altra forma di illegalità, è estremamente dura. Lo so: non bastano le sole risorse del Comune. Ma si dia una svolta al modo di affrontare questi problemi. Si butti giù, tra l’altro, quel carrozzone incredibile della Società del Patrimonio, che sta prosciugando le casse del Comune per fare le sue stesse cose, e si trasferiscano le risorse extra ad essa assegnate al settore negletto della polizia municipale e della sicurezza dei cittadini.

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