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Viaggio all’interno del fenomeno Grillo

E’ senza dubbio il personaggio politico dell’anno. Abbiamo intervistato Giuliano Santoro autore di un pregevole saggio su Grillo e il suo movimento.
di Emanuele G. - mercoledì 28 novembre 2012 - 2100 letture

L’anno che sta finendo ha sancito che il personaggio politico dell’anno è quel Beppe Grillo che alla fine degli anni settanta aveva iniziato una carriera di comico. Poi sappiamo come sono andate le cose. E’ avvenuta una sorta di trasformazione in Beppe Grillo da comico satirico a fustigatore telematico dei vizi pubblici. Effettivamente tale cambiamento da a pensare. Soprattutto a come si è modificata la società italiana dagli anni “da bere” a questi anni di seconda, terza o quarta repplica. In un certo verso la parabola di Beppe Grillo rappresenta tutto quanto è succeduto in Italia in questi ultimi trent’anni. Una parabola che dovrebbe farci riflettere. Riflessione che Giuliano Santoro ha condotto magistralmente nel suo saggio “Un Grillo Qualunque”. Dalla recensione all’intervista il passo è stato davvero breve.

Come mai un titolo come "Grillo Qualunque"?

“All’inizio il libro doveva intitolarsi "Né di destra nè di sinistra", richiamando la trasversalità dell’elettorato grillino ma anche la paradossale ideologia post-ideologica del Movimento 5 Stelle. Poi abbiamo scelto "Un Grillo Qualunque", che rimanda ovviamente al movimento dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini ma anche al fatto che in Italia la crisi della democrazia rappresentativa è tanto profonda che basta, appunto, "Un Grillo Qualunque" per fare il pieno di voti.”

Da quali esigenze nasce questo suo viaggio all’interno del mondo di Beppe Grillo?

“La prima esigenza, quella che mi sa più a cuore è dare un contributo di chiarezza sul fenomeno. Molte energie che oggi potrebbero essere indirizzate verso il cambiamento si fanno incanalare per l’ennesima volta in una specie di rappresentazione del cambiamento, diventano spettatori-televotanti di un reality show politico.”

Quali fonti d’archivio ha consultato per scrivere il suo libro?

“Ho intervistato protagonisti delle vicende che racconto, ho dialogato con esperti e analisti, ho utilizzato i materiali online del M5S. Sono fonti diverse, che interagiscono nei tre generi di scrittura di cui si compone il volume: il racconto della vicenda di Grillo, l’analisi del fenomeno e l’inchiesta sull’organizzazione politica.”

Che cos’è questo "Movimento 5 Stelle"? Una repubblica a sovranità limitata?

“Più o meno. E’ una creatura che può muoversi dentro confini ben precisi: non può dotarsi di un’organizzazione nazionale (pena l’epurazione, come è successo al consigliere di Ferrara Valentino Tavolazzi) e non può comunicare alle grandi masse se non per bocca di Beppe Grillo, tramite il sito che porta il suo nome. Ecco perché vengono sanzionati quelli che vanno in tv.”

In che modo il digitale aiuta le personalità forti ad affermarsi?

“La sfera digitale non è immune da rapporti di forza e prevaricarizione che vigono al di fuori di essa, al contrario di quello che dicono Grillo e Casaleggio. E dunque una persona che ha un capitale di notorietà e una struttura di marketing prevale sugli utenti normali.”

Ci può parlare del modello strutturale del movimento fondato da Grillo?

“Non parlerei di "Modello" vero e proprio. Direi che siamo di fronte a quella che nel libro definisco "creatura anfibia", che per metà utilizza codici e stili televisivi (mi occupo proprio di spiegare come questo sia possibile anche in Rete) e per metà fa proseliti online.”

Chi è questo Casalegno? Un guru oppure...?

“Gianroberto Casaleggio è un manager che si occupa di webmarketing. Vende prodotti online. Il sito di Grillo è innanzitutto una piattaforma commerciale.”

Siamo sicuri che la causa dell’esplosione del "Movimento 5 Stelle" sia la crisi dei partiti italiani?

“Senz’altro. In politica, recita un vecchio adagio, non esiste il vuoto. Appena il vuoto si crea, questo viene riempito da qualcos’altro. Al nord i flussi elettorali dimostrano chiaramente come il boom elettorale di Grillo sia dovuto alla disillusione degli elettori di centrodestra. Siamo di fronte ad una specie di orgia autoassolutoria: votano quelle che - a parole - è più "contro" dopo aver retto il bluff di Berlusconi e Bossi per quattro lustri.”

Non considera il Grillismo un sintomo della malattia più generale dell’Italia?

“Di sicuro c’è che veniamo da venti anni di berlusconismo. Quelli che si illudono che questo passi senza scorsie, e che siamo passati dall’egemonia della tv al trionfo della democrazia online sono ingenui oppure in malafede.”

Che prospettive d’avvenire ha il movimento fondato da Grillo?

“Penso che fino alle elezioni poltiche il M5S rimarrà integro. In molti fanno finta di non vedere i limiti e le ipocrisie del grillismo perché hanno interesse a capitalizzare il consenso. Ma è difficile che questo modello possa reggere alla lunga. Di certo, le dinamiche della sua affermazione e i suoi modelli di comunicazione ci dicono molto della composizione sociale che in Italia cerca rappresentanza.”

Già un movimento politico per durare a lungo deve modificarsi. Pertanto, prevale lo spirito di auto-conservazione che a poco a poco allontana quel movimento dall’elan vital dell’inizio per trasformarlo in un partito non molto differente dagli altri. Succederà questo al Movimento 5 Stelle? La discussione è aperta. Piuttosto aperta…

Link alla recensione del saggio “Un Grillo Qualunque”


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