Sei all'interno di >> :.: Culture | Libri e idee |

Viaggi al termine della notte

Le nostre anime di notte / Kent Haruf ; traduzione di Fabio Cremonesi. - Milano : Enne enne editore, 2017. - 171 p., [5] : br. ; 22 cm. - Tit.orig.: Our souls at night. - ISBN 978-88-99253-50-9.

di Sergej - giovedì 20 luglio 2023 - 898 letture

E alla fine nasciamo, infilati dentro un corpo a caso, a imparare una lingua a caso e regole e convenzioni sociali a caso, di un determinato luogo. Ci capita di conoscere delle persone, in questo nostro viaggio, "vedere cose, fare delle cose" per parafrasare Moretti. Le cose che cambiano, anche noi che siamo cambiati dentro e non ce ne accorgiamo. E a un certo punto capita di ritrovarsi inspiegabilmente, inesplicabilmente, "a un certo punto". Il clima che si respira in questo romanzo breve di Kent Haruf, Le nostre anime di notte, è l’anima della grande narrativa statunitense. Una cosa che in Europa non si è mai riuscito a fare: l’Europa regressa oggi a terra di conquista ha ben altre gatte da pelare.

JPEG - 114.1 Kb
Copertina de Le nostre anime di notte, di Kent Haruf

Gli Stati Uniti possono permettersi una narrativa che è tutta dentro l’immenso Ovest nordamericano, la "provincia", i tempi lunghi e diradati. Qui siamo nel tempo lungo della vecchiaia - la dilatazione del tempo, che per chi la vive è invece un baleno perché questo accade poi nel nostre esistere, ci sembra così lungo il tempo della giovinezza che è invece cortissimo e invece un rantolo il tempo della vecchiaia che precipita verso la conclusione. Le cose, in questo romanzo, accadono wittgensteinianamente, l’orizzonte è quello del deserto dei Tartari, la voce di Spoon River come poteva immaginarsela un genovese bonaccione. La diradazione delle parole, dei sentimenti, delle vite. Haruf è un grande scrittore, ed è merito delle EnneEnne edizioni avercelo fatto conoscere, Fabio Cremonesi il traduttore a ricreare in italiano il "soul" di questa scrittura e di questi personaggi. La malinconia viene accarezzata dall’humour, i due anziani attraversano il bigottismo del paesello in cui vivono mano nella mano, nonostante tutto e nonostante tutti. La vita è l’arte dell’incontro.

Qui due solitudini si incontrano, hanno alle spalle una vita non-vita, in cui gli accadimenti (nascite, morti, incidenti ecc_) sono scorsi come l’acqua del Mississippi. Mai un fremito, mai una rivolta. Solo ora questo barlume, questo tentativo di mettere in atto una strategia dell’incontro che è strategia del naufrago che si aggrappa alla zattera. La letteratura statunitense ha conosciuto diverse strade - si pensi a Poe, Bukowski, Kerouac, a Steinbeck - alcune che hanno persino tentato la lotta collettiva (si pensi alle canzoni di Guthrie) - e ci sono stati quelli che hanno riportato tutto sull’individuo - Fitzgerald, Salinger, Carver, Haruf appunto -. È vero, c’è il "bigottismo": quello del figlio Gene, o dei vicini di casa. Non c’è la costruzione di una consapevolezza che vada oltre l’ombra del proprio soul. Il barlume, proprio per questo, è destinato a essere spento. La "normalità" prevale, qualsiasi cosa si intenda con questa parola. La solitudine, il dolore. Haruf, con la sua scrittura stilizzata, sfiora il dolore e non solleva la pietra. Eppure i suoi personaggi rimangono impressi nella nostra memoria, questa storia semplice riesce a fare breccia nel nostro cuore. Questo, per uno scrittore, vuol dire aver fatto comunque centro.


Sinossi editoriale

Le nostre anime di notte è il sigillo perfetto all’opera di uno dei grandi interpreti della letteratura americana contemporanea.

«"Le nostre anime di notte" è un libro di assoluta semplicità, senza fronzoli, che comincia in medias res.» - Matteo Persivale, Corriere della Sera

«Per molti anni della sua vita di scrittore, Kent Haruf è partito per un luogo lontano. E sembra che prima di partire si abbassasse sopra agli occhi un berretto di lana, in modo da scrivere alla cieca. Batteva le dita sui tasti senza vederli, senza controllare le parole che andavano sfilando sul foglio, senza preoccuparsi della punteggiatura, di andare a capo.» - Tommaso Pincio, TTL, La Stampa

«La storia che ne nasce è una carezza che si legge in un pomeriggio e a cui val la pena di prepararsi.» - Valeria Parrella, Grazia

È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me? Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.

Dopo la Trilogia della Pianura, Le nostre anime di notte è il sigillo perfetto all’opera di Kent Haruf, uno dei più grandi interpreti della letteratura americana contemporanea.


Le nostre anime di notte (Kent Haruf) / di Alessandra Fontana

Le nostre anime di notte di Kent Haruf è un libro che va dritto al cuore. Questo breve racconto, sono poco più di 160 pagine, si apre con la proposta di Addie Moore al suo vicino di casa Louis Waters. Una proposta che di convenzionale non ha proprio nulla.

Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me.

Cosa? In che senso?

Nel senso che siamo tutti e due soli. Ce ne stiamo per conto nostro per troppo tempo. Da anni. Io mi sento sola. Penso che anche tu lo sia. Mi chiedevo se ti andrebbe di venire a dormire da me, la notte. E parlare. (…) Sto parlando di attraversare la notte insieme. E di starsene al caldo nel letto, come buoni amici. Starsene a letto insieme, e tu ti fermi a dormire. Le notti sono la cosa peggiore non trovi?

Comincia così la malinconica e tenera storia di due vedovi che si tendono una mano in un momento di difficoltà. La notte i nostri problemi sembrano così grandi, la solitudine così profonda e l’angoscia senza soluzione. Un letto, due persone che si tengono la mano a vicenda raccontandosi ricordi e speranze.

E’ una storia d’amore particolare quella di Le nostre anime di notte. Chi l’ha detto che durante la terza età non si può amare? Chi può pensare che le visite di Louis durante la notte siano qualcosa da additare o peggio ancora deridere?

Ad Holt, cittadina del Colorado, certi movimenti vengono notati. Le battute nei bar cominciano a circolare ma non sarà solo la lingua lunga delle persone a “minacciare” questa unione.

Chi riesce ad avere quello che desidera? Non mi pare che capiti a tanti, forse proprio a nessuno. E’ sempre un incontro alla cieca tra due persone che mettono in scena vecchie idee e sogni e impressioni sbagliate. Anche se, ripeto, questo non vale per noi due. Non in questo momento, non oggi.

Le settimane passano e Addie e Louis riescono a legare, a diventare davvero una coppia ricreando quel senso di intimità che non provavano da tempo. Impossibile non parlare delle relazioni precedenti, del rapporto con figli e nipoti e ahimè, con la conoscenza della morte.

Sono arrivato a credere in qualche tipo di vita dopo la morte. Un ritorno alla nostra vera essenza, un’essenza spirituale.

Io non so se credo a queste cose, disse Addie. Magari hai ragione tu. Lo spero.

Vedremo, giusto? Non ancora, però.

No, non ancora rispose Addie. Amo questo mondo fisico. Amo questa vita insieme a te. E il vento e la campagna. Il cortile, la ghiaia sul vialetto. L’erba. Le notti fresche. Stare a letto al buio a parlare con te.

A cambiare gli equilibri della coppia, sarà l’arrivo del figlio di Addie con il piccolo nipote Jamie, temporaneamente trasferitosi dalla nonna. Dopo qualche dubbio iniziale, le particolari notti di Louis e Addie riprendono il loro corso e il primo ad accettarle è proprio il bambino di sei anni.

Ma questa unione è troppo spregiudicata per la città, per gli amici e per i familiari. Riusciranno i due protagonisti a preservarla?

Le nostre anime di notte è…

Un libro malinconico, delicato… sembra scritto in punta di piedi. Eppure la cattiveria e l’egoismo delle persone arrivano come un pugno allo stomaco.

Non ho letto la trilogia di Haruf, è sulla la mia lista dei desideri, e ho apprezzato molto l’argomento e lo stile. Dopo una riga il lettore si trova immerso ad Holt e si ritrova a bisbigliare con Addie e Louise, a commuoversi durante i loro racconti, e a sorridere con il nipotino Jamie. Da leggere tutto d’un fiato è consigliato ai romantici, agli amanti della narrativa e a chi cerca una storia originale.

Fonte: Recensione / di Alessandra Fontana.


Link

Kent Haruf su Wikipedia.



- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -