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Vertice di Parigi


ActionAid Italia e Amnesty International Italia: le migrazioni richiedono un’attenzione speciale.
giovedì 7 settembre 2017 , Inviato da Redazione - 520 letture

ActionAid Italia e Amnesty International Italia hanno accolto con favore le discussioni che si sono svolte lo scorso 28 agosto nel vertice sulle migrazioni a Parigi tra i Capi di Stato e di governo di Italia, Francia, Germania, Spagna e Unione europea. Con questo vertice, le istituzioni nazionali ed europee hanno riconosciuto che le migrazioni richiedono un’attenzione speciale.

È essenziale che gli Stati europei comprendano che i flussi di migrazione regolare sono un’opportunità e non una minaccia. Dipingere le migrazioni come una minaccia fa il gioco di quanti animano l’attuale dibattito ricorrendo al populismo e, in alcuni casi, al razzismo. Le derive populiste trovano terreno fertile quando le risposte delle istituzioni sono incerte e le dichiarazioni pubbliche lasciano spazio a dubbi sui fatti, sui ruoli e sulle responsabilità degli Stati così come delle ONG. Soltanto l’Italia avrà bisogno di 1,6 milioni di migranti nel prossimo decennio per sostenere il suo sistema pensionistico e il suo welfare, e numeri simili valgono per gli altri Paesi.

Durante l’estate il governo italiano ha agito in modo del tutto inappropriato: il cosiddetto codice di condotta delle ONG, proposto dal Ministro dell’Interno italiano, sta costringendo le organizzazioni impegnate nelle operazioni di ricerca e salvataggio a violare le norme internazionali firmate sotto gli auspici della Federazione internazionale della Croce Rossa. In particolare, prevedere la presenza delle forze di sicurezza sulle navi delle ONG con obiettivi di indagine è una condizione chiaramente inaccettabile per le organizzazioni umanitarie. Pertanto, è necessario che i governi di Francia, Spagna, Germania, così come gli altri governi europei, s’impegnino a lavorare a un’intesa con l’Italia che vada in una direzione diversa.

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Migranti

La versione “emendata” del codice di condotta delle ONG non è stata resa pubblica dal governo italiano; oltre a questo l’iniziativa italiana ha causato una completa chiusura dello spazio umanitario al largo delle coste libiche. Il limite di 70 miglia proposto dalle autorità libiche, chiudendo la possibilità di intervenire a ONG come MSF, implica di fatto una delega esclusiva per la gestione dei flussi migratori alle autorità della Libia. Numerose ricerche degli organismi e inchieste giornalistiche mostrano come le autorità libiche non siano in grado di controllare le operazioni dei trafficanti né di prevenire le violazioni dei diritti umani che stanno avvenendo nei campi di detenzione. L’UNHCR e altre ONG hanno anche lanciato l’allarme sulla collusione tra i trafficanti e settori delle istituzioni libiche.

Per questo, ActionAid Italia e Amnesty International Italia continueranno a documentare quello che sta accadendo sul terreno, nell’aperto timore che le autorità libiche siano di fatto agendo come controllo di frontiera in sostituzione dell’Unione europea. Le organizzazioni ribadiscono la richiesta agli Stati europei di promuovere e proteggere i diritti umani dei migranti creando l’unica via possibile e cioè l’apertura di corridoi umanitari.

ActionAid Italia e Amnesty International Italia chiedono inoltre a tutti i capi di Stato e di governo dell’Ue di riconoscere pubblicamente e in modo chiaro il ruolo essenziale della società civile organizzata nel salvare vite umane e sostenere l’integrazione in Europa. La campagna di diffamazione nei confronti delle ONG rischia di avere un impatto durevole sulla loro capacità di facilitare un dialogo basato sui fatti che funzioni da antidoto al populismo dilagante.

Da qui l’appello ai Capi di Stato perché chiariscano in modo inequivocabile il contributo degli attori civici a una piena democrazia, inclusa l’Europa, e ai quattro governi riuniti a Parigi affinché mettano a disposizione risorse aggiuntive per consentire di vigilare in maniera indipendente sul rispetto dei diritti umani negli Stati del Nord Africa, inclusa la Libia.


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