Vertenze in un call center della Tim



lunedì 4 febbraio 2008, di Letizia Tassinari - 731 letture

Assunte in un call center della Tim, nella zona industriale di Capezano Pianonore, con un contratto vero, da dipendenti e non precarie, e persino a tempo indeterminato!

Una chimera per i tanti operatori telefonici.

Ma qualcosa si inceppa.

Superato brillantemente il periodo di prova, alle tre lavoratrici, tutte donne, molto giovani, qualcuna anche con famiglia, cominciano a fioccare lettere di contestazione per i motivi piu’ vari, e soprattutto non veri, dall’ uso improprio del cellulare durante l’orario di lavoro mentre il cellulare all’inizio del proprio turno doveva essere spento e riposto in appostiti spazi, al generico e non provato comportamento non idoneo al regolamento aziendale interno e non rispetto dei superiori. Poi “la mazzata”: tre lettere di licenziamento “per giusta causa”, che in realtà si traduce nel fatto che le tre ragazze non riuscivano a prendere abbastanza appuntamenti per gli agenti, telefonando su liste ormai ” usate, riusate e usurate da mesi”!

All’ufficio vertenze della Filcams Cgil i tre licenziamenti vengono impugnati, ma avendo l’azienda meno di 15 dipendenti, non potendosi applicare l’art,18 dello Statuto dei Lavoratori, per cui chiedere o ottenere la riassunzione, il massimo richiedibile è un risarcimento economico per l’ ingiusto licenziamento.

Convocata l’Azienda presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Lucca, per il tentativo di conciliazione, a giugno dello scorso anno il titolare concilia, sottoscrivendo il verbale l’accordo: dovrà versare 2500 euro a ciascuna dipendente.

Sono passati sette mesi ma le tre ex dipendenti non hanno ancora visto un euro

La pratica è passata pertanto nelle mani di uno dei legali del Sindacato, mentre al call center della Tim dell’interland viareggino tutte le nuove operatrici telefoniche sono state “assunte” a progetto.

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Vertenze in un call center della Tim
28 ottobre 2011, di : roby

le lungaggini burocratico legali tipicamente italiane, sono palesemente a favore del datore di lavoro, il quale non fa che trarre vantaggio nel tempo. Bisognerebbe raddoppiare l’indennizzo per ogni anno di ritardo così da scoraggiare "i soliti" farabutti nel compimento di certe azioni.
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