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Vendita di armi in Yemen: ora tocca all’Italia

Dal 25 marzo 2015 una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita e sostenuta da Stati Uniti e Regno Unito, ha lanciato attacchi aerei contro il gruppo armato huthi in Yemen. Appello di Amnesty International
di Redazione - mercoledì 6 marzo 2019 - 1678 letture

Un cumulo di macerie. Quasi quattro anni di conflitto hanno totalmente devastato lo Yemen. I raid aerei della coalizione guidata dall’Arabia Saudita hanno colpito indiscriminatamente scuole, ospedali, moschee. Sono quasi 17.000 i civili feriti o uccisi. Milioni di persone sono a rischio carestia.

Nel 2018, grazie alle nostre pressioni sui governi di tutto il mondo, siamo riusciti a fermare la vendita di armi destinate al conflitto in Yemen provenienti da Danimarca, Finlandia, Norvegia e Olanda. Anche l’Italia, vendendo bombe prodotte in Sardegna e destinate all’Arabia Saudita, si sta rendendo complice delle violazioni dei diritti umani compiute in Yemen. È arrivato il momento di dire BASTA.

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Armi prodotte in Italia utilizzate nel conflitto in Yemen: le prove

Alle 3:00 dell’8 ottobre 2016, un raid aereo condotto verosimilmente dalla coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita ha colpito il villaggio di Deir Al-Hajari, situato nello Yemen nord-occidentale. L’attacco ha ucciso una famiglia di sei persone, tra cui una madre incinta e quattro bambini. Sul luogo dell’attacco sono stati rinvenuti dei resti di bombe e un anello di sospensione prodotti da RWM Italia S.p.A., società controllata dal produttore tedesco di armi Rheinmetall AG. Sosteniamo l’azione legale condotta dalla Rete disarmo che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica italiana di Roma. L’Italia deve interrompere immediatamente gli scambi di armi con l’Arabia Saudita.

La conferma dell’utilizzo delle bombe italiane nel conflitto in Yemen arriva anche dal “Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen”, trasmesso il 27 gennaio 2017 al Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Alcune organizzazioni specializzate, riportano la possibilità concreta di almeno sei invii di carichi di bombe dall’Italia verso l’Arabia Saudita.

La legge italiana 185 del 1990 afferma che le esportazioni di armamenti sono vietate anche ai Paesi in stato di conflitto armato e la cui politica contrasti con i principi dell’articolo 11 della Costituzione della Repubblica. Il Parlamento italiano non può continuare ad essere responsabile dei crimini di guerra commessi in Yemen.

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