Vai avanti tu che mi vien da ridere

Risate terapeutiche, omeriche, grasse. Una risata vi seppellirà
di Adriano Todaro - mercoledì 23 gennaio 2019 - 2104 letture

Meglio sciare ‒ In tanti si sono ritrovati, a Torino, alla seconda manifestazione a favore del buco Tav per le merci. Ma, come dice una signora rigorosamente bionda, “Peccato, oggi avremmo potuto essere molti di più. Ma, sai, tanti sono andati a sciare. è sabato poi…”. Coloro che hanno preferito l’impegno sociale allo sci hanno sfilato per Torino, uno a braccetto dell’altro: Confindustria, bottegai e un bel gruppetto di politici di destra e sinistra (sic!) come Sergio Chiamparino, il candidato segretario Maurizio Martina, l’ex senatore Stefano Esposito appena graziato dal Tribunale parlamentare grazie ai voti di Lega e Fi, il presidente della Liguria Giovanni Toti, la Stella Gelmini, Anna Maria Bernini. il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. Una volta i leghisti erano contro il Tav. Lo era anche Matteo Renzi. Oggi sono d’accordo. D’altronde solo gli imbecilli non cambiano mai idea e questi mica lo sono. La manifestazione era organizzata, come l’altra volta, dalle cosiddette “madamine”, sette donnette che frequentano il Rotary e i caffè alla moda per tirare sera, che hanno pianto per la scomparsa del Gianni inteso Agnelli, che vanno nei mercatini ma solo quelli chic. Repubblica le intervista e loro si pavoneggiano aggiustandosi la fresca permanente. Racconta il giornale: “Poi sono arrivati i conteggi ufficiali dell’aumento del pedaggio approvato dal governo per l’autostrada Torino-Bardonecchia e le madamine hanno rotto gli indugi”. Ohibò! Occhio che queste sono un po’ come i gilet gialli francesi. Sono contro gli aumenti del pedaggio perché andare a sciare al Sestriere ora costa di più e, signoria mia, sa quante spese dobbiamo sostenere per avere una fulva criniera sempre a posto… Sono però anche molto religiose e amanti della natura. Una di loro, ad esempio ‒ una, naturalmente, dal doppio cognome – Giovanna Giordano Peretti – così ha scritto su Facebook: “Oggi sono stata molto religiosa. Fantastica giornata fuori pista in ottima compagnia”. La scritta appariva sotto una foto con la neve e la citazione di un esploratore norvegese. “È meglio andare a sciare e pensare a Dio piuttosto che andare in chiesa e pensare a sciare”. Pensiero profondo che solo gli esploratori norvegesi possono partorire. Poi Repubblica domanda: e se la manifestazione sarà un flop rispetto alla manifestazione dei No Tav? Nessuna paura come si addice a coloro che, pur di andare a sciare sono disposti a pagare l’aumento dell’autostrada. “Non temiamo alcun confronto fotografico, al massimo quello per qualche chilo messo su nelle abbuffate dei pranzi delle feste”. Una grassa risata.

Cesare Battisti ‒ Uno è stato un patriota socialista, impiccato dagli austriaci; l’altro, quello più moderno, ha ammazzato quattro persone. Diversi anni fa avevo scritto, su queste colonne, di Cesare Battisti. Al di là degli omicidi, mi domandavo: ma come fa a ridere sempre? Anche quando è arrivato all’aeroporto di Ciampino, sorrideva ilare. Quattro omicidi, d’altronde, cosa sono mai? Chi non ha ammazzato almeno per quattro volte? Chi non l’ha fatto per la rivoluzione? Una rivoluzione che ha portato ad accoglierlo, all’aeroporto, Matteo Salvini con la giacchetta della polizia. C’era, è vero, anche il ministro della Giustizia Bonafede e spiace averlo visto dietro il tavolino. Una scena ridicola, grottesca, proprio da scompisciarsi dalle risate. Siamo alle comiche, purtroppo non finali. Chissà come se la ridevano Antonio Santoro, Pierluigi Torreggiani, Lino Sabbadin, Andrea Campagna tutti ammazzati dal novello Cesare Battisti, scrittore di noir. Matteo II tronfio come Matteo I ai bei tempi, ha detto che è stato lui, praticamente, a riportarlo in Italia e a metterlo in galera a marcire. Lui e il nuovo corso brasiliano di destra di Bolsonaro. In realtà Battisti è stato beccato in Bolivia e averlo riportato in Italia è opera, soprattutto, del presidente Evo Morales che proprio di destra non è. Nessuno dei giornalisti presenti alla sceneggiata ha fatto notare ciò. Tutti allineati e coperti. Una risata vi seppellirà.

Tavolo per dieci ‒ Ho sempre trovato comica l’espressione, usata soprattutto durante le vertenze sindacali, “abbiamo chiesto un tavolo”, “apriamo un tavolo” e così via. E, invece, un tavolo l’hanno apparecchiato a Roma in un bellissimo posto, anzi, come si dice ora, in una location. E l’hanno aperto padroni e politici. E che padroni, cominciando dal presidente della Confindustria, uno dei più intelligenti e visionari fra i padroni nostrani. Il tutto è stato organizzato da Annalisa Chirico una che mica scrive su girodivite ma sul Foglio. Mica cazzi, eh! Ogni tavolo era apparecchiato per dieci persone e costava 6 mila euro, quindi 600 euro a posto. La frugale cena era per parlare di “Una nuova giustizia”, una cosetta leggera. Per fortuna c’erano presenti tanti simpaticoni che hanno portato alla serata momenti di gaiezza crescente. C’era Matteo Salvini, accompagnato dal familiare ministro Fontana e dalla garrula Giulietta Bongiorno, c’era Maria Elenuccia dai Boschi Fioriti accompagnata dall’ex fidanzatino Francesco Bonifazi, Giorgio Mulè senza Berlusconi, il ciuffettino di Luca Cordero di Montezemolo, il Tronchetto della felicità Proverà, il padrone del Corriere Cairo, Claudio Lotito, già arrestato, Flavio Briatore, già arrestato. Poi c’era la Mummia Letta che dovrebbe avere ormai 180 anni ma sempre azzimato e prostatico e un gruppetto di magistrati. Molti di loro, pur invitati, non hanno partecipato, facendo così la figura dei maleducati. Le cronache dicono che il tavolo di Salvini e quello di Elenuccia erano distanti. Si potevano però guardare. E già qualcosa per 600 euro. Alla fine Salvini ha detto la sua: “Dove c’è Renzi non ci sono io, e non sono certo qui per la Boschi, ma per ascoltare magistrati, avvocati e imprenditori”. Dopo questa dichiarazioni i commensali sono scoppiati a ridere e sono finiti sotto i tavoli. Tavoli da 6 mila euro. Risata omerica e costosa.


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