Ustica - tutti assolti
 La verità nascosta dopo 27 anni dalla strage del 1980
mercoledì 17 gennaio 2007, di Francesco Sorce - 979 letture
I familiari aspettano con felicità i parenti e amici che da lì a poco atterreranno con l’aereo DC9 dell’Itavia. Molte le persone che aspettano quell’aereo. Chiacchierano tra di loro, seduti sulle sedie dell’aeroporto di Palermo. I sorrisi e la voglia di riabbracciare quei bimbi di 5, 7, 11 anni che non vedevano da tempo. La felicità di vedere uscire da quella porta, un viso conosciuto, il loro amico, il loro familiare. Aspettano ma non arriverà più, scomparso nei cieli di Ustica. I sorrisi si cancellano sui volti dei parenti, faranno spazio a visi preoccupati, tesi, di chi non sa cosa sta per succedere e cosa è successo. Aspettano con ansia delle notizie su quanto è successo. Il Dc-9 in un primo momento viene dato per scomparso, poi la tragica notizia che tutti si aspettavano ma che nessuno aveva la forza di ammettere. Caduto. L’aereo dell’Itavia è caduto in mare. I resti del velivolo sparsi per il mare, corpi che galleggiano, le valigie preparate con cura sparse ovunque. 81 i morti, tra cui 5 ragazzini, 7 bambini, e 4 dell’equipaggio.
La colpa di chi è? Forse un guasto al motore, forse un cedimento strutturale, forse una bomba a bordo o forse una verità che dopo 27 anni viene ancora tenuta nascosta volutamente.
’’Il fatto non sussiste’’. Questa la sentenza emessa della prima sezione penale della Cassazione relativa alla strage di Ustica . Chiuso. Viene tolta anche la possibilità ai familiari delle vittime di poter chiedere, in sede civile, il risarcimento dei danni morali.
Nella sentenza sono stati assolto i generali dell’Aeronautica Militare Lamberto Bertolucci e Franco Ferri.
Pisa, 11 gennaio - Il capo di stato maggiore della Difesa si è detto oggi "amareggiato" perché l’inchiesta di Ustica si è chiusa senza che alcun responsabile sia stato individuato, ma al tempo stesso soddisfatto per l’assoluzione definitiva dell’Aeronautica italiana per la vicenda dell’aereo civile caduto a largo dell’isola siciliana nel 1980. "Siamo molto amareggiati perché non è stato possibile individuare le cause dell’incidente", ha detto l’ammiraglio Gianpaolo Di Paola durante la cerimonia di consegna all’Aeronautica militare del primo C-27J a Pisa.
“Si dice amareggiato ma soddisfatto”. Io non mi sentirei molto soddisfatto. Forse c’è di sentirsi compiaciuti che molti tracciati radar siano stati cancellati o riscritti in bella copia o forse per il “suicidio” del maresciallo Mario Alberto Dettori, radarista della base di Poggio Ballone (Grosseto), che confessa alla moglie: "Quella notte è successo un casino, per poco non scoppia la guerra". Dettori morirà appunto suicida nel marzo dell’87 ossessionato da una scritta che dice: "Il silenzio è d’oro e uccide". Io non mi sentirei molto soddisfatto dalla confessione di Alexj Pavlov, ex colonnello del KGB, che dice: il DC9 fu abbattuto da missili americani, i sovietici videro tutto dalla base militare segreta che nascondevano vicino a Tripoli: "Fummo costretti a non rivelare quanto sapevamo per non scoprire il nostro punto di osservazione. Quella notte furono fatte allontanare tutte le unità sovietiche della zona perché sapevamo che ci sarebbe stata un’esercitazione a fuoco delle forze americane..." E non mi sentirei nemmeno molto soddisfatto della telefonata, citata negli atti processuali, del gen. Tricarico, nella quale gli si chiede di operare, nella veste di responsabile del V reparto, nell’interesse della difesa degli imputati contravvenendo alle disposizioni, ricordate espressamente nella conversazione, che erano state date dal Capo di Stato Maggiore, allora in carica, gen. Pillinini.
Tricarico si mette a disposizione, pronto a disubbidire, "la cosa rimane tra lei e me" termina la telefonata. Certamente non un esempio di osservanza della disciplina militare.
Eppure nel 2004 Lamberto Bartolucci, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica del tempo, viene riconosciuto di aver omesso di riferire alle autorità politiche i risultati dell’analisi dei tracciati radar di Fiumicino/Ciampino - conosciuti nell’immediatezza della tragedia - e ancora a Lamberto Bartolucci e Franco Ferri di aver fornito informazioni errate alle autorità politiche escludendo il possibile coinvolgimento di altri aerei militari nella caduta dell’aereo civile nell’informativa scritta del 20 dicembre 1980. Quindi risulta chiaro che le autorità militari hanno ostacolato la ricerca della verità, qualunque essa fosse.
Concludo questo articolo facendo riferimento ad un diario di una bambina, che nel 1980 aveva tredici anni. Adesso ne ha ventitre.
Caro diario sono felice, oggi è il 26 giugno 1980 e sono stata promossa. EVVIVA!!!!! (ho tredici anni) Mamma e Papà sono molto orgogliosi di me, mi hanno promesso da mesi che il loro regalo per la promozione sarà portarmi con loro in Sicilia. EVVIVA!! Ce l’ho fatta e non vedo l’ora di fare il mio primo viaggio in aereo, anche per i miei genitori è la prima volta. Oggi ho telefonato a mia cugina a Palermo, le ho detto che fra qualche giorno ci vedremo, anche la nonna è contentissima e non vede l’ora, ed anch’io sono impaziente di fare questo viaggio.
Caro diario oggi 26 giugno 1980 c’è stato un cambiamento nel programma. La mamma ha detto che siccome non ha trovato posto in aereo, partono solo loro due con la speranza di poter trovare due biglietti, promettendomi un nuovo regalo al ritorno. UFFA!!! Non è giusto! Sono arrabbiatissima! Non voglio un altro regalo. Ho pianto tutto il pomeriggio, ma le mie lacrime sono servite solo a far partire la mamma molto triste. Le sue parole per consolarmi sono state: "tu devi badare alla famiglia perché sei la più giudiziosa". UFFA! Mamma mi ha tradita, non è stata di parola. Non si fanno promesse se poi non si mantengono. Io voglio il regalo promesso. Voglio volare con Mamma e Papà.
Oggi 27 sono partiti, nel pomeriggio hanno telefonato per dire che l’aereo partiva in ritardo, volevano parlare con me, ero così arrabbiata che non sono andata al telefono.
Caro diario oggi 28 giugno 1980 non crederai a quello che ti dirò ora: la Mamma e il Papà non hanno ancora telefonato per dire che sono arrivati. Qui sono tutti agitati. Non credo a quello che sento, dicono che l’aereo è scomparso!! NO! Non è possibile, non può succedere niente di brutto ai miei genitori. Io sono la piccola di casa. Ma perché a casa nostra c’è sempre il dottore e mi mandano sempre a comprare la camomilla? Perché i miei fratelli e mia sorella piangono sempre? Perché la TV fa vedere sempre quelle immagini nel mare? Sono tutte finte, come dice sempre la Mamma! Se potessi sentirla al telefono la Mamma mi tranquillizzerebbe. Mi sento morire. I miei fratelli sono partiti a cercare Mamma e Papà. Sono due giorni che tengo le dita incrociate, qui sono tutti disperati, ma io no, perché so che Mamma e Papà torneranno molto presto. C’è un via vai di parenti, amici che ci opprimono, piangono. Non sanno che lo fanno inutilmente, perché non è vero niente, Mamma e Papà torneranno da me, perché non lascerebbero mai la propria piccola qui sola. I miei genitori mi vogliono troppo bene per abbandonarmi. Tornate presto vi prego.
Caro diario mi stanno facendo credere a questa realtà, ma io tengo forte le mie dita incrociate, quello che sto passando non te lo so descrivere. Mi riempio di pizzicotti per svegliarmi da questo incubo che non finisce mai. Papà, Mamma dove siete andati a finire? Perché mi lasciate così sola... In famiglia c’è tensione, non so più se chiamarla famiglia, ora non è rimasto niente della mia meravigliosa famiglia. Solo il dolore regna fra noi e fa continuare i nostri giorni. Oh Dio, che sta succedendo a noi tutti? Perché hai voluto questo? Chi ha voluto e permesso tutto questo? Perché delle persone fanno queste cattiverie? Perché devono esistere questi sbagli e far soffrire così la gente?
Caro diario oggi sono andata nella casa dove ero così felice con i miei genitori, è così vuota, spoglia, lugubre ed ho cominciato a sognare ad occhi aperti. Vedo Mamma e Papà scendere dall’autobus con delle grandi valige, entrare in casa, salire le scale ed io precipitarmi ad abbracciarli! Oh Signore ti ringrazio!! Non mi stacco più da loro, non mi voglio più svegliare, portatemi via con voi vi prego. Ho pianto tanto, tanto, urlato più forte che potevo, avrei voluto farli scendere da quel maledetto aereo che me li aveva portati via. Sono stanca, nauseata, ho paura che impazzirò o forse pazza lo sono già. Vorrei farla finita. Mamma, Papà perché non mi avete portato via con voi? Io non riesco più a vivere! Caro diario sono strastufa, non ce la faccio più, ora ti saluto, vado a dormire, spero che i miei sogni mi portino via con loro.
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Ci sono 3 contributi al forum.
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Ustica - tutti assolti
19 gennaio 2007
I colpevoli sono quelli che sanno e "non possono" parlare, oppure quelli che fecero saltare in aria l’aereo?
Chi sono i colevoli? I libici? Gli americani? Oppure chi?
Nessuno potrebbe azzardare ipotesi, ma alla fine i responsabili dovrebbero essere i capi di Stato maggiore italiano semplicemente sul presupposto che essi dovrebbero conoscere la verità. Sarebbe una giustizia ingiusta quella che punisse persone per il solo fatto che essi sono nella condizione ottimale per conoscere la verità (fermo restando il dubbio che non la conoscano nemmeno loro).
Vi faccio notare che chi ha ucciso Nicola Calipari, quei soldati americani, sono sottratti al giudizio da fitte relazioni diplomatiche che servono a mantenere gli equilibri nei rapporti fra Italia e USA. Questo vi sembra giusto?
Il potere di quelle pagine
19 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi
Mi domando se le pagine di quel diario, pagine dolci e strazianti, avrebbero avuto il potere, lette dai responsabili che hanno taciuto e tacciono la verità, di far parlare e svelare il mistero di quella strage.
Questa tragedia, che continua con l’assoluzione di chi avrebbe dovuto parlare, mi fa vergognare, ancora una volta, di essere italiana.
Il potere di quelle pagine
20 gennaio 2007
Cara Stefania, ho visto giusto che sei giovane e anche passionaria..
Io ti ho risposto sulla pena di morte.. e capisco su quale ottica hai fondato
quell’articolo. Quello che hai detto sulla strage di Ustica ti fa onore.
Mi unisco perciò al tuo giudizio.
Una bambina ci fa scoprire quanto è importante la vita (e che non può essere rimandata). E quanto essa possa essere amata dai Santi, al punto che non c’è risparmio di miracoli per la sua salvezza. Pensiamo tutti che ci può essere un principio di intercabiabilità nella paternità e maternità (e non solo), in modo che quella ragazza si senta ugualmente amata e per niente trascurata..
..mi piace pensare di partecipare al tuo matrimonio, come tu fossi una figlia amata. Per questo i miei giorni saranno in più!
Dal Paradiso una frase si sente: vuoi amore? dammi amore!
Chiunque pensa di fare il contrario, sbaglia di molto!
Ciao.
SalvoP
IL MURO DI GOMMA SIAMO NOI !
20 gennaio 2007, di : Luigi Iovino |||||| Sito Web: LIBERTA DI STAMPA?
Qualcuno ha visto l’intervista/contraddittorio, che FRANCO DI MARE ha realizzato e MANDATO IN ONDA DOMENICA 14//01/07 circa alle 7 di mattina?
Si parlava di USTICA ed un giornalista che segue da vicino gli eventi ha partecipato, insieme ad un GENERALE in borghese, che era lì in rappresentanza delle ISTITUZIONI al servizio...
FRANCO DI MARE faceva da mediatore tra le parti;
La discussione verteva sulla iniquità di questa assoluzione in presenza, tra gli atti del processo, di perizie che confermano, contrariamente a quanto sostengono le difese, che nella scena della esplosione c’erano più aerei;
Il giornalista (mi scuso ma non capii bene il nome ma capii che era collegato alla associazione "articolo 21" www.articolo21.it ) faceva una sola domanda:
E’ vero o no che tra le carte del processo esiste una perizia che conferma che nel momento in cui vi fù l’esplosione intorno al velivolo esploso c’erano più aerei?
A questa domanda chiunque avrebbe potuto rispondere con un Sì! o con un Nò!
Chiunque tranne le ISTITUZIONI!
Quel Generale le rappresentava, le ha rappresentato degnamente!
Per tutta la durata dell’intervista, benchè incalzato dal giornalista di "Articolo 21" e nonostante FRANCO DI MARE, con una triste ironia, gli avesse detto, "Dovremo aspettare altri 62 anni per sapere la verità, come per la strage di Marzabotto"?
Il generale, ovvero quella misera figura di facente funzioni (o, se volete, di cacente figure di merda per altri)non ha avuto la dignità di rispondere con un Sì o con un Nò.
Il suo silenzio (la s minuscola di "suo" non è un errore)è valso quanto cento ammissioni!
La sua faccia era una maschera di vergogna, ma ha retto al mandato di nascondere ad ogni costo;
Ho pensato che forse aveva dei figli, una moglie, e che mi sarebbe piaciuto vederlo appena tornato a casa, ricevere uno sputo in faccia...
Era il silenzio delle ISTITUZIONI di fronte al dolore dei parenti delle vittime ed era il segno tangibile che una parte delle istituzioni non persegue fini legittimi;
FRANCO DI MARE HA CHIESTO CON TENACIA, INSIEME AL COLLEGA DI articolo 21 di potere ottenere una risposta, adesso tocca a NOI;
IL MURO DI GOMMA SIAMO NOI, il concetto l’ho rubato a GIORGIO BOCCA e gli chiedo scusa, ma sono certo che in questa occasione mè l’ho avrebbe consentito!
Siamo NOI che permettiamo ciò che accade!
A quel Generale ed a tutte le ISTITUZIONI lo stipendio lo paghiamo NOI, ma forse lo hanno scordato, e NOI abbiamo dimenticato cosa è l’indignazione;
I parenti delle vittime devono sapere e I COLPEVOLI DEVONO PAGARE!!!
LE ISTITUZIONI SIAMO NOI, ma c’é l’ho siamo scordato!
Le ISTITUZIONI DEVONO DARE DELLE RISPOSTE;
Da che parte vogliamo incominciare?
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