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Ustica: per ricordare, capire, chiedere


Bisogna ricordare. Bisogna capire. Bisogna chiedere. - un articolo di Daria Bonfietti (Presidente dell’Associazione Parenti delle vittime).
domenica 22 luglio 2007, di Redazione - 468 letture

Bisogna ricordare. Bisogna capire. Bisogna chiedere Per cercare di rispondere a queste profonde esigenze, di vera sostanza democratica, in occasione del XXVII anniversario della Strage viene finalmente inaugurato il Museo per la Memoria di Ustica. Si tratta di un progetto al quale l’Associazione si dedica da molti anni, che nasce dalla esigenza primaria e irrinunciabile di evitare che il relitto del dc9 Itavia, ripescato dal Tirreno e ricomposto per effettuare le varie perizie a Pratica di Mare, potesse andare irrimediabilmente disperso in qualche discarica, perduto per sempre.

Intanto perché era il testimone-protagonista della vicenda e aveva accompagnato nell’ultimo viaggio, fino all’ultimo palpito di vita, le 81 vittime innocenti.

Quel relitto poi è diventato il simbolo dell’impegno per la verità, prima inabissata nell’indifferenza, poi poco alla volta richiamata all’attenzione, ripescata con una grande mobilitazione dell’opinione pubblica, poi studiata, sistemata, in parte conquistata da una stagione di impegno della Magistratura.

Alla fine di questo percorso si deve collocare la prima verità che ci è stata consegnata: "“l’incidente al DC9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento, il DC9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è avvenuto".

Oggi al relitto abbiamo voluto affiancare una grande istallazione di Christin Boltanski, uno dei più importanti artisti contemporanei, che sa trattare con molta maestria i temi della memoria, , perché in un dialogo di profondi sentimenti ed emozioni sappia trasmettere il ricordo e la costante presenza di quell’evento e di quelle vite stroncate. E aiuti a tener desta l’attenzione e la volontà di capire. Nel Museo vogliamo continuare a raccogliere documentazione sull’evento, sul contesto nazionale e sullo scenario internazionale: bisogna aver la possibilità, con tutti i materiali a disposizione, di ripercorrere questi lunghi anni, approfondire i problemi, rileggere i comportamenti dei vari protagonisti, della Politica, delle Istituzioni.

E lo spettacolo musicale di Pippo Pollina, un autore che alla sensibilità siciliana aggiunge l’esperienza di una carriera che ha percorso molte nazioni d’Europa, con la forza delle parole e della musica, deve far continuare “l’ultimo volo” dell’aereo e dei ricordi, deve continuare a parlare alle coscienze, deve destare nuove curiosità. Perché alla fine, sempre, bisogna tornare a chiedere verità e giustizia per le 81 vittime innocenti e capire che l’abbattimento di un aereo civile in tempo di pace non può essere dimenticato. Nessuno può fingere di non sapere e voltarsi dall’altra parte, è una ferita troppo profonda: è in gioco davvero la dignità nazionale.

www.articolo21.info 20 giugno 2007


L’articolo è stato diffuso in rete da ATTAC, GRANELLO DI SABBIA (n°174) Bollettino elettronico quindicinale di ATTAC, Sabato 26 Luglio 2006

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Ustica: per ricordare, capire, chiedere
22 luglio 2007, di : Luigi Iovino |||||| Sito Web: NEGAZIONE DI GIUSTIZIA

Nessuno può più ridarVi i Vs familiari..., lo Stato potrebbe darVi i colpevoli e i responsabili di anni di insabbiamento...

MA IN CHE CAZZO DI PAESE VIVIAMO?

Poco tempo fà assistetti (televisivamente) ad un intervista ad un generale (con la G minuscola...) da quel giorno sul mio BLOG è dedicata una pagina ad art. 21 ...

Il testo è il seguente:

La decisione l’ho presa guardando l’intervista che il giornalista FRANCO DI MARE ha fatto, in televisione, RAI 1, stamane alle ore 7:00 (14/01/07).

Con mio rammarico ho assistito al comportamento disgustoso di un Generale, deputato a rappresentare le istituzioni, in un confronto con un giornalista che sostiene le ragioni dei familiari delle vittime di USTICA;

Il GIORNALISTA, per quanto ho capito appartenente all’associazione ARTICOLO 21, HA DENUNCIATO CHE IL FALLIMENTO DELLA RICERCA DELLA VERITA’ e dovuto proprio ai comportamenti omissivi delle ISTITUZIONI, ma il generale, pur in evidente imbarazzo, non ha ceduto.

Allora FRANCO DI MARE, con un riso amaro (e sincero) sulla bocca, gli ha detto che, a causa di comportamenti come il suo, omissivi oltre il lecito, la verità su MARZABOTTO si è saputo solo dopo 62 anni, rimarcando la gravità del Suo silenzio di fronte al dolore dei familiari delle vittime... che già aspettano da troppi anni..., ma non ci fù niente da fare...

MEDITATE GENTE, MEDITATE...

IO CHI SONO? potrei dire "UNA VOCE NEL SILENZIO..."

I giornalisti mi hanno intervistato, le televisioni mi ripreso, in occasioni pubbliche, con tabelloni e volantini espliciti, ma il MURO DI GOMMA assorbe tutto...

Eppure i giornalisti sanno, ma i loro PADRONI non vogliono che nasca un’altro scandalo, e l’estorsione ai danni della mia famiglia, e contro il DIRITTO, continua...

Se avete seguito i servizi di Canale 5 sul consiglio dei ministri a Caserta, si sentiva una voce gridare "PRODI, VENGA QUI", più volte e con molta tensione, ero io, gli ho anche gridato:

"STANNO FACENDO DEL MALE AI MIEI FIGLI"

Ma Lui, PRODI non aveva orecchie per sentire nè occhi per vedere...

Volevano farmi abbassare la voce, non ci sono riusciti e non ci riusciranno MAI!

Con l’associazione Art. 21, come potrò, sarò sempre al fianco di quelli a cui vogliono far abbassare la voce ..., per continuare a fare i loro porci comodi!!!

VISITATE IL BLOG WWW.LUIGIIOVINO.IT

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