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Usb Sanità, lettera a Beatrice l’OSS dell’Ospedale di Anzio ammazzata a 66 anni da un doppio turno di lavoro

Ciao Beatrice, il tuo omicidio è un omicidio premeditato e a breve sarà una strage.
di Redazione Lavoro - mercoledì 10 gennaio 2018 - 1751 letture

Noi ti conoscevamo bene perche’ anche noi subiamo le tue condizioni di lavoro, condizioni che ti hanno tolta la vita mentre lavoravi in un doppio turno in una corsia ospedaliera.

beatrice

Noi pero’ conosciamo i mandanti, sono coloro che hanno varato leggi infami all’interno del mondo del lavoro trasformando i diritti in schiavitù, aumentando i carichi di lavoro allontanando l’età pensionistica facendola diventare irraggiungibile.

Anche gli esecutori materiali del tuo omicidio hanno un nome; si chiamano Fornero si chiamano Lorenzin, si chiamano con i nomi dei presidenti del Consiglio e dei ministri del lavoro degli ultimi vent’anni.

Conosciamo anche i loro complici sono quei sindacati che oramai non esercitano più un ruolo di difesa dei diritti del lavoro e hanno abbandonato i lavoratori, hanno nomi e cognomi sono i segretari di CGIL CISL UIL i quali hanno barattato i nostri diritti con i loro privilegi o per un posto in parlamento.

La tua morte è solo l’epilogo di una riforma pensionistica e del lavoro che vede i lavoratori sempre più sfruttati dai ritmi lavorativi e dai carichi di lavoro.

Quella di Beatrice, così l’abbiamo chiamata con un nome di fantasia riallacciandosi al nome della ministra della Salute Lorenzin non è una morte bianca è un vero e proprio omicidio premeditato.

Beatrice è stata costretta a lavorare per anni saltando turni di riposo con carichi di lavoro sempre più pesanti dovuti alla carenza di personale all’interno degli ospedali correndo da un letto all’altro da una corsia all’altra incessantemente finché il suo cuore il suo corpo gia malato non ha più retto uno stress da lavoro così duro e pesante da portarla alla morte.

Lorsignori

Ci hanno messo in condizioni tali che la pensione non la prenderà più nessuno....perché ci faranno morire prima visto che il ritmo lavorativo a 67 anni non tutti lo reggono più. Hanno calcolato la prospettiva di vita su di loro che non fanno niente, non hanno problemi di soldi,di casa, e hanno una vita tranquilla, mica su i lavoratori veri che si tirano su le maniche dalla mattina alla sera, che non arrivano a fine mese, che subiscono il jobs act la precarietà, magari con lavori pesanti o impegnativi, di responsabilità e che alla fine cedono come "Beatrice". È veramente una vergogna!!!

Non vogliamo più fare la fine di Beatrice vogliamo ribellarci a questa vergogna vogliamo Anzi dobbiamo organizzarci affinché l’età pensionistica non sia un traguardo irraggiungibile e il lavoro non ci porti via la vita e la dignità.

Riccardo Germani

COORDINAMENTO NAZIONALE SANITÀ USB


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