Urbino: risposte eque ad una crisi iniqua

Posso fidarmi di quello che mangio? Tante domande legittime che, anche a Urbino, cominciano a trovare risposte di buon senso, come il GAS (Gruppo di acquisto solidale)...
di Jacopo Emiliano Cherchi - martedì 14 luglio 2009 - 1599 letture

Chi poteva immaginare che il nostro modello economico, promessa di sviluppo e benessere illimitato, ci avrebbe invece portato disoccupazione e disuguaglianze, sommergendoci di rifiuti, scandali finanziari, allarmi alimentari ed ecologici?

C’è chi si consola riempiendo il carrello della spesa, e c’è invece chi, partendo da quel carrello, si interroga: ma non sarà che acquistando senza riflettere alimento un’economia ingiusta? Dove finiscono i soldi che spendo? Posso fidarmi di quello che mangio?Tante domande legittime che, anche a Urbino, cominciano a trovare risposte di buon senso, come il GAS (Gruppo di acquisto solidale), in cui consumatori e produttori locali si alleano per costruire economie di relazione che aumentano la coesione nel territorio, a beneficio dell’ambiente e del lavoro, della salute, del gusto e del portafogli.

Oggi i 20 GAS della provincia, con la Rete di Economia Solidale, hanno l’obiettivo di stimolare le comunità locali a riprendere il controllo sulle proprie risorse per decidere quale modello di sviluppo adottare. Così, promosso da CittadinanzAttiva, nasce ad Urbino il progetto “CAmbieRESti?”, nel quale una decina di associazioni e oltre 30 famiglie, con l’aiuto del Centro Servizi Volontariato e dell’Assessorato alle Attività Produttive di Urbino, provano a mettere in discussione il modello di società dei consumi attraverso la sperimentazione di stili di vita sostenibili, con un percorso di conoscenza e risparmio delle risorse locali.


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