Quello che accade dentro le mura, rimane dentro le mura. La parafrasi
di una citazione de Il Miglio Verde fotografa la vita notturna urbinate,
o forse più che altro l’aria che si respira a calarsi nella vita
di una delle città universitarie per eccellenza del panorama italiano...
Quello che accade dentro le mura, rimane dentro le mura. La parafrasi
di una citazione de Il Miglio Verde fotografa la vita notturna urbinate,
o forse più che altro l’aria che si respira a calarsi nella vita
di una delle città universitarie per eccellenza del panorama italiano.
Per chi viene da fuori, da qualsiasi altra vita – di paese, di città – abituarsi a Urbino è difficile da un lato, sin troppo facile dall’altro.
Il panorama infinito di pub, bar e locali regola la vita della Piazza, che
regolarmente si svuota e riempie a cadenza regolare. E segue, come
un orologio svizzero, l’apertura e chiusura dei bar, dall’aperitivo fino
all’ultimo cicchetto prima che le saracinesche si abbassino e le ronde
della polizia inizino la loro via crucis. Alle due, alle tre occasionalmente,
tutto chiude eccetto le discoteche aperte fino alle cinque.
La fiumana di studenti e, per conoscenza, urbinati residenti, si sposta dal
centro ai piedi delle mura per godere fino all’ultimo gli scampoli della
notte. Chi traballa, chi incespica nei propri piedi, chi barcolla apertamente
perché non ha saputo riconoscere i propri limiti.
Chi cade, e chi ci passa sopra con un saltino indifferente. Perché quello che accade dentro le mura, rimane dentro le mura. E spesso, poi, di quello che accade nemmeno se ne accorge nessuno.
(foto di Evelyne Capitanio)