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Università Internazionale Amref: la posa della prima pietra

L’aumento e il rafforzamento della qualità dell’istruzione e della formazione del personale sanitario sono fondamentali per affrontare la carenza di operatori sanitari nel continente africano.

di Redazione - mercoledì 7 settembre 2022 - 1096 letture

Il 9 luglio 2022, il Presidente del Kenya, S.E. Uhuru Kenyatta, ha officiato la cerimonia di posa della prima pietra per segnare l’inizio della costruzione dell’Università Internazionale Amref (AMIU).

L’università, che si concentrerà principalmente sulla formazione in scienze sanitarie, sarà destinata a soddisfare la domanda di apprendimento olistico e di qualità, in ambito sanitario; questo per adempiere al mandato dell’AMIU di sviluppare una forza lavoro sanitaria adeguata, per l’assistenza sanitaria primaria nel continente africano.

Nel suo discorso, il Presidente ha osservato che il personale sanitario è uno degli elementi fondamentali di qualsiasi sistema sanitario, e quindi la necessità di personale sanitario qualificato, equipaggiato adeguatamente e ben formato è fondamentale per l’ecosistema sanitario.

"I nostri sforzi per raggiungere la copertura sanitaria universale e la ripresa socioeconomica dell’Africa post-COVID-19 sono ancorati alla ricostruzione del sistema sanitario, che dipende da un solido personale sanitario”, ha osservato.

Questo evento giunge in un momento in cui la disponibilità di operatori sanitari in Africa è notevolmente inferiore rispetto ad altre regioni del mondo, una situazione caratterizzata dalla carenza di operatori sanitari e dalla distribuzione ineguale delle risorse umane tra aree urbane e rurali.

“L’aumento e il rafforzamento della qualità dell’istruzione e della formazione del personale sanitario sono fondamentali per affrontare la carenza globale di operatori sanitari. Questo investimento da parte di Amref contribuisce all’impegno del Ministero della Salute per il sostegno alla formazione di operatori sanitari per rispondere ai progressi tecnologici e alle mutevoli esigenze di assistenza sanitaria globale”, ha dichiarato Hon Mutahi Kagwe, Segretario di Gabinetto del Ministero della Salute del Kenya.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il continente africano sopporta oltre il 25% del carico globale di malattie, con una stima che vede l’Africa sub-sahariana avere solo l’1,3% del personale sanitario formato a livello mondiale.

Esiste un bisogno urgente di almeno un milione di operatori sanitari di comunità e 350.000 ostetriche nel continente.

Altri milioni di operatori sanitari non dispongono del supporto, delle attrezzature e della formazione necessari per svolgere il proprio mandato.

Nonostante i progressi compiuti, si prevede che la carenza di personale sanitario raggiungerà i 6,1 milioni entro il 2030, rispetto al fabbisogno globale di 14,5 milioni di personale sanitario necessario per il raggiungimento dell’UHC (copertura sanitaria universale) e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

“L’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità e a prezzi accessibili rimane un pilastro fondamentale della copertura sanitaria universale, supportata da una forza lavoro sanitaria forte e adatta allo scopo. Amref Health Africa, attraverso l’Università Internazionale Amref, è impegnata a formare la prossima generazione di professionisti della salute che si prenderanno cura delle comunità africane più svantaggiate”, ha dichiarato il dottor Githinji Gitahi, Group CEO di Amref Health Africa.

“La missione dell’Università è sviluppare una forza lavoro sanitaria competente, fondamentale per garantire un accesso equo alla salute primaria. Il nostro obiettivo è quindi quello di sviluppare un’infrastruttura che offra opportunità di apprendimento a studiosi e ricercatori che avranno un impatto e un’influenza sulle politiche, sulle normative e sulle leggi a tutti i livelli strategici”, afferma il Prof. Joachim Osur, Vicerettore dell’Università Internazionale Amref.

La carenza di operatori sanitari nel continente ha infatti impedito a molti Paesi di rispondere adeguatamente a pandemie come la COVID-19, di raggiungere l’equità sanitaria e di soddisfare le esigenze di salute della popolazione.

Dalle esperienze della pandemia COVID-19, durante la quale molti operatori sanitari di prima linea hanno perso la vita, alle lunghe code di pazienti in attesa di essere serviti dai pochi medici o infermieri presenti negli ospedali, emerge chiaramente la necessità di investire pesantemente in una forza lavoro sanitaria forte.

Inoltre, per resistere alla pandemia e per consentire all’Africa di raggiungere un futuro più sano, più sicuro e più equo, i Paesi africani devono proteggere e investire maggiormente nella forza lavoro.


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