Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Comunicazione |

Unione Europea: questa grande sconosciuta


La cattiva informazione, la sfiducia e la distanza che il cittadino medio sente nei riguardi delle istituzioni europee è così evidente che sempre meno elettori si recano alle urne.
mercoledì 7 luglio 2010, di Mirko Tomasino - 397 letture

Dal 1950 in poi, ossia dalla fine del secondo conflitto mondiale, gli europei sentirono l’esigenza di creare un organismo internazionale che fosse in grado di unificare le nazioni del vecchio continente in un grande contenitore riconoscibile al globo intero come un unico e indivisibile.

Chi coltiva una buona memoria storica ricorderà le iniziative di un grande europeista come Altiero Spinelli e il suo movimento Federalista Europeo fondato in pieno secondo conflitto mondiale (1943). Le verità presto sarebbero state altre, soprattutto per ciò che concerne il ruolo specifico dell’Europarlamento eleggibile dai cittadini europei dal 1979, e fino a questo momento non rappresentativo delle istanze dei cittadini.

Come molti studiosi hanno fatto notare, da Grimm a Offe, fino a questo momento non si è riuscito a creare una adeguata sfera pubblica che leghi il cittadino alle istituzioni dell’Unione Europea. In effetti le critiche degli studiosi sono più che condivisibili. Chi di noi conosce le attività svolte dall’Unione Europea? Chi di noi è realmente informato sulle attività di programma, sulle iniziative del Parlamento Europeo e sui lavori svolti da ogni singolo europarlamentare? La risposta è molto semplice, e se non si parla di addetti ai lavori, il numero è abbastanza ristretto.

Il problema politico che si pone in ogni Paese, come ad esempio il nostro, è il concetto di eleggibilità del Parlamentare in Europa su basi puramente nazionali e non su basi di tipo europeo. I candidati nel nostro Paese, oltre ad essere spesso politici non proprio avvezzi alle tematiche da portare in Europa ( le ultime eurocandidature di Luigi De Magistris, Clemente Mastella o Franco Malvano rappresentano gli ultimi esempi di stonature all’interno del contesto elettorale europeo), sono, a destra come a sinistra, eletti per cause e motivazioni politiche di tipo locale.

Il cittadino comune che si recherà alle urne, non voterà mai il politico di destra o di sinistra in base al programma che ha scelto di portare in Europa, ma lo voterà in base a semplici simpatie, legami ideologici o stima professionale.

Un discorso di questo non può essere applicato al contesto europeo dove diviene necessaria una informazione corretta al fine di scegliere dei politici preparati che ci rappresentino non per i legami che hanno con i partiti locali, ma per le competenze e i programmi che intendono portare a Bruxelles.

La cattiva informazione, la sfiducia e la distanza che il cittadino medio sente nei riguardi delle istituzioni europee è così evidente che sempre meno elettori si recano alle urne. I dati delle Europee del 2004 e del 2009 sono abbastanza eloquenti: nella prima tornata votò il quarantaquattro percento degli aventi diritto, andò meglio quattro anni dopo quando votò il sessantaquattro percento dei votanti, registrando comunque un dato di affluenza pessimo.

Il sociologo Habermars parla, da sette anni a questa parte, di una sorta di sfera pubblica nata con le proteste di piazza del 15 febbraio 2003 in occasione della guerra in Iraq. Ma è credibile pensare che un movimento globale, seppur riunisca migliaia di persone, possa davvero rappresentare la piattaforma futura di una sfera pubblica che leghi i cittadini alle istituzioni europee?

Non crediamo proprio, anzi, per la distanza che esiste fra noi e l’organismo sovranazionale europeo ci si chiede spesso la funzionalità e l’interesse sociale che ricopre questo grande sistema politico sovranazionale nei confronti della pubblica utilità.

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.