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Una settimana di eventi sulla cultura albanese a Parma


Da Alban Trungu - 19 Novembre 2010

Per gentile concessione di AlbaniaNews


lunedì 22 novembre 2010, di Emanuele G. - 158 letture

La Settimana della Cultura albanese a Parma inizia il 22 novembre prossimo e si conclude domenica 28, giorno del 98esimo anniversario dell’indipendenza albanese. In breve le iniziative in programma e un’intervista con Gentian Alimadhi, Presidente dell’Associazione Scanderbeg, organizzatrice dell’evento.

Da lunedì prossimo per sette giorni consecutivi, l’Associazione Scanderbeg di Parma organizza in questa città la Settimana della Cultura albanese. 11 iniziative tra mostre, concerti e incontri pubblici per avvicinare la cittadinanza alla cultura e alla società albanese.

L’evento che accompagna l’intera settimana è la mostra fotografica su Ismail Qemali, uno dei padri fondatori dello stato albanese e Presidente dell’Assemblea costituente che proclamò l’indipendenza il 28 novembre 1912. Dal 22 al 28 novembre potrete visitarla presso la Galleria delle Colonne a Parma. Giovedì 25 c’è lo spettacolo “Nëntori i dytë – Il Secondo novembre”.

Mirush Kabashi, rinomato artista e regista teatrale albanese, Spartiti per Scutari Orkestra e il gruppo della Scuola di Danza Popolare Scanderbeg, offriranno una suggestiva immersione nella musica, la danza e la drammaturgia albanese.

Tre gli incontri sulla letteratura: lunedì 22, Darling Qemali, pronipote di Ismail Qemali, presenta il suo libro “Albania and Albanians”, il martedì 23 sarà una serata all’insegna della poesia: giovani e potenziali poeti di tutto il mondo leggeranno le loro poesie raccolte in una pubblicazione di Scanderbeg e Adunanze Poetiche, invece domenica 28 novembre, Darien Levani e Paolo Muner parleranno con Darina Zeqiri dei loro libri: una raccolta di racconti sull’immigrazione intitolato "Solo andata, grazie!" quello di Levani, un saggio storico sull’Albania quello di Muner, Una storia scutariana.

Tre anche gli incontri sulla società e l’associazionismo: mercoledì 24 saranno i parmigiani a raccontare come hanno conosciuto l’Albania anche attraverso video e foto, Venerdì 26 si presenterà la Rete FARE, Forum Associazioni albanesi in Emilia Romagna, e si proietterà il documentario storico “Albania il paese di fronte”, invece Sabato 27 si parlerà di media e associazionismo albanese, quest’ultima iniziativa organizzata in collaborazione con Albania News.

Altrettanti i momenti dedicati all’Associazione e ai suoi membri: Lunedi 22 si presenta il Calendario Scanderbeg 2011, mercoledi 24, la ASD Scanderbeg, prima nella classifica del girone B della Terza Categoria di Parma, si esibirà in un’amichevole, Invece domenica 28 novembre, in occasione del Giorno d’Indipendenza, nella consueta cena dell’associazione, palato e udito avranno la meglio: specialità parmigiane e albanesi da gustare sotto i ritmi della musica albanese.

AlbaniaNews ha contattato Gentian Alimadhi, Presidente dell’Associazione, per farle qualche domanda sulla Settimana di Cultura albanese che sicuramente richiede tante energie, risorse umane e un’organizzazione ferrea.

Cultura e società sembrano essere le parole chiave della Settimana di Cultura albanese 2010. Quale attende con più entusiasmo, e quali saranno, secondo lei, la più frequentata dalla comunità albanese di Parma e dintorni, e quella che attirerà maggiormente la curiosità dei parmigiani?

Quest’anno abbiamo cercato - in collaborazione anche con le altre realtà associative della città e della regione – di saturare in un certo senso quelle che possono essere le esigenze dei cittadini albanesi e italiani che ci seguono. Certe attività rispecchiano i temi trattati anche negli anni passati tipo la videoproiezione di documentari, le mostre fotografiche e i concerti. La nostra scommessa questa volta sarà la risposta del pubblico per quanto riguarda le serate che trattano tematiche particolari come ad esempio l’adunanza poetica ove giovani aspiranti poeti si radunano per leggere le loro poesie, oppure la serata intitolata “Trid c’me l’Albania” che nel dialetto parmigiano significa “povero come l’Albania”. Quest’ultima serata, secondo me sarà la più interessante in quanto vedremo raccontare il punto di vista dei parmigiani sul paese della aquile scoperto da loro solo di recente. Per rispondere più direttamente alla domanda, tutte le serate saranno seguite anche se non dalle stesse persone. Insomma c’è ne per tutti i gusti.

“Trid’ c’me l’Albania” significherebbe “povero come l’Albania”?

Sì. È una storia legata alla Prima Guerra mondiale ove i soldati austriaci donavano ai soldati albanesi la grappa e questi ricambiavano offrendo del tabacco tritato fine. Quindi, considerato che l’Albania era povera e al contempo famosa per il suo tabacco, allora per simboleggiare la povertà si diceva appunto: Trid (tritato fine) c’me (come) l’Albania.

Lunedì 22 novembre, alle 20.10, presso la Galleria delle Colonne a Parma, presenterete il calendario “Scanderbeg 2011”. Di cosa si tratta?

Quest’anno, per la prima volta, ci è venuta l’idea di uscire con un calendario nostro con foto scelte per la maggior parte dall’archivio delle attività di Scanderbeg. Le foto sono bellissime e sono state scattate da giovani fotografi, membri dell’associazione.

Rispetto all’anno scorso, la settimana di cultura albanese offre ai cittadini albanesi e italiani più eventi. Quali sono gli ingredienti giusti per riuscire ad organizzare 11 iniziative in sette giorni consecutivi?

Il gruppo. Può sembrare banale e ripetitivo ma la nostra forza è il gruppo e la voglia di portare avanti i nostri obiettivi, il primo dei quali e la valorizzazione della cultura, la storia e l’arte albanese ai fini di una integrazione naturale dei nostri connazionali nel tessuto sociale in cui viviamo.

Ho notato che organizzate alcune iniziative in collaborazione con altre realtà associative albanesi e italiane? Potrebbe essere la strada da seguire nel futuro in un contesto come quello dell’associazionismo in cui ci sono sempre meno fondi disponibili?

Ormai questa strada è quella indispensabile ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui sopra in un contesto più ampio dal punto di vista territoriale. La rete FARE, il Forum Associazioni albanesi in Emilia Romagna, fondata da poco e di cui Scanderbeg fa parte, è un esempio di associazionismo a livello più ampio.

Avete scelto per i vostri manifesti foto che richiamano l’Albania e la cultura albanese. Lo stesso logo dell’Associazione raffigura la bandiera nazionale albanese e l’aquila bicipite si apre al centro per accogliere il volto di Scanderbeg. Con il clima che corre in Italia nei confronti dei migranti, non vi state esponendo troppo? I parmigiani capirebbero?

Credo che ormai sono mature le condizioni per poter presentarsi dinanzi alla comunità, che ci ospita e ci da la possibilità di studiare e lavorare, in modo deciso e vero, con le nostre caratteristiche e la nostra originalità sia dal punto di vista storico che socio-culturale.

A quattro anni dalla sua nascita, ho contato almeno quattro attività dell’Associazione Scanderbeg che hanno una continuità e si stanno consolidando: la squadra di calcio, la Settimana della Cultura albanese, la scuola di lingua albanese per bambini e la scuola di danza popolare albanese. C’è cosi tanta voglia di comunità oppure è il gruppo di Scanderbeg che vuole indurre i cittadini albanesi a non perdere le proprie origini?

Entrambi gli ingredienti sono necessari per avere la carica giusta e poter tenere in piedi una organizzazione così capillare e ben equipaggiata.

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