Una politica bucata


Il golf: un inganno per le comunità etnee
mercoledì 13 settembre 2006, di Alberto Giovanni Biuso - 946 letture

Questo scritto non sarà breve, perché è composto da alcuni documenti che comunque spero risultino molto chiari al lettore.

Il primo è una Lettera aperta che ho inviato al Sindaco di Bronte e a un comune amico architetto e suo collaboratore. Come risposta (privata) ho ricevuto l’invito a partecipare alla presentazione di una Relazione di pre-fattibilità generale. Invito al quale non ho potuto aderire perché a fine agosto non mi trovavo in Sicilia. Mi è stato quindi inviato il testo di questa «Relazione», la cui lettura ha accresciuto le mie riserve.

Sul quotidiano La Sicilia continuo a leggere articoli persino imbarazzanti nella loro uniformità a sostegno della costruzione di un campo da golf in una delle zone più belle del Parco dell’Etna. Ho scritto quindi un secondo testo nel quale commento alcuni dei passi salienti della «Relazione», sperando –in questo modo- di dare un contributo alla conoscenza della questione.

Ecco i due testi.

*******

LETTERA APERTA

AL SINDACO DI BRONTE, SENATORE GIUSEPPE FIRRARELLO

e all’ARCHITETTO DOTT. LUIGI LONGHITANO

Bronte, 12 agosto 2006

Onorevole Sindaco

Caro Gigi,

leggo su varie fonti dell’intenzione di realizzare un campo da golf nella contrada Difesa del nostro paese.

Vorrei sottoporVi a questo proposito poche e spero chiare domande.

1. Potete dirmi quanti sono a Bronte i giocatori di golf? O, almeno, coloro che conoscono le regole di questo sport? Assai pochi, immagino. E quindi il campo sarebbe realizzato per l’uso dei forestieri e per aumentare il flusso turistico. Ma sapete bene che il golf è un’attività sportiva fortemente elitaria e pertanto l’incremento del numero di visitatori del nostro paese sarebbe del tutto trascurabile. Anche perché gli appassionati di tale sport non si accontentano di un campo ma vogliono alberghi di lusso e tutta una serie di strutture adeguate. A meno di distruggere l’intera contrada Difesa -trasformandola in un Villaggio turistico per qualche riccone del Nord- il campo rimarrebbe pertanto inutilizzato.

2. Potete dirmi quante migliaia di litri d’acqua al giorno sono necessarie per la manutenzione di un campo da golf? Suppongo molte e la carenza idrica è invece uno dei problemi si può ben dire “storici” di Bronte. A testimoniarlo è la foresta di orribili vasche azzurrine che ancora copre i tetti e le terrazze delle nostre case.

3. Un’altra motivazione dell’attuale Amministrazione Comunale nel perseguire tale progetto potrebbe essere costituita dall’occupazione che ne potrebbe scaturire sia a) nel momento della costruzione che b) in quello della gestione del campo. Per quanto riguarda il primo punto, a) credo che sarebbe assai preferibile –per non dire necessario- invece di costruire le buche da golf cercare di colmare le buche che hanno trasformato le strade interne della Difesa in un autentico colabrodo, pericoloso sia per le automobili che per i pedoni e utilizzare i finanziamenti per realizzare la tangenziale esterna –che peraltro il Sen. Firrarello aveva promesso in campagna elettorale- che liberi da camion enormi, da autotreni e da autocisterne una circonvallazione che ormai è impercorribile e anch’essa molto pericolosa; b) come socio del C.A.I., Club Alpino Italiano, ho potuto constatare che l’attività turistica più consona alle caratteristiche del nostro splendido Territorio è il trekking attrezzato. Incrementare il trekking tramite sentieri predisposti, guide competenti, rifugi aperti e non sprangati, vigilanza e assistenza, darebbe lavoro sicuro, pulito, costante in ogni stagione dell’anno.

Alla luce di queste e di altre considerazioni, vi chiedo di rinunciare all’ennesimo progetto faraonico e distruttivo di una contrada che ben conosco, dove vivo da molte estati e che non vorrei vedere devastata da opere di cementificazione che snaturerebbero del tutto le caratteristiche orografiche e storiche del territorio di Bronte per impiantarvi un’attività –il golf- che nulla ha a che fare con le nostre tradizioni e con le nostre esigenze di brontesi.

Certo di ottenere una Vostra risposta, Vi ringrazio sin d’ora e porgo i miei più cordiali saluti.

*******

Metaprogetto: UTC di Bronte ( dott. Ing. Salvatore Caudullo; geom. Antonino Saitta )

UTC di Maletto ( geom. Antonino Giuffrida )

Consulenza: Studio A.U. ( archh. L.Longhitano & G. Paparo )

Studio di pre-fattibilità di una Struttura Golfistica alle pendici dell’Etna

RELAZIONE DI PRE -FATTIBILITA’ GENERALE

METAPROGETTO DEL GOLF CLUB ETNA

Un’analisi critica del testo

(Le citazioni sono riportate per ordine di pagina e così come compaiono nel documento originale, compresi gli eventuali refusi. Le mie osservazioni sono in grassetto. Il documento integrale –in formato pdf- si può leggere qui: Relazione)

Pag. 2

«Il 6% dei turisti - golfisti ha un reddito familiare inferiore ai 20.000 dollari annui, l’8% ha un reddito tra i 20.000 ed i 30.000 dollari e così via fino a toccare il 36% di chi supera i 75.000 dollari annui di reddito familiare».

Questi numeri confermano che il golf è uno sport per ricchi, come appare evidente anche da tutti gli altri dati dell’indagine, in particolare quelli esposti a pag. 3:

«Il cliente golf è il migliore turista:
- ha tempo libero,
- alti livello di reddito, è un buon consumatore e preferisce periodi fuori stagione avendo al possibilità di scegliere i propri periodi di vacanza».

«La propaganda di una destinazione golfistica avviene principalmente per passaparola mentre la pubblicità vera e propria influisce solo dopo questa prima fase».

Pertanto nei primi anni sarà molto difficile pubblicizzare un campo scomodo da raggiungere come quello di Bronte-Difesa, tanto più che a pag. 6 si conferma che i più appassionati praticanti di questo sport –gli statunitensi- preferiscono «destinazioni vicine a casa o facilmente raggiungibili»

Pag. 3

«Il golfista spende 4 volte più di un turista medio ma consuma le stesse risorse»

Non comprendo su quali dati si basi questa conclusione a proposito delle risorse.

«La Spagna ha raccolto nell’ultimo decennio i risultati di una massiccia promozione iniziata negli anni 60»

Quindi per l’economia brontese e degli altri paesi coinvolti i vantaggi veri arriverebbero intorno agli anni Trenta del XXI secolo. E sempre nella migliore delle ipotesi, visto che la Spagna ha ottenuto buoni risultati in un contesto assai più favorevole a questo sport rispetto a quello siciliano.

Pag. 6

«Da un punto di vista sanitario il golf è consigliato come il miglior antidoto ai problemi fisici determinati da una vita troppo sedentaria»

Da dove deriva questo dato? Addirittura il “miglior antidoto”? I golfisti si spostano nel campo per lo più con l’aiuto di automobiline elettriche; camminano quindi relativamente poco, certamente molto meno di chi pratica altri sport o fa footing e trekking.

P. 7

«Quanto costa giocare»

Facendo un po’ di conti a partire dai dati forniti, non costa meno di 2.000 € a persona, che non rappresenta una cifra propriamente popolare e sempre escludendo tutte le spese non golfistiche. Il trekking è molto più salutare e costa circa un quinto del golf.

«Si considera che su ogni 100.000 abitanti si ha una propensione media al gioco del golf di almeno 70 abitanti»

Quindi mettendo insieme tutti i cinque paesi ipoteticamente coinvolti –Bronte, Castiglione, Maniace, Maletto, Randazzo- non si arriverebbe a 70 persone! Realisticamente, credo che sarebbero ancor meno, visto che la “propensione” verso tale sport è del tutto assente dalle tradizioni storiche e antropologiche della nostra zona. Insomma, si conferma che il campo sarebbe costruito esclusivamente per dei forestieri. Non sarebbe meglio spendere dei soldi e investire su degli sport praticabili anche da noi poveri mortali brontesi?

Pag. 8

«Va da sé che la superficie minima richiesta per un percorso di 18 buche è di circa 60 ettari»

Una estensione enorme, che stravolgerebbe del tutto le caratteristiche ambientali della Difesa. E comunque un’estensione ancora sottostimata, visto che a pag. 11 si dice che un 18 buche comporta l’utilizzo di una «superficie media complessiva» di 65 ettari di terreno.

Pag. 9 «Solo un’ equilibrata combinzione tra la conoscenza del terreno, lavoro di disegno ed esperienza, può essere la premessa vincente per ottenere un nuovo Impianto Golfistico di successo»

In generale, tutto il discorso sulla manutenzione conferma che la gestione di un campo necessita di personale altamente qualificato, che nelle nostre zone non si trova. Verrebbero impiegati quindi soggetti esterni con nessun vantaggio per l’occupazione locale

«Il costo medio per ettaro è pari a €. 250.000,00»

La realizzazione del campo costerebbe pertanto almeno 15.000.000 di Euro, una cifra già da sola altissima e che sarebbe destinata –come sempre- a crescere.

Pag. 10

«L’assioma golf = benefici per l’ambiente circostante, deve sempre più assumere un significato di primaria risorsa. Questo scopo non è di per sé facilmente perseguibile se le iniziative golfistiche non prevedono una regolamentazione ambientale in termini progettuali e costruttivi»

Questa ammissione è molto importante e significativa, confermando che la presunta dimensione “ecologica” del golf è tutta da dimostrare, come attesta l’insieme delle condizioni elencate a pag. 11, e in particolare la seguente:

«sviluppare la progettazione assecondando l’assoluta necessità di costruire tappeti erbosi in grado di tollerare forte intensità e stress biotici e abiotici. Sistema costruttivo dei drenaggi, qualità dei substrati, tipo di essenze da tappeto erboso, corretta costruzione dell’impianto di irrigazione, sono solo alcuni dei fattori che influenzano la salute del tappeto erboso».

Pag. 12 Si ammette che: «L’acqua è una risorsa sempre più limitata. E’ bene quindi creare le premesse per un approvvigionamento autonomo e non competitivo nei confronti di altre attività come l’industria, l’agricoltura ecc» ma poi si danno indicazioni generiche e non si dice come nel nostro specifico territorio si risolverà il problema della quantità enorme di acqua di cui un campo da golf necessita per tutto l’anno e in particolare nei mesi estivi.

Pag. 14

A proposito dell’ambiente, si cita un saggio di M.C.Zerbi che contiene –fra l’altro- la seguente affermazione:

«Sarà il paesaggio a trasformarsi in giardino, in uno spazio intrattenuto intezionalmente dall’uomo»

È una tesi alla cui base ci sono complessi e certo non neutri presupposti di tipo antropologico e filosofico. Si tratta, insomma, di una affermazione ideologica alla quale potrei contrapporre enunciati di segno opposto e che non può essere spacciata per tesi tecnica o scientifica. E, più in generale, i testi citati alle pagine 13 e 14 sembrano inseriti come un tributo inevitabile alle tesi ambientalistiche di moda, senza un collegamento reale e concreto col problema dell’impatto ambientale in contrada Difesa di questo ipotizzato campo da golf.

Pag. 15

I dati sui tesserati siciliani alle Associazioni golfistiche –che non superano i 400 (compresi i bambini) in tutta la Regione e presenti per lo più a Palermo e a Pantelleria!- confermano in pieno la caratteristica assolutamente elitaria, impopolare e lontana dalle nostre tradizioni di questo sport. Mentre nella sola Bronte gli iscritti al C.A.I., Club Alpino Italiano, sono più di 100.

Pag. 18

«Per l’area si propone il tema del campo da golf, struttura ormai consolidata nella architettura del paesaggio, che offre un basso impatto ambientale»

Tale conclusione mi sembra incoerente rispetto ai dati forniti, che invece dimostrano a iosa che l’impatto ambientale di un campo da golf in una struttura orografica e antropica così particolare come Bronte-Difesa stravolgerebbe chiaramente il delicato equilibrio naturale e faunistico della zona.

Pag. 19

«Il nostro intervento è localizzato in un’area, ubicata alle pendici dell’Etna, con un bacino di utenza di almeno 900 mila abitanti, ed una potenzialità vista la struttura economica dell’area di circa 1000 utenti. Inoltre si evidenziano i seguenti dati: - la città di Catania dista circa quaranta minuti; - l’area è contigua al Parco Regionale dei Nebrodi, ed è servita da una viabilità primaria di livello regionale collegata facilmente all’asse autostradale Catania – Messina e Catania – Palermo»

Alla luce di quanto ho letto in questa relazione-metaprogetto, le affermazioni conclusive mi sembrano ancor più incoerenti e fortemente contraddittorie. Come si fa, ad esempio, a dire che la potenzialità è di circa 1000 utenti quando in tutta la Sicilia gli appassionati-iscritti sono solo 400?; forse per questo, e cioè per attirare soggetti da altre regioni, si dà un quadro del tutto irrealistico delle distanze e dei tempi di percorrenza. Conosciamo tutti il tratto stradale Adrano-Bronte, no?

Infine, le belle e idilliache immagini che corredano la «Relazione» non riescono a nascondere la consistenza dei dati di spesa e di costo ambientale del Progetto stesso.

Se la Relazione di pre-fattibilità generale costituisce il documento base sul quale edificare poi l’intero progetto, la sua lettura suggerisce l’opportunità di utilizzare in altro modo i finanziamenti eventualmente disponibili, un modo più adeguato alle caratteristiche antropiche e naturali del territorio nel quale vivono le comunità coinvolte, che da un Campo da golf qual è quello ipotizzato avrebbero da trarre molti danni e pochissimi vantaggi.

www.biuso.it

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