Una grande vittoria. Sarà un grande presidente

Siamo particolarmente lieti dei risultati delle elezioni e della nomina del nuovo Presidente. Noi di Girodivite crediamo molto in lei e nella sua storia.
di Sergej - mercoledì 9 novembre 2016 - 2568 letture

Vidhya_Bhandari250 Siamo particolarmente lieti dei risultati delle elezioni e della nomina del nuovo Presidente. Noi di Girodivite crediamo molto in lei e nella sua storia. Bidhya Devi Bhandari eletta presidente il 29 ottobre 2015 è infatti esponente del Partito Comunista del Nepal (marxista-leninista unificato). Un grande risultato e una grande vittoria: perché donna, perché comunista e perché presidente di un grande Paese, il Nepal.


Scheda: Il Nepal (storia)

La storia del Nepal si perde anticamente nel mito. I primi abitanti documentati della valle di Kathmandu furono i Licchavi (VIII secolo a.C.), cui seguirono i Thakuri (IX-XII secolo d.C.) ed i Malla (XIII-XVIII secolo). L’unificazione del paese avvenne nel 1768 ad opera di Prithvi Narayan Shah, capostipite dell’ultima dinastia regnante. Nel corso del XIX secolo il Nepal si scontrò sia con la Cina sia con l’India britannica, riuscendo a conservare l’autonomia in cambio di tributi e cessioni territoriali. Nel 1846 il generale Jang Bahadur Rana ordì un colpo di Stato che permise alla propria famiglia di tenere le redini del governo nepalese per oltre un secolo, confinando la dinastia Shah ai margini della politica nazionale.

Negli anni compresi tra il 1947 ed il 1951 il movimento democratico rovesciò la famiglia Rana con il supporto dell’India, consentendo al re Tribhuvan il ritorno dall’esilio. A questi succedette il figlio Mahendra che nel 1962 bandì i partiti politici ed instaurò il sistema di governo dei panchayat ("consigli dei cinque"). Il successivo monarca, Birendra, proseguì la politica del padre vedendosi costretto dopo le proteste popolari (Jana Andolan, movimento popolare) del 1990 a concedere le elezioni. Egli fu assassinato dal figlio Dipendra nel 2001 insieme ad altri membri della famiglia reale. In tale occasione Gyanendra, fratello minore di Birendra, fu tra i pochi sopravvissuti e salì al trono pochi giorni di seguito. Nel 2005 Gyanendra licenziò il governo ed assunse direttamente il potere esecutivo, cui rinunciò l’anno seguente per via di una nuova ondata di malcontento popolare (Loktantra Andolan, ossia movimento democratico). Da tali fatti scaturì la decisione di trattare con il movimento rivoluzionario di ispirazione maoista.

Nel 2006 i maoisti e il Governo nepalese raggiunsero un accordo per una Costituzione provvisoria, aprendo la via del governo e del Parlamento anche ai ribelli. La legislatura ad interim ha portato all’elezione di un’Assemblea Costituente in seno alla quale è stato discusso sia della forma di stato che della forma di governo che il Nepal dovrà adottare. Nel 2007 è stato approvato dal parlamento un emendamento costituzionale che ha costituito di fatto il primo passo per la trasformazione del Nepal in una Repubblica federale. Le ultime elezioni sono avvenute nel 2008 sancendo, con 220 seggi su 601, la netta vittoria del partito maoista. Dopo 240 anni di monarchia, il 28 maggio 2008 è stata proclamata la Repubblica. Il 25 aprile 2015, un violento terremoto di magnitudo 7,8 ha provocato 8617 vittime accertate.

il 28 ottobre 2015 il Parlamento elegge come secondo Presidente del Nepal una donna, Bidhya Devi Bhandari, che ha avuto un importante ruolo nella scrittura della nuova carta costituzionale ed in particolare nello stabilire in costituzione delle garanzie per le donne.

In Nepal si parla: Nepalese (Gorkhali), Maithili, Bhojpuri, Tharu, Avadhi, Rajbanshi, Hindi, Urdu, Tamang, Nepal Bhasa (Newari), Magar, Rai/Kiranti, Gurung, Limbu, Bhote/Sherpa, Sunuwar, Danuwar, Thakali, Satar, Santhal ed altre lingue minori.

Fonte: Wikipedia


Scheda: Il Partito Comunista unificato del Nepal

Il partito è stato fondato nel 1994 con il nome di Partito Comunista del Nepal (maoista) da una scissione da un altro partito comunista - il Partito Comunista del Nepal (Unità Centrale) - per iniziativa di Pushpa Kamal Dahal, conosciuto come Compagno Prachanda o Presidente Prachanda, che si ispirava agli insegnamenti del maoismo sull’applicazione del marxismo ai contesti sociali caratterizzati da un forte proletariato rurale. Ideologo e numero due del partito era ed è tuttora Baburam Bhattarai.

Nel febbraio del 1996 il partito ha proclamato l’insurrezione contro il governo di Kathmandu dando il via a una guerra civile (detta guerra del Popolo nepalese), con l’obiettivo di abbattere una struttura sociale e istituzionale considerata ancora a livello feudale con casi di servitù, e di abolire la proprietà privata dei mezzi di produzione. A partire dal 1997 la guerriglia maoista ha coinvolto i distretti occidentali del paese (soprattutto Rolpa e Ghorka) per poi diffondersi in molte aree rurali e arrivare a controllare, nel 2005, almeno due terzi del territorio del Nepal. La lotta armata ha causato molte vittime su entrambi i fronti e anche tra i civili (le stime indicano circa 13.000 morti fino al 2006) ed è stata particolarmente cruenta dopo l’ascesa al trono nel 2001 di re Gyanendra e dopo lo stato di emergenza da questi proclamato il 1º febbraio del 2005.

Dopo le rivolte di piazza dell’aprile del 2006 e la conseguente rinuncia del potere esecutivo da parte di re Gyanendra, è iniziato il processo di disarmo e di riavvicinamento fra il partito e il governo nepalese, che ha portato all’accordo del 16 dicembre 2006. Il Partito Comunista (maoista), uscito dalla clandestinità, si è fuso con il Partito Comunista del Nepal (centro marxista-leninista-maoista) cambiando nome nell’attuale Partito Comunista Unificato del Nepal (maoista). È quindi entrato sia in Parlamento sia nel governo ad interim, presentandosi poi alle elezioni per l’Assemblea Costituente che si sono tenute il 10 aprile 2008. Alle elezioni parlamentari del 2013 si è posizionato al terzo posto, con il 15,2% dei voti e 80 seggi.

Fonte: Wikipedia


Girodivite è pronto nel contempo a accettare la richiesta di cittadinanza di quanti, americani e non, ritengono di trovare nella sicurezza e nella tradizione del Nostro Giornale un rifugio sicuro dopo la calamità che ha colpito quella regione, gli Stati Uniti, con l’elezione di Donald Trump presidente. Dopo l’iniziativa web "adotta un inglese pronto a espatriare a seguito del Brexit", lanciamo la campagna: "adotta un nordamericano dopo l’elezione di Trump".



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