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Una discarica dimenticata


L’inaudita violenza operata quasi scientificamente ed in maniera diffusa sull’habitat terrestre, traccia un percorso nettamente contrario ad ogni forma di tutela della salute pubblica.
mercoledì 30 settembre 2009, di Nello Russo - 292 letture

Quella delle discariche è una storia fin troppo quotidiana, che si ripete con costante frequenza in una Regione in cui funzionari pubblici e politici siciliani evitano spesso, con non poca furbizia, di fare il proprio dovere, anziché tutelare l’interesse pubblico.

In un periodo storico particolarmente travagliato, nel quale sono vive ed accese le polemiche sulla riforma del modello sanitario in Sicilia e sui disastri, le inefficienze e i disservizi, che il riassetto sta procurando in danno soprattutto dei cittadini meno abbienti, delle famiglie più disagiate e dei soggetti a rischio, o ancora in cui è alta la paura dei siciliani per il pacco preparato dai politici regionali con dentro gli inceneritori, i rigassificatori e le centrali nucleari, la tutela dell’ambiente sembra non essere assolutamente cara agli organi pubblici, i quali invece di svolgere una vasta attività di monitoraggio del territorio, per tutelarne l’integrità e la salubrità, lasciano che l’incuria e la barbarie giornaliera dell’uomo lo aggrediscano impunemente. L’inaudita violenza operata quasi scientificamente ed in maniera diffusa sull’habitat terrestre, traccia un percorso nettamente contrario ad ogni forma di tutela della salute pubblica e Francofonte, Comune in provincia di Siracusa, sembra non essere stato esentato da un simile comportamento. Infatti capita che, nonostante i Vigili Urbani abbiano scoperto qualche mese addietro un deposito incontrollato di rifiuti di vario genere, in prossimità del centro abitato, contenente rifiuti urbani e speciali, anche pericolosi e dannosi per la salute, la discarica sia rimasta tutt’oggi incontrollata e che, fatto ancora più grave, non sia stata bonificata.

Della scoperta furono informati prioritariamente, come di dovere, il Sindaco, il Presidente della provincia e la Magistrura, affinchè ciascuno, per le loro competenze, desse vita a tutte le iniziative che un simile caso comporta e, prima fra tutte, la bonifica di quel sito, che si estende per cira 500 metri lineari. La notizia del suo ritrovamento fu riportata sui quotidiani locali ed anche sul web.

Tuttavia, benché siano trascorsi circa due mesi, quel luogo è ancora oggi sede dei cumuli putrescenti di rifiuti all’epoca individuati, così come documentato in un filmato pubblicato su youtube - http://www.youtube.com/watch?v=hKiPVHLMWhI - a testimonianza del suo totale stato di abbandono e del mancato risanamento, nonché del disinteresse generale riguardo alle gravi conseguenze che ciò può causare.

Provare vergogna per quanto sta accadendo a Francofonte, è il minimo che ogni cittadino possa fare, specialmente se, vivendola nel pieno delle proprie emozioni, egli capisce che la sua città, situata su una collina ai piedi dei monti Iblei da cui domina la Piana di Catania, che da un occhio al Mongibello e l’altro alla distesa del mare Jonio, per la sua posizione geografica, la ricchezza della sua terra e dei suoi agrumi, potrebbe davvero essere un paradiso ambientale di non poche risorse.

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