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Un posto al sole meglio di un posto in fabbrica

Proteste e un’interrogazione parlamentare per un possibile spostamento d’orario della soap opera

di Adriano Todaro - mercoledì 27 ottobre 2021 - 1487 letture

Penso che il titolo sia una provocazione ed era questa la mia intenzione. È anche probabile che il contenuto di questo articolo non trovi il plauso di molti lettori, ma credo che sia giusto ugualmente discutere e prendere posizione sulla vicenda dello spostamento d’orario di una delle trasmissioni più seguite in televisione. Parlo, naturalmente de “Un posto al sole” che da un quarto di secolo porta nelle case degli italiani, alle 20,45, le vicende del malefico Roberto Ferri, la simpatia del portiere Raffaele e le vicende del vigile urbano Guido e tanto altro.

La Rai avrebbe deciso di spostare l’orario della soap alle 18 e 30 e questo pubblicizzato spostamento, ha fatto inorridire tanti aficionados della commedia napoletana che si sono messi immediatamente sul piede di guerra: lettere, fax, mail di protesta e quant’altro per bloccare lo spostamento d’orario di una trasmissione che va avanti sin dal 1996. Addirittura c’è stata un’interrogazione parlamentare diretta a Mario Draghi ad opera di un deputato del M5S, Luigi Iovino, 28 anni, che ha fatto parte, fra l’altro, della Commissione Difesa, dell’Ufficio di presidenza della Camera, della Delegazione parlamentare presso l’assemblea parlamentare della Nato.

Cito in particolare questi incarichi perché Iovino dovrebbe ben sapere (e lo sa) che ad Aviano e Ghedi abbiamo il più alto concentrato di bombe atomiche Usa: ben 150 bombe nucleari, in particolare bombe B61.

E più grave avere 150 bombe a casa nostra o lo spostamento d’orario di un “Posto al sole”? Probabilmente lo spostamento d’orario considerato che il deputato nella richiesta a Draghi ha sottolineato come la soap è «appuntamento di riferimento per tantissime famiglie italiane; una delle produzioni di maggiore successo realizzata dalla storica sede Rai di Napoli, oltre che la più longeva della nostra tv di Stato» ed ha timore che col cambio dell’orario subisca «un’inevitabile crisi di ascolti».

Ora è certamente vero che si dovesse fermare la produzione di “Un posto al sole” ci sarebbero ripercussioni sulle maestranze che ci lavorano e, quindi, sul Centro di produzione Rai di Napoli. Ma qua non si parla di bloccare la soap, quanto piuttosto di spostarla alle 18,30. Non so se la Rai fa bene o male a spostarla. Mi sembra esagerata, però, una interrogazione parlamentare per una trasmissione televisiva con tutti i problemi che travagliano Napoli. Negli ultimi due mesi sono stati uccisi quattro giovani, il più vecchio 25 anni, il più giovane 19. Alla Whirlpool rischiano il posto in 320. Ci sono tante piccole e medie aziende sull’orlo del fallimento. Gli ospedali accusano grossi problemi sanitari e per la soap si protesta e si fanno interrogazioni parlamentari e non per la cancellazione della trasmissione, ma per uno spostamento d’orario.

Incredibile! È la solita italietta che a forza di cattivi governi non riesce più a capire cosa sia la realtà e cosa l’effimero. Probabilmente le bombe atomiche, il consumo sfrenato del suolo, i problemi degli ospedali, i posti di lavoro e le morti continue che avvengono sui posti di lavoro, non sono importanti, non sono degni di un’interrogazione e neppure dell’incazzatura degli italiani. Scommettiamo che Santo Draghi sistemerà tutto?


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