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Un paese che non esiste chiamato Grecia


Appunti storici su un paese/non-paese
mercoledì 15 luglio 2015, di Emanuele G. - 29185 letture

Se uno rilegge le vicende storiche della Grecia si accorge subito di rapportarsi a un paese che non è mai esistito. La Grecia è l’impersonificazione del non-paese. Non ha mai avuto un’idea di paese né un territorio né un popolo unito e nemmeno un sentimento comune. Fin dall’antichità.

Che cos’era la Grecia classica se non un insieme rissoso di tanti localismi? Localismi fautori di un’accessa rivalità fra le polis. Rivalità che impediva loro di agire in comune persino quando vi era un pericolo esterno. Anche la religione era costruita per rappresentare un paese inesistente. Ogni città aveva la sua divinità preferita. Raramente vivevano degli eventi assieme. Si ricorda il pellegrinaggio all’Oracolo di Delfi oppure le Olimpiadi. Per il resto tutti andavano per la propria strada. Il colonialismo greco alla base della Magna Grecia non fu un atto sintetico di forza di un paese, bensì l’azione in ordine sparso delle polis greche. La Magna Grecia non era un’entità territoriale. Era piuttosto uno spazio culturale. Forse solo la cultura era il trait d’union fra i greci di allora. A dir il vero non si ricorda nulla di culturale in riferimento a Sparta. La Grecia si unì in un’unica entità territoriale grazie all’azione dei re macedoni Filippo e Alessandro il Grande. Un’unità originatasi da vicende belliche e non da una propensione corale delle varie polis. Alle polis greche non interessava nulla della Grecia! Altro che sovranità nazionale... Ogni polis combatteva per la sua. Appena apparve, in seguito, la forza imperiale di Roma la Grecia di fatto scompare dalla storia. Un’annotazione a margine. Il frazionismo greco della polis non vi ricorda tanto l’Unione Europea divisa di oggi?

Riappare all’improvviso agli inizi dell’Ottocento allorquando inglesi, soprattutto, francesi e russi avevano bisogno di comprimari nel Mediterraneo per le loro mire geopolitiche. Soprattutto per contrastare l’Impero Ottomano. Quindi, si inventarono la Grecia. Finanziarono una strampalata guerra di liberazione nazionale infiorata da un numero imprecisato di "foreign fighters" provenienti da tutta l’Europa. Fra cui si distinse il nostro Santorre di Santarosa. Ca va sans dire che furono inviate truppe e navi inglesi, francesi e russe al fine di sbrogliare al più presto l’intricata matassa ellenica. Le vicende della Grecia e dello Stato greco da quel momento in poi fu un’esistenza grama. Decisamente povera. Se non miserrima. Infatti, il primo leader politico greco fu assassinato nel 1827. Si chiamava Giovanni Capodistria. Si capì che la Grecia non esisteva. Lo Stato era così debole da non avere la forza di imporre il proprio gioco. Dal preciso istante in cui la Grecia ottene - si fa per dire - l’indipendenza la Grecia è sempre stata un’espressione geografica in mano a Inghilterra e Francia. Erano loro che in realtà la governavano.

Che dire della storia recente della Grecia? Abbiamo all’attivo ben 5 fallimenti: 1826, 1843, 1860, 1893 e 1932. A cavallo fra l’Ottocento e il Novecento le banche inglesi e francesi facevano il bello e il cattivo tempo. Per i primi decenni del Novecento la Grecia era già un malato grave tanto da essere amministrata da una "troika" della Lega delle Nazioni. Negli anni della Prima Guerra Mondiale abbiamo persino due governi: uno filo-inglese e l’altro filo-tedesco! Dopo la Prima Guerra Mondiale si assiste all’apparizione di deboli governi "democratici" e di lunghi periodi di dittature (Metaxas). Nel secondo dopoguerra abbiamo il "regime dei colonelli" per poi dare vita a una singolare democrazia. Singola democrazia in quanto proprietà privata di due famiglie: i Karamanlis (destra) ed i Papandreu (sinistra). Queste famiglie hanno spadroneggiato per lungo tempo in quel paese. Non governando più che governando. Gerendo un intricato ed esteso sistema di corruzione e clientelismo i cui effetti nefasti si stanno vedendo solo ora.

In fin dei conti quello che sta succedendo non è altro che la naturale conclusione della storia di un non-paese. La Grecia è in sé incapace di governarsi proprio perché non ha nulla a che vedere con etimi quali paese, popolo, nazione, territorio e sentire in comune. Ancora una volta ha bisogno dello straniero per sopravvivere perché non ha mai pensato in questi decenni a crearsi un’economia che la sostentasse. Dovete pensare che la provincia di Reggio Emilia esporta di più di tutta la Grecia! La Grecia come "cicala" contemporanea? E’ un paese così disperato che ha bisogno di altri debiti - ben 86 miliardi di euro - per sopravvivere. Un pò come il drogato, il giocatore seriale e l’alcolizzato. La Grecia non è un qualcosa di reale. Non lo è mai stato. E’ un miraggio. Un tragico miraggio che trae origine dalla sua storia di non-paese.


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