A Roma un milione di persone marciano per dire no alla guerra e al terrorismo. Tanti volti ed un’unica necessità globale: la Pace.
Roma - Un milione di persone in giro per le strade di Roma. Questo è il risultato della manifestazione organizzata il 20 Marzo dal Comitato "Fermiamo la guerra". Se ne aspettavano trecentomila, si sbagliavano. Le strade d’Italia che portano nella capitale sono state attraversate da oltre 1000 pulman e da decine di treni speciali. Hanno aderito al corteo oltre 900 sigle, la "superpotenza" pacifista ha risposto bene invadendo con un corteo colorato le vie del centro storico romano. L’appuntamento era per le 14 presso Piazza Barberini, da lì un grosso serpentone pacifista ha marciato in direzione del Circo Massimo, dietro un’enorme bandiera della pace lunga 120 metri. Giovani, anziani, donne e bambini, sfilano per chiedere soprattutto la fine delle guerre e del terrorismo.
Tre i temi principali del corteo: "Fuori le truppe - Iraq agli iracheni", poi un’appello che veniva dalla martoriata Madrid "No a la guerra y al Terror", e l’appello del comitato organizzatore che recitava "Vostre le guerre - Nostre le Vittime". Un milione di persone chiedono di vivere tranquilli, in pace.
Al Circo Massimo ad aspettare i manifestanti c’era una grande fotografia raffigurante il dipinto di Picasso "Guernika", con su lo slogan "Fermiamo la Guerra". Sul palco si sono ascoltate le varie anime che compongono il popolo della Pace. Vari messaggi provenienti da tutto il mondo, dal vescovo di Bagdad al popolo Kurdo, dall’associazione pacifista USA alle testimonianze della Carovana della Pace e tanti altri, tutti a testimoniare l’inutilità e la pericolosità della guerra e del terrorismo.
Il popolo della pace è tornato in piazza a testimoniare la volontà di costruire una società più giusta, lo ha fatto con la coscienza che se i governi di tutto il mondo continuano su questa strada si rischia il tracollo. La necessità della pace è strettamente legata alla necessità di sicurezza che in questo momento si respira poco. Questa gente è scesa in piazza per far capire a tutti i "potenti" che c’è da cambiare il modo comunicare tra i popoli. Lo vogliono fare iniziando con una parola semplice e comprensibile a tutti: pace, incondizionata.
20 Marzo una giornata di pace e giornata per la pace; si è manifestato in mezzo pianeta, tutti i popoli del mondo sono stati uniti e sono scesi in piazza: Roma a Barcellona, Chicago, Dallas, Città del Capo, Santiago de Cile, Madrid, Buenos Aires, Budapest, Città del Messico, Londra, Berlino, Hong Kong e in tantissime altre città invisibili.
In qualsiasi lingua il messaggio non cambia "Basta Guerre e Terrorismo".