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Un giorno per ricordare


L’assemblea generale della Nazioni Unite commemora il 27 gennaio l’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.
mercoledì 19 gennaio 2005, di Redazione - 1606 letture

Sessanta anni fa, il 27 gennaio del 1945, l’Armata rossa entrava nel campo di concentramento di Auschwitz e liberava i 7000 prigionieri ebrei che vi erano rimasti dopo che molte altre migliaia erano stati evacuati a marce forzate dai tedeschi in ritirata, uccidendoli e facendoli morire di stenti lungo la strada. Veniva così alla luce il più grande orrore commesso dagli uomini in tutta la loro sanguinosa storia, quello che solo in seguito venne chiamato l’olocausto, la shoah: la deportazione, l’uccisione sistematica, il genocidio di milioni e milioni di ebrei di tutta l’Europa, e con essi di centinaia di migliaia di prigionieri di guerra, di rom, di oppositori politici.

Il 24 gennaio, per la prima volta nella sua storia, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite commemorerà solennemente la liberazione di Auschwitz e l’olocausto. E’ una decisione senza precedenti presa su iniziativa dei governi degli Stati Uniti, della Russia, dell’Unione europea, dell’Australia, del Canada e della Nuova Zelanda, cui hanno aderito la stragrande maggioranza dei paesi membri. Per la prima volta hanno aderito all’iniziativa anche molti paesi arabi e mussulmani, che in precedenza avevano ostacolato simili ricorrenze per l’ostilità nei confronti di Israele.

Tra tanti eventi luttuosi che hanno segnato questo inizio di nuovo anno, con guerre di pulizia etnica che continuano nel Darfur, in Congo e in tante altre parti del mondo; mentre centinaia di civili innocenti, di "vittime collaterali", vengono uccisi ogni giorno in altre guerre condotte in nome della democrazia; e molte altre migliaia o centinaia di migliaia perdono la vita per fame, per malattie, per le violenze di regimi dispotici, sotto lo sguardo distratto della parte più opulenta del pianeta; mentre ancora oggi l’antisemitismo, strisciante o dichiarato, colpisce e umilia le comunità ebraiche e disonora l’umanità intera - la decisione delle Nazioni Unite è un piccolo segnale positivo che ci fa sperare in un futuro migliore.


L’articolo di Stefano Rizzo è stato pubblicato su www.aprileonline.info n.180 del 19/01/2005

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