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Un giorno per caso...la dignità tra ideogrammi e striscioni

A volte una manifestazione può essere qualcosa a cui non ci si prepara, in cui si capita per caso. E può essere bellissimo. Come il corteo dei migranti a Roma, sabato 4 dicembre...

di Lorenzo Misuraca - mercoledì 8 dicembre 2004 - 5649 letture

A volte una manifestazione può essere qualcosa a cui non ci si prepara, per cui non ci si organizza, in cui si capita per caso. E può essere bellissimo.

Sabato 4 dicembre a Roma sono uscito di casa con due amici per andare al mercato. Avevo letto il giorno prima della manifestazione nazionale dei migranti contro la vergognosa legge Bossi-Fini, ma me ne ero dimenticato. Arrivati alla stazione Termini abbiamo visto un elicottero fermo in alto, intento a controllare qualcosa. Ci siamo ricordati della manifestazione e abbiamo deciso di mischiarci al corteo per un pò. il cielo era grigio e pioveva a tratti. Appena ho visto quel fiume lunghissimo di razze diverse per strada ho pensato che era una giornata bellissima.

C’erano tanti africani, ma quello che mi ha colpito di più era la presenza numerosa di cinesi: è risaputo come la comunità cinese in Italia sia chiusa e restia a mescolarsi con il resto della società.

Era bellissimo vedere per la prima volta striscioni che chiedevano dignità per gli immigrati scritti con idiomi orientali. Sentire il rumore dei piatti e dei tamburi che ritmava i loro passi. Passi che si mescolavano con quelli di piedi rumeni, pakistani, peruviani, ucraini, palestinesi, marocchini, filippini, albanesi, ivoriani, italiani e altri e altri ancora che non saprei ricordare.

Era bellissimo accorgersi di essere ancora capace di commuoversi ad una manifestazione dopo anni passati a chiedere tra palazzi di gente affiacciata di volta in volta pace, giustizia, diritti, dignità, stanchi e abbandonati al senso del dovere.

Era bellissimo che a richiamarci all’entusiasmo fossero i migranti, gli italiani di cent’anni fa, che ogni giorno ci ricordano con la loro dignità da dove veniamo e ritardano senza saperlo il nostro oblio televisivo.

Era bellissimo gridarci sottovoce "guarda, Silvia Baraldini!" e indicare due accecanti occhi azzurri stretti in un cappuccio grigio che per anni sono stati solo un simbolo e una splendida canzone di Guccini.

Il Manifesto il giorno dopo ha scritto che quella era la nuova Italia, che i trentamila migranti che hanno sfilato a Roma nel silenzio dei media e col solo appoggio dei tanti comitati antirazzisti venuti da tutta Italia (isole comprese) hanno fatto tutto da soli, e lo hanno fatto bene.

Ed ho provato gioia, questa volta, nel sentirmi una minoranza passata di lì per caso.


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> Un giorno per caso...la dignità tra ideogrammi e striscioni
16 giugno 2005, di : carson

Ho letto il tuo articolo, e devo convenire che sei un ragazzo che si commuove facilmente vedendo certe manifestazioni o certa gente che chiede dignità ecc. ecc.(io nel novembre del ’94 ho partecipato a Roma alla grande manifestazione.....quella era una manifestazione per la dignità per le pensioni per il lavoro e per altre cose,-ma,forse eri troppo giovane-)Negli anni passati mi commuovevo nel vedere ai semafori gente che lavava i vetri e chiedeva mille lire!quella gente s’è fatto i soldi e ha chiamato altre persone per il facile guadagno.Ora vogliono dignità. Ma nei loro paesi sanno cosa vuol dire?Non ho mai sentito che ci siano stati cortei o rivendicazioni in certi paesi arabi-musulmani,quì invece trovano terreno fertile per rivendicare quel che gli pare.In italia c’è un permessivismo che non esiste in nessun paese che pretende di trasmetterci culture diverse(a parole ),certe rivendicazioni sarebbe meglio che incominciassero a farle nei loro paesi e poi venire quì a dirci qualcosa di nuovo.(scusami se ho fatto il bastian contrario, purtroppo le realtà sono sempre diverse.)
    > rivendicazioni
    16 giugno 2005, di : Lorenzo Misuraca

    beh mi commuovo perché in certi eventi vedo in controluce una società migliore. Non so tu, ma io penso che una società in cui persone di tutte le razze chiedono e ottengono dignità, lavoro e diritti sarebbe migliore. Nel 94 non c’ero, ma il giorno, il mese e l’anno di nascita sono forse le uniche cose che non si scelgono.

    Passando a cose serie: anche gli italiani esiliati durante il fascismo avevano il diritto di chiedere al paese che li ospitava di non essere trattati come bestie. Non vedo cosa ci sia di sbagliato. Inoltre, manifestazioni di richiesta di libertà sono avvenute e avvengono anche nei paesi musulmani e di altre religioni e culture (più che in quelli europei durante le dittature nazifasciste e staliniste)solo che ai nostri telegiornali non interessa molto. Per un Libano che i tg ci mostrano, c’è una Georgia, un Nepal, un Iran, una Timor, dove la gente scende per strada e chiede "pane e rose". Non confondiamo il tg1 e la repubblica con la realtà, per favore...