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Un flop il Ponte “portato” a Roma

Loro, gli organizzatori, dichiarano la presenza di 5000 partecipanti, A vedere le immagini televisive abbondantemente trasmesse dagli organi di informazione catanesi si “intravede” una piazza con larghi vuoti….mancava il popolo siciliano...
di Domenico Stimolo - giovedì 21 settembre 2006 - 2804 letture

Il “ventre” di Roma nel corso di tanti decenni ha visto ed assorbito molti cortei e manifestazioni: un termometro positivo per la democrazia.. E’ la città, in quanto capitale, che a partire dalla nostra ritrovat libertà riconquistata in quel dì dell’aprile 45, ha visto convergere, rispetto a tutte città italiane, il più alto flusso di cittadini manifestanti. In tantissimi casi le manifestazioni sono state veramente enormi, con la partecipazione di decine, centinaia di migliaia di uomini e donne, in diversi casi anche milioni. Gli eventi che si potrebbero ricordare sono veramente tanti.

Quella di oggi, 19 settembre, organizzata dall’Mpa, con il supporto delle altre forze di destra, per declamare la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina, sembra proprio un vero e proprio fallimento. Loro, gli organizzatori, dichiarano la presenza di 5000 partecipanti ( questa sera il telegiornale della principale emittente catanese parla di tremila presenze).

A vedere le immagini televisive abbondantemente trasmesse dagli organi di informazione catanesi ( tutte dello stesso ceppo proprietario, pro-ponte), in accompagnamento alle plurime interviste a Raffaele Lombardo ed altri rappresentanti della destra italiana, si “intravede” una piazza ( le riprese sono tutte rigorosamente state fatte dal “basso”) con larghi vuoti.

Non sono state trasmesse le dinamiche del corteo, chissà perché! Folta la rappresentanza dei governanti siciliani; da Lombardo a Cuffaro, dal sindaco di Catania a quello di Palermo, molti sindaci di amministrazioni del centro-destra isolano, oltre che esponenti del centro destra nazionale ( Fini, Alemanno, Storace, Bottiglione, Schifani, ecc).

….Mancava il popolo siciliano.

A “occhio” televisivo, utilizzando anche il senno dell’esperienza in queste vicende, si potrebbero stimare non più di millecinquecento persone, forse duemila. ….Pochini. Veramente pochi ( ….anche se poi fossero stati più di duemila, dispersi nella Roma turistica) dato l’imperioso e grandioso “guanto di sfida” lanciato, e l’enorme supporto in divulgazione e propaganda ( un vero e proprio record assoluto) che negli ultimi venti giorni è stato quotidianamente concesso alla “bontà” dell’iniziativa da parte di tutti gli organi di informazione cartacei e televisivi presenti nell’area del catanese e anche nell’ambito regionale in generale.

A partire dalla fine di agosto un continuo tormentone è stato scaricato sui catanesi e sui siciliani.

In città, già da tempo, sul dualismo “ponte-non ponte” sono nati tanti leggiadri e gaudenti aforismi.

Il magrissimo risultato raccolto dai Lor Signori ricercatori dell’”aria fritta”, novelli autonomisti, insegna ancora una volta che i siciliani, i quali hanno in retaggio l’atavica furbizia frutto della mescolanza di tanti popoli, alla fine non sono proprio per niente tondi.

In epoca di irreversibile e smisurato sviluppo dei trasporti aerei e marittimi, altro che Ponte, con il presunto accorciamento di settanta minuti del ventosissimo attraversamento dello “Scilli e Cariddi”, a suon di tanti miliardi di euro da impiegare in opere che strazierebbero definitivamente l’impareggiabile e pregiato eco-sistema naturale.

Sulla mobilità i cittadini catanesi e i residenti delle grandi aree metropolitane siciliane, a partire da Catania e da Palermo gestite ( comune e provincia) dalla “destra del ponte”, pensano a ben altro. Ai travagliati ed assillanti problemi che gravano sulle loro teste e sullo loro tasche riguardo gli spostamenti quotidiani.

Le nostre città, ultime tra le ultime nel contesto nazionale, sono di fatto invivibili.

Incarcerate da un perenne e mostruoso traffico autoveicolare; ingabbiate da un enorme inquinamento atmosferico ed acustico; caratterizzate da un quasi inesistente pubblico trasporto e dall’assoluta assenza di strumenti operativi di mobilità sostenibile ed alternativa. A che serve l’accorciamento di settanta minuti ( con la spesa di enormi risorse economiche) per un tragitto (in ponte) che la stragrandissima maggioranza dei siciliani effettua in maniera del tutto eccezionale e sporadica, quando invece milioni di cittadini isolani ( per gli spostamenti di lavoro, privati e commerciali) sono costretti a perdere ( data l’insipienza dei nostri governanti locali) , in ogni singolo anno, migliaia di ore della propria vita nel traffico della propria città ( oltre lo stress, gli innumerevoli incidenti, e i costi economici relativi che “succhiano”, (a gioia delle pompe) ad ogni famiglia migliaia di euro l’anno.”)?

Altro che Ponte!

Abbiamo bisogno di ben altro per dare congrue risposte alle impellenti ed enormi esigenze dei cittadini. Passano i secoli, ma strumentalmente fanno sempre ritornare a galla la vecchia storiella siciliana di stampo feudale: di quel tale, che in maniera insipiente, pensando di fare andare avanti i propri affari e il “progresso”, si comprò il carretto, ma non aveva u sceccu. Non potendosi spostare, passò gli anni a guardare il carretto.

Oggi, però, 2006, il siciliano non si “beve” più la storiella.

Il flop di Roma lo dimostra particolarmente bene.


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