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Un’assemblea per cambiare


Lo scorso 31 gennaio ha avuto luogo l’Assemblea del popolo inguscio, un evento che ha raccolto delegati della regione per discutere le questioni più pressanti per gli abitanti della piccola Repubblica caucasica

Autore: Giorgio Comai

Data: 06.02.2009

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lunedì 9 febbraio 2009, di Emanuele G. - 199 letture

Dalla fine dell’Unione Sovietica, questa assemblea è già stata convocata altre quattro volte. Alla fine del 1991, ha avuto luogo quando l’Inguscezia costituiva ancora un ente amministrativo unico assieme alla Cecenia, nel periodo in cui il conflitto per il Prigorodnyj Rajon con l’Ossezia del Nord stava per manifestarsi in tutta la sua problematicità. L’Assemblea ha avuto luogo altre tre volte dal 1999 al 2001, negli anni in cui la tensione nella regione era particolarmente alta per via dell’intensificarsi del conflitto nella confinante Cecenia, ma non ha mai avuto luogo durante la presidenza in Inguscezia di Murat Zyazikov, dal 2002 al 2008.

Nel corso del 2008, si è registrato un significativo aumento della violenza nella regione. Probabilmente temendo di perdere il controllo della situazione in Inguscezia, il presidente russo Medvedev lo scorso 30 ottobre ha sollevato dall’incarico Murat Zyazikov e nominato Yunus-bek Yevkurov come nuovo presidente.

La nomina è stata vista di buon occhio da vari membri dell’opposizione ed analisti. Magomed Khazbiev, leader di un movimento di opposizione, non appena venuto a conoscenza della nomina, aveva dichiarato la propria disponibilità a collaborare con il nuovo presidente ritenendolo un uomo onesto.

Secondo la giornalista e analista Yulia Latynina, con la nomina di Yevkurov si potrebbero risolvere alcune questioni che erano alla base della problematica situazione in Inguscezia: la mancanza di dialogo tra autorità e società. Yevkurov ha iniziato fin da subito a lavorare per migliorare il dialogo con le parti sociali della regione, incontrandosi con i rappresentanti delle comunità locali e con esponenti dell’opposizione, ed includendo alcuni di essi nel proprio staff. La stessa Latynina, durante una trasmissione alla radio Eco di Mosca del 31 gennaio, riporta un esempio di questo nuovo approccio: nel mese di dicembre, due famiglie di un piccolo centro abitato sono state minacciate da rappresentanti delle autorità locali; hanno subito avuto inizio le indagini per individuare i responsabili e Yevkurov è andato di persona a chiedere scusa a queste famiglie.


Yunus-bek Yevkurov è nato nel 1963 nel Prigorodnyj Rajon, nell’attuale Ossezia del Nord. È colonnello dell’esercito russo e militare di carriera. Nel giugno del 1999 ha comandato il reparto dell’esercito russo che ha preso sotto controllo l’aeroporto di Priština, in Kosovo, mentre si stavano dispiegando i peacekeeper della missione Kfor nella regione. Ha ricevuto numerose onorificenze militari per coraggio, incluso il titolo di “eroe della Russia”, per azioni svolte durante il secondo conflitto in Cecenia. Il 30 ottobre è stato proposto come presidente della Repubblica di Inguscezia dal presidente russo Dmitri Medvedev, ed il giorno seguente il parlamento locale ha ratificato la nomina.


A differenza del suo predecessore, Yevkurov non nega che in Inguscezia vi siano delle difficoltà. Nel suo discorso introduttivo all’Assemblea, il presidente ha dichiarato: “La sfiducia verso il potere e la corruzione sono la principale ragione della difficile situazione sociale e politica nel paese, […] legata anche alla debolezza degli organi di potere e alla corruzione diffusa in tutti gli ambiti”. Yevkurov ammette anche l’incremento dell’attività di formazioni ribelli.

Se dimostrare buona volontà e ammettere le difficoltà presenti in Inguscezia può aiutare molto a diminuire la tensione sociale nella regione, non è però sufficiente a risolvere i problemi oggettivi che la coinvolgono. Secondo i dati ufficiali, la disoccupazione in Inguscezia raggiunge il 53 per cento, e la regione rimane una delle più povere della Federazione Russa. Durante una visita lampo in Inguscezia lo scorso 21 gennaio, il presidente russo Medvedev ha promesso un piano di investimenti di 29 miliardi di rubli (oltre 600 milioni di euro) per cercare di migliorare la situazione economica nella regione.

L’Assemblea ha anche approvato due dichiarazioni indirizzate al popolo osseto e al popolo ceceno, nelle quali si sottolineava l’importanza del dialogo e della convivenza pacifica tra i popoli della regione. Rimangono infatti irrisolte questioni di confine sia con la Cecenia che con l’Ossezia del Nord, e soprattutto il problema degli ingusci provenienti da territori contesi che ora vivono come rifugiati in Inguscezia, ma richiedono il diritto di ritornare nelle loro case e di essere tutelati. Benché anche il presidente Yevkurov abbia dichiarato la necessità di risolvere i problemi dei rifugiati dal Prigorodnyj Rajon e dalla Cecenia, la sua posizione conciliante con le vicine repubbliche ha lasciato molti insoddisfatti.

I delegati della città di Malgobek hanno infatti reso pubblica il 4 febbraio una lettera aperta al presidente Yevkurov in cui manifestavano la loro delusione, e accusavano il presidente di essere disposto ad accettare l’annessione alle repubbliche vicine di territori storicamente parte della patria degli ingusci in cambio di finanziamenti dal centro federale.

A quanto pare, Yevkurov è riuscito ad ottenere rispetto e supporto sia tra la popolazione locale sia dalle autorità di Mosca. Buona volontà e la fiducia di almeno una parte della popolazione sono elementi indispensabili, ma certamente non sufficienti, per tentare di migliorare la situazione in questa regione caratterizzata da una difficile situazione sociale e da equilibri instabili.

Per maggiori informazioni:

Osservatorio Caucaso

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