Un altro colpo al traballante ponte sullo stretto

Italia Nostra sul no al Ponte votato dal Consiglio Comunale di Messina.
di Redazione - venerdì 1 aprile 2005 - 7499 letture

Il voto del consiglio comunale di Messina che ha detto "no" al Ponte sullo Stretto è un altro colpo alla traballante mega struttura che il governo si ostina a voler costruire. Messina ha votato quasi all’unanimità in questo senso esprimendo uno schieramento serio, non motivato dalla politica e maturato con uno studio della situazione durato sei mesi.

"L’opera è stata alla fine giudicata inutile, costosa e dannosa come Italia Nostra e tutti gli altri ambientalisti sostengono sin dall’inizio- dichiara Giuseppe Giliberti, vicepresidente dell’associazione- Il voto del consiglio comunale, se pure non è vincolante, è di grandissima importanza".

Il ponte - queste le conclusioni della commissione di studio messinese non porta vantaggi all’occupazione ed anzi farebbe perdere posti di lavoro stabili nel settore dei trasporti marittimi; distruggerebbe un paesaggio mitico e un’area fondamentale dal punti di vista ecologico.

Nel progetto sono stati trascurati completamente gli aspetti urbanistici e i vincoli ambientali, i cantieri sottrarrebbero alla zona rivierasca 8 milioni di metri cubi di terra senza che sia stata prevista alcuna opera di riqualificazione urbana di Reggio Calabria e Messina. La morfologia ne verrebbe stravolta.


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> Un altro colpo al traballante ponte sullo stretto
1 aprile 2005, di : Guido

Una volta tanto la Sicilia si riscatta dall’essere stata terra di abusivismo e devastazione del territorio. Non si può che essere totalmente daccordo. Il ponte è solo l’ennesimo tributo alla cementificazione del territorio e alla civiltà del trasporto via terra nonchè al culto della personalità di un presidente del consiglio che vuole passare alla storia per le grandi opere quasi fossero sinonimi di progresso.
Già, "bel colpo"; bravi, non capite niente di sviluppo.
2 aprile 2005, di : Tor Romeo

Consultate il sito [www.strettodimessina.it->www.strettodimessina.it] . Secondo voi perchè tutta l’UE si sta impegnando per poter realizzare un’opera fondamentale per i trasporti ? E poi niente è per sempre; Considerate la differenza tra un 56k ed una linea DSL; chi viaggia a 56k è ormai lento, come le navi passa-stretto; ma col ponte si risolverebbe il problema, perchè rappresenta un collegamento paragonato ad internet a banda larga rispetto a delle linee analogiche; quindi più veloce e sicuro; sappiate che la zona dello stretto è vincolata da forti correnti marine, anche se il mare sembra quasi calmo, questione di sicurezza sui trasporti. Niente scuse ed abbiate fiducia in loro. Se non lo facessero, lo sviluppo si fermerebbe, se non che andrebbe molto lento, rispetto al resto della penisola. Lo sviluppo è importante ! Se si può fare, è assurdo rinunciare al nostro futuro. Io ho capito che un collegamento stabile col continente in effetti ci vuole.
    > Già, "bel colpo"; bravi, non capite niente di sviluppo.
    4 aprile 2005, di : John Dough

    Eh già, la gente non imparerà mai; ormai sono talmente afflitti dal degrado sociale ed urbano, che non si rendono conto che il problema deriva proprio dalla carenza di infrastrutture sui trasporti; blah, pessima cosa! Noi dobbiamo stare al passo con L’Unione Europea. FANNO BENE a costruirlo, darà un impulso all’economia del sud. Hanno detto "per un voto", allora magari io penso che la metà + 1 ha votato NO, ma l’altra metà ha pienamente ragione riguardo all’opera; Avete presente il Peloponneso in Grecia ? Ebbene, quella era una regione-penisola della grecia, che è stata resa Isola poiché hanno fatto un canale lungo lo stretto del peloponneso, per collegare i mari; però poi alla resa dei conti, anche loro hanno deciso di fare ed hanno costruito un ponte del Peloponneso; collegare le terre è tanto importante quanto collegare i mari. Capite ? Il ponte ci vuole. Adesso penso che molti del consiglio comunale di Messina sono degli autentici egoisti, perchè ormai quasi nessuno (ambientalisti convinti a parte) continua a protestare, visto che sono alla fase conclusiva del progetto. Quando costruiranno il ponte poi diranno: "Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a collegare le due regioni, ad aver azzerato l’insularità della sicilia, ad aver reso possibile un collegamento efficiente e veloce tra le due sponde, ed infine ad aver ridotto il degrado sociale, che attanagliava il popolo del sud" ahimè! Io sono di Palermo ed abito lì, per cui sto ben oltre l’area dello stretto, ed effettivamente mi sono reso conto che questo ponte ci vuole, sapendo che la popolazione della regione sicilia aumenta per via delle nascite superiori alle morti e per via delle continue immigrazioni; non ci saranno risorse per tutti nel tempo massimo, ma il ponte sarà la nostra salvezza. Eccovi una formula che riguarda la popolazione, in materia di Ecologia: N=B-D+(I-E) dove N è il numero di abitanti totali, B e D sono rispettivamente le nascite (births) e le morti (deaths); I sono le immigrazioni ed E le emigrazioni. In base a questa formula si ottiene il numero totale di abitanti di un area o di una regione o territorio: in sicilia sono appena 5 milioni, ma aumentano per via delle immigrazioni (perchè questa regione è sempre stata il cuore del mediterraneo, è, e lo sarà per secoli). Per cui un trasporto e dei servizi potenziati e rinnovati è necessario. Anche io voto SI per il ponte sullo stretto. Voi siciliani, e perchè no anche calabresi dovreste esaminare meglio la situazione. Hanno detto che hanno compiuto un’indagine approfondita per 6 mesi; ebbene, la società del Ponte sullo stretto ci ha studiato decenni, e si è resa conto che non è possibile costruire un canale subalveo, ne un ponte con un pilone centrale; bensì UN LUNGO PONTE SOSPESO A CAMPATA UNICA, come unica soluzione. Quel voto è da emendamento, e le motivazioni sono piuttosto effimere, e non giustificate, perchè oggi, nel terzo millennio le comunicazioni e le infrastrutture sono molto importanti. Hai ragione, TOR!
Altro che colpo... un mega colpaccio per noi
9 aprile 2005, di : Tor Romeo

Bravo, Johnny; mi sa che hai pienamente ragione, sul fatto dell’aumento della popolazione, te che facoltà frequenti ? Del resto ho anche scoperto anche qualche sito di coloro che dicono SI al ponte. Sono contento che qualcuno capisce quale sia l’importanza delle infrastrutture, e lo dimostra anche. Ora comunque sappi che i signori del ponte sono a buon punto; questo mese scadono i termini per la presentazione delle offerte; entro quest’estate il progetto si può dir completo. E nel 2006 inizieranno i lavori, secondo le previsioni del sito ufficiale. Io detesto l’indipendentismo, sopratutto quello locale; per quello servono ben altri requisiti, per portare avanti un popolo; che io per popolo innanzitutto intendo quello delle nazioni limitrofe d’europa, ma anche di tutto il mondo, non di due sole regioni d’italia. Dì comunque una preghierina per il ponte, ma ti consiglio di farlo quando è stato eletto il nuovo pontefice, successore di Karol Wojtyla, dopo il conclave; Onore e vita eterna a Giovanni Paolo II, uno dei migliori di tutto il pontificato. Non ho consultato questo sito per alcuni giorni per via del lutto per il papa, ma ora che i funerali sono passati, è tempo di ristabilire il solito stato d’animo (per quanto riguarda me, sono ottimista). In gamba !
    > Altro che colpo... un mega colpaccio per noi
    9 aprile 2005, di : Tor Romeo

    Il Papa Giovanni Paolo II ha detto:"Non fate i muri, fate i ponti". Perchè i muri servono per schermare, isolare, i ponti invece uniscono fisicamente. Ecco perchè nessuno optò per il muro di Berlino, ma da secoli si è cercato di trovare una tecnologia per un collegamento stabile tra le due regioni meridionali, non con un tunnel sotterraneo, o flottante, bensì con un impalcato sospeso da quattro grossi cavi lungo 2 miglia. Ora nel terzo millennio, la tecnologia c’è. Ci vorrà un massiccio rifornimento di materiali per la costruzione, ma per il resto dicono che non sarà difficile costruire il ponte, e questo mi rassicura. Ci servirà per prolungare il corridoio 3, Berlino-Palermo, che per ora arriva a Napoli. Ciao Wagliò