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Un Paese aggredito

Se Salvini sembra sempre di più un autocrate dell’Est. In qualche modo qualcosa dovremo comunque farla.
di Sergej - martedì 24 aprile 2018 - 1032 letture

Non ci vuole molto a comprendere che oggi l’Italia, dopo aver vissuto il suo splendido isolamento nei decenni scorsi, che ne ha fatto il Paese con il più basso livello di conoscenza di lingue straniere europeo (si pensi al grado disastroso di competenza linguistica sull’inglese dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze) sia un Paese che si sente minacciato. Dopo la resa di Berlusconi e Tremonti di un decennio fa - quando l’Italia dichiarò alla BCE di non essere più in grado di governare la propria economia -, la situazione è progressivamente degenerata. L’Italia da fortezza / supermercato, specchio per le allodole del benessere occidentale nei confronti dei Paesi dell’Est è diventata terra di nessuno, sempre più fragile e aperta alle diverse possibilità aperte dai Paesi confinanti.

Si va dal revanscismo autocratico che proviene dall’Est (e su cui la Lega di Salvini sembra particolarmente attratta tanto che Salvini stesso si presenta come un leader slovacco o ungherese qualsiasi), alle istanze neogolpiste e autoritarie della Turchia, le tentazioni fondamentaliste provenienti dal mondo arabo (portate avanti dai regimi dittatoriali di famiglie ricche di quei Paesi), alle tentazioni di economia “alla spagnola” in cui l’alto grado di corruzione e l’affarismo della chiesa cattolica irriformabile vanno a braccetto con una ristrutturazione economica che esacerba il divario tra ricchi e poveri. E naturalmente c’è la grandeur à la française, e il tecnocraticismo bancario tedesco e così via… Insomma, l’Italia sembra sempre di più un altopiano spazzato dai venti più vari. L’élite ricca ha già messo in salvo i propri figli all’estero, si salvini chi può.

La borghesia italiana non sembra più in grado, in Italia, di avere più funzione di governo - l’ultimo tentativo di utilizzare la classe politica addestrata dal vecchio PCI è andato fallendo, se non altro perché quella classe politica è invecchiata e non ha lasciato eredi, e nel frattempo l’innovazione tecnologica è andata avanti e quella vecchia classe politica non è stata capace di comprenderla.

Le classi subalterne non possono che esprimere il proprio malessere, senza possibilità alcuna di essere soggetto né oggetto di cambiamento. Hanno appoggiato i partiti “anti-sistema”: prima Berlusconi, poi via via i diversi partiti e “movimenti” che si sono presentati all’orizzonte. Ma è un gioco che non potrà durare a lungo, prima o poi persino loro si accorgeranno della menzogna in atto. Si esprime la paura attraverso l’odio nei confronti dell’ “altro”, il negro che viene dall’Africa e dall’esterno del Paese. Utili paure facilmente manovrabili dai furbi partiti che non hanno alcuna idea di cosa fare, in realtà, in campo economico e politico per tirarci fuori dai guai. Se vogliamo tirarci fuori dai guai l’unica cosa certa è che certamente non saranno loro a poterlo fare, non è da loro che possiamo trovare una soluzione o un aiuto. In qualche modo qualcosa dovremo comunque farla.

(Negli ultimi due decenni abbiamo visto attorno a noi come un qualsiasi Paese possa essere fatto a pezzi con facilità. Basta l’azione convergente di servizi segreti, fornitura di droga e armi e pagare un paio di signori della guerra. Le guerre localizzate, abbiamo visto, convengono a troppi perché non si facciano. E in questo momento l’Italia è particolarmente vulnerabile).



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