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Un Lupo tra incomunicabilità e tragedia

"Lupo" è una produzione Zò centro Culture Contemporanee di Catania. Sul palco Lupo è interpretato dallo stesso autore Carmelo Vassallo, Cocimo da Biagio Guerrera.
di Tano Rizza - mercoledì 26 maggio 2004 - 6322 letture

Cocimo si affaccia alla finestra del suo balcone in una notte eccezionalmente stellata. Ci vuol raccontare, sottovoce, la verita, "quella vera" come dice lui, di un’estate di quindici anni prima. Una stagione calda di gioco e divertimento passata tra i vicoli e le strade del quartiere popolare "S.Cristoforo" di Catania e finita drammaticamente nel lutto.

Cocimo è in vestaglia bianca, quella di sua madre con cui divide tutto dalla nascita, in piedi sul balcone a parlarci di quell’estate da quindicenne. Adesso ha trent’anni, tanti quanti ne aveva Lupo all’epoca dei fatti narrati.

Con Lupo ha diviso le gioie dei suoi quindici anni, un’amico di quartiere con cui amava giocare a calcetto, fare infiniti giri in vespa ed andare a mangiare la carne di cavallo. Un legame nato come tanti per interessi e svaghi in comune. Lupo per il ragazzo rappresenta una sorta di fratello maggiore dispensatore di consigli di vita e dal quale farsi difendere dai bulli del quartiere malfamato. Un’estate intensa che lega i due in modo forte. Cocimo si attacca fortemente a Lupo il suo legame da semplice si trasforma in ossessivo, quasi morboso. Il ragazzino si accorge di essere quasi dipendente dalla figura carismatica di Lupo, se lo sogna la notte, la sua voce gli rimbalza nel cervello ad ogni ora del giorno. Cocimo è confuso da queste sensazioni e cerca di combatterle, inutilmente.

Il rapporto del giovane nei confronti dell’amico più grande diviene sempre più ossesionante, fino ad arrivare ad un triste e doloroso delirio criminale che porta Cocimo ad accoltellare a morte Lupo.

"Lupo" è metafora di tanti rapporti nascosti e contraddistinti dall’incapacità di comunicare in modo sincero. Cocimo respinge le sue emozioni ritenendole improprie in un rapporto d’amicizia, le nasconde anche al diretto interessato, Lupo, che diventa vittima inconsapevole e passiva dei deliri ossesionati del ragazzo. Una storia ambientata nella periferia popolare catanese, ma che può essere tranquillamente trasbordata in qualsisi altra realtà del genere dove l’apparenza è più forte e radicata delle vere sensazioni.

Carmelo Vassallo, autore e regista di "Lupo" descrive cosi i suoi personaggi: "Lupo e Cocimo si parlano, ci parlano; parole segnate dall’incomunicabilità. Una favola oscura, avvinghiata la dialetto catanese stretto di musicalità fluida ed ipnotica, restituito dai due protagonisti con ritmi e gergalità diverse e complementari", continua l’autore catanese " Il testo organizza il dramma dolce e violento di due ragazzi di quartieri emarginati, ululanti di rabbia e di dolore ad una città che non ha interesse ad ascoltarli".

"Lupo" è una produzione Zò centro Culture Contemporanee di Catania. Sul palco Lupo è interpretato dallo stesso autore, Cocimo da Biagio Guerrera.

In Scena a Catania grazie al ciclo di "Nuovoteatro" del cartellone del Teatro Stabile ospitato dalla Sala Musco in Via Umberto.


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Un Lupo tra incomunicabilità e tragedia
9 maggio 2007, di : sara barberis

vorrei contattare carmelo vassallo. Potrei avere il suo indirizzo? grazie, Sara Barberis
Un Lupo tra incomunicabilità e tragedia
25 marzo 2008, di : David M. Zurbuchen |||||| Sito Web: Un Lupo tra incomunicabilità e tragedia

Cerco l’indirizzo privato e la posta eletronica di Carmelo Vasallo.

Distinti saluti

David M. Zurbuchen

david.m.zurbuchen@teatro-paravento.ch