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Ultima Generazione: blocco del Grande Raccordo Anulare a Roma

Nella mattina del 7 novembre 2022 una decina di cittadine e cittadini del gruppo Ultima Generazione ha bloccato nuovamente il traffico del Grande Raccordo Anulare

di Redazione - mercoledì 9 novembre 2022 - 1544 letture

Nella mattina del 7 novembre 2022 una decina di cittadine e cittadini del gruppo Ultima Generazione ha bloccato nuovamente il traffico del Grande Raccordo Anulare, nei pressi dell’uscita 1. Scesi in strada alle 8:25, si sono seduti sull’asfalto reggendo lunghi striscioni con scritto “NO GAS NO CARBONE”.

Negli stessi istanti una delle persone presenti ha imbrattato con una bomboletta spray il manto stradale e la parete della galleria a pochi metri di distanza del blocco, riprendendo lo slogan degli striscioni. Alle 8:50 sono intervenute le Forze dell’Ordine, che hanno allontanato gli attivisti dalla carreggiata e ripristinato il flusso regolare del traffico.

“È necessario un patto intergenerazionale fra tutte e tutti per fare passare un messaggio chiaro sull’esigenza di un azione inclusiva e trasversale per risolvere la crisi sociale ed ecologica in atto”. Così ha dichiarato sul posto Claudio, 56 anni, ingegnere energetico e docente.

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Roma - Blocco del Grande Raccordo Anulare, 7 novembre 2022

Cop27, Italia ed Egitto legati dal fossile

Nel frattempo in Egitto, a Sharm El-Sheikh ieri, 6 novembre, ha avuto inizio la XXVII conferenza delle parti. Mentre la società civile è mantenuta distante e al di fuori dello spazio di discussione della Cop, oggi, nel corso della seconda giornata, prenderà la parola anche la premier italiana. Meloni terrà questo pomeriggio il suo intervento, segnando così la prima presenza di un presidente del Consiglio italiano a una conferenza delle parti dal 2016. Ricordiamo come l’Egitto e l’Italia si trovino attualmente ad avere forti legami di affari nel settore fossile, stretti anche per mano di banche e di assicuratori pubblici italiani, come Intesa Sanpaolo e SACE. In aggiunta, nello specifico, Il Cairo rappresenta una delle fonti principali di approvvigionamento di gas di Eni in Italia.

In direzione opposta alla partecipazione all’incontro internazionale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, oltre agli affari con l’Egitto, va anche la recentissima approvazione del Decreto sblocca-trivelle, tra i primi provvedimenti presi da Meloni.

Risulta miope la risoluzione ad autorizzare nuove trivellazioni nell’Adriatico, vista l’esiguità delle riserve italiane di gas. Con il metano disponibile nei nostri mari copriremo il nostro fabbisogno energetico per meno di due anni, dopo i quali non avremo più gas per sempre. Si aggiunga come, se anche le autorizzazioni partissero oggi, non saremmo comunque in grado di utilizzare i combustibili prima di molti mesi.

“L’impossibilità di rispettare gli accordi di Parigi e di rimanere entro un aumento di temperatura di 1.5°C è stata ormai confermata dall’ultimo report della commissione delle Nazioni Unite per il cambiamento climatico. Domandiamo l’interruzione di finanziamenti per progetti di energia da fonti fossili, per intervenire invece immediatamente sull’installazione, sull’efficientamento e su ricerca e sviluppo delle tecnologie per la produzione di energie rinnovabili”, dichiarano gli attivisti.

Le richieste del movimento sono:

- interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale;

- procedere a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20 GW nell’anno corrente, e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell’industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili.


Questo articolo è stato pubblicato dal circuito Pressenza.



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