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Ucraina: nasce la Repubblica della Russia dei Carpazi

Si apre un nuovo focolaio di tensione nel risiko ucraino
di Emanuele G. - martedì 23 settembre 2014 - 2009 letture

Si intravedeva una soluzione alla crisi ucraina grazie alla firma avvenuta qualche giorno fa del c.d. "Memorandum di Minsk" quando giunge una notizia che immette nuove tensioni in uno scenario già gravamente compromesso.

Da lanci di agenzia giunti dall’Ucraina avrebbe dichiarato l’indipendenza la Rutenia Subcarpatica (oblast di Zakarpattya). Si tratta di una regione dell’Ucraina che si trova al centro di un impressionante sistema di confini. La Rutenia Subcarpatica è, infatti, un cuneo che si insinua in un territorio contraddistinto dai territori nazionali della Slovacchia, Ungheria, Romania e Polonia.

Prima di dare maggiori informazioni al riguardo della Rutenia Subcarpatica vorrei fare tre puntualizzazioni.

Per ruteni si intendevano nelle lingue slave e finniche gli svedesi. L’esatta etimologia dovrebbe risiedere nel norreno "roôs" o "roths".

Secondariamente, si è indicato con il termine ruteni tutte quelle popolazioni slave e di origine vichinga che abitano una fascia di territorio compresa fra la Polonia, la Bielorrusia, l’Ucraina, la Russia e il nord della Slovacchia.

Infine, il termine Rutenia si ricollega al prima entità statale russa. Cioé a quel Rus’ di Kiev sorto verso il IX° secolo dopo Cristo.

Ritornando al tema dell’articolo facciamo un breve excusus sulla storia di questa regione nel corso del Novecento.

Fino al 1918 la Rutenia Subcarpatica faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico. A seguito del Trattato di Trianon la regione che aveva nella città di Uzhgorod il proprio centro urbano più importante passo all’appena costituita Repubblica della Cecoslovacchia. Il 15 marzo del 1939 si dichiarò indipendente con il nome di Repubblica dell’Ucraina Carpatica (in russo Podkarpatská Rus) avendo come Presidente della Repubblica il reverendo Augustin Vološin. Scoppiata la Seconda Guerra Mondiale l’Ungheria alleata della Germania nazista annesse la Rutenia Subcarpatica. Furono anni di repressioni violenti e sanguinarie. Il 90 % degli ebrei ivi residenti non fecero ritorno dai campi di concentramento nazisti. Nel 1944 arrivò l’Armata Rossa che liberò quei territori anettendoli all’Unione Sovietica. A seguito dell’indipendenza dell’Ucraina da Mosca, siamo nel 1990, la Rutenia Subcarpatica fu annessa a Kiev.

Dal punto di vista etnico la Rutenia Subcarpatica è un puzzle davvero impressionante di popoli. In base all’ultimo censimento del 2001, la sua popolazione è composta come segue:

- ucraini = 1.010.100 (80,5%)

- ungheresi = 151.500 (12,1%)

- romeni = 32.100 (2,6%)

- russi = 31.000 (2,5%)

- rom = 14.000 (1,1%)

- slovacchi = 5.600 (0,5%)

- tedeschi = 3.500 (0,3%)

Una piccola parte (10.000 persone circa, 0,8% della popolazione) si dichiara rutena. Lo status di tale minoranza è stato riconosciuto dal Consiglio dell’oblast di Zakarpattya solo nel 2007. I ruteni parlano la lingua rutena, imparentata con l’ucraino e diffusa in tutto il territorio della Rutenia Subcarpatica.

Nel giro degli ultimi cento anni è diminuita drasticamente la presenza tedesca e ungherese (che nel 1880 misurava rispettivamente l’8% e il 26%) a favore di quella rutena/ucraina, così come quella russa che, pur essendo sorta in epoca posteriore, ammontava a 4% della popolazione nel 1989.

Ora abbiamo la Repubblica della Russia dei Carpazi.

Il leader della popolazione rutena (russina), che si è auto nominato Primo Ministro della Repubblica della Russia dei Carpazi, Petr Getzko, in un’intervista al quotidiano russo “Izvestia” ha dichiarato di aver inoltrato la petizione al Parlamento ungherese chiedendo di riconoscere lo stato. Getzko si è detto fiducioso nell’esito positivo della sua richiesta poiché nel 1991 è gia stato condotto un referendum tra la popolazione locale che ha sancito, a stragrande maggioranza, il ripristino dell’entità statale denominata Repubblica della Russia dei Carpazi.

Però c’è un problema. L’Ungheria ha riconosciuto l’indipendenza della Crimea e vuole annettersi proprio la Rutenia Subcarpatica o Repubblica della Russia dei Carpazi. Un futuro scenario per due tipi di guerre: uno classico ovverossia la guerra fra l’Ucraina e l’Ungheria ed un altro da guerra civile? Certo che questa notizia non depone certo alla pacificazione dell’area.

Nodo strategico per i rifornimenti energetici all’Europa.

C’è un dato preoccupante. Un quinto del gasdotto che trasporta dall’Ucraina il gas metano verso l’Europa passa proprio dalla Rutenia Subcarpatica. A Bruxelles si ha contezza di questo particolare? Inoltre partono le tre ramificazioni di approvvigionamento di gas metano per Slovacchia, Ungheria e Romania. Non solo la Rutenia Subcarpatica si trova al centro di innumerevoli confini stali, ma è uno dei punti di snodo fondamentali per i rifornimenti energetici dell’Europa. Qualcuno ha delle idee concrete per risolvere una situazione che rischia di incancrenirsi con effetti molto pericolosi.

Tutto ciò dimostra l’estrema imperizia con cui l’Unione Europa ha fino ad oggi affrontato la crisi ucraina. Il problema non è dare appoggio al Presidente Poroshenko. Non è così. Piuttosto va salvaguardata l’integrità dell’Ucraina salvaguardando le precipue caratteristiche storiche dei vari oblast (in russo/ucraino regioni) che costituiscono l’asset istituzionale della Repubblica di Ucraina.

Ma attenzione non si deve applicare "il metodo Jugoslavia" allorquando tutti si precipitarono a dare patenti di riconoscimento alle nascenti entità statali nate dal dissolvimento della Jugoslavia titina. Ciò farebbe disinbtegrare in mille particolarismi regionali l’Ucraina. La soluzione è a mio avviso un’Ucraina che deve avere un assetto istituzionale simile alla Svizzera. Ossia un federalismo territoriale molto accentuato che ha bisogno di un certo grado di centralismo statale per esplicitare meglio le sue precipue caratteristiche.

Se si va in quella direzione la questione ucraina può trovare una soluzione equa e condivisa. Se no il fantasma della Jugoslavia è sempre lì a ricordarci che il passo per peggiorare la situazione è molto più vicino di quanto lo si creda. Ma l’Europa la smetta di fare il tifo per una delle parti e dia un orientamento d’assieme che permetta all’Ucraina di ritornare ad essere uno stato fondamentale per l’Europa dei prossimi anni.


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