Eccoci qui di nuovo: all’indomani delle elezioni presidenziali ucraine, che tutti aspettavamo, siamo ripartiti da Ieri.
In una delle prime dichiarazioni, il nuovo presidente eletto Yanukovich ha dichiarato di voler le dimissioni di Timoshenko come Primo Ministro.
A questo punto, domani, saranno possibili 3 scenari:
1) Accordo parlamentare fra il Partito delle Regioni del neo-presidente e il Blocco politico di Timoshenko; molto difficile da realizzare ma, oramai, in questo Paese, ho capito che non bisogna dare mai niente di scontato;
2) Accordo parlamentare fra il Partito delle Regioni, Comunisti e altri partiti (ex) arancioni;
3) Nuove elezioni parlamentari per la formazione di una nuova coalizione;
Le prime due soluzioni richiederanno, prima di raggiungere un accordo, altri mesi interminabili di consultazioni, tribune politiche, dibattiti, ricatti, accordi sottobanco e scambi di favore.
L’ultima soluzione sembrerebbe la migliore, ma richiederebbe un’altra infinita campagna elettorale, altri soldi spesi in elezioni, altre enormi quantità di capitale incanalate nella promozione elettorale (invece che nell’economia reale); insomma si cadrebbe ancora di più nel baratro.
Vedremo gli sviluppi di queste vicende nei prossimi mesi (purtroppo non si parla di giorni o di settimane), sperando che, nel mentre, l’Ucraina non peggiori la sua situazione finanziaria, salvata qualche mese fa (non si sa per quanto tempo) grazie agli aiuti internazionali.
Ieri eravamo fiduciosi di una guida forte dopo le elezioni, Oggi stiamo riponendo le nostre speranze in un Domani che potrà essere ancora molto lontano.