Già una volta ho parlato di Bandera, raccontando la sua storia, i suoi lati oscuri ma anche i meriti che ha avuto, secondo alcuni storici ucraini.
Si tratta del leader della Ukrainska Povstanska Armia, che nella seconda guerra inizialmente si alleò con i nazisti per combattere il regime comunista, ma in un secondo momento, avendo realizzato che ai tedeschi poco importava di accogliere le richieste degli ucraini, ha incominciato a guerreggiare anche contro l’invasore.
Pochi giorni fa, il presidente Yushenko, nazionalista liberale, che non essendo stato ammesso al secondo turno delle elezioni è destinato a lasciare il posto al successore, ha avuto proprio una bella pensata: la nomina di Bandera come Eroe Nazionale.
In pratica si tratta di una piccola bombetta messa sotto la poltrona su cui non si dovrà più sedere.
E’ in questi momenti che si capisce l’autorevolezza dei politici: nella capacità di togliersi dalle palle con stile. Non si tratta però di questo caso, purtroppo.
Non che sia contrario a priori al fatto che Bandera possa essere chiamato Eroe: per alcuni lo è stato, per i comunisti convinti no. Diciamo che se non si fosse alleato con Hitler probabilmente avrebbe una via a lui intitolata in ogni città, ma così non è stato; le persone devono essere giudicate solo per i loro atti e non in base alla leggenda che gli si costruisce attorno.
Io sinceramente lo farei rientrare nella modesta categoria dei guerrieri, che in tempi bellici hanno dovuto fare una scelta; ma siamo sicuri che in quel periodo, in Ucraina, Paese che era stato colonizzato per anni e che aveva subito il genocidio di milioni di persone da parte dei sovietici, la scelta germanica possa essere considerata così assurda?
L’ultima domanda che mi resta è questa: che cosa direbbero i soldati caduti, da una parte e dall’altra, su questi politici e oligarchi ucraini, a cui piace giocare con la memoria della gente e ad attizzare i focolai per un proprio tornaconto?