Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Guerre Globali |

Twin Towers


Secondo fonti facilmente consultabili, le vittime di quel lontano 11 settembre furono 2.752, di cui 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti.
martedì 30 agosto 2011, di Piero Buscemi - 329 letture

Senza risparmio di energie e senza esclusione del più innocuo particolare, il lavoro della propaganda organizzata per le celebrazioni del decennale del crollo delle Torri Gemelle, che in più parti del mondo sta mobilitando milioni di persone, a ricordo di quella tragedia.

Si potrà scegliere di andare a New York al Memorial, uno spazio immenso a Lower Manhattan, allestito sul sito che occupava il World Trade Center, visitabile dal 12 settembre, e che vedrà la nascita del 9/11 Museum che sarà inaugurato il prossimo anno.

In alternativa, si potrà assistere al concerto di Ennio Morricone a Gubbio, per commemorare le vittime delle Torri, assistiti da Sant’Ubaldo, patrono della città e festeggiato lo stesso giorno. Oppure aderire alle iniziative del Movimento per la Pace, che ad Alife in provincia di Caserta, darà vita ad un evento culturale dove musica ed arte saranno gli elementi catalizzatori al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul concetto di pace e di non-violenza.

A sostenere il grande fermento commemorativo di questi giorni, ci saranno anche gli effetti speciali di Brian August, l’ideatore del progetto 110 Stories che sfruttando la tecnologia iPhone, consentirà agli appassionati di poter vedere una ricostruzione virtuale delle Torri Gemelle, puntando il proprio iPhone sul Ground Zero ed ammirare per magia quanto la stoltezza e l’ipocrisia dell’uomo hanno distrutto. Brian August sta portando avanti anche il progetto dell’istallazione di 110 sagome delle torri da piazzare in vari angoli strategici di New York. Un progetto che troverebbe l’unico ostacolo per la sua realizzazione, nel costo di 25.000 dollari che, sembrerebbe, l’ideatore non ha a disposizione.

Ma l’attrazione principale sarà sicuramente il film-documentario di Paul McCartney, The love we make, con il quale la star inglese racconterà sotto la regia di Albert Maysles, la sua personale esperienza dell’11 settembre, quando in partenza da New York, l’aereo sul quale viaggiava fu costretto a rientrare per motivi di sicurezza. Manovra, durante la quale, Paul vide l’attacco alle torri da una prospettiva diversa, rispetto a quella diffusa dalle televisioni di tutto il mondo.

Questa brutta esperienza porterà l’ex Beatles ad organizzare sei settimane dopo, il mega concerto che coinvolse moltissimi protagonisti della scena musicale internazionale e che passerà alla storia con il nome di Concert For New York City. Il film racchiude, utilizzando la tecnica del bianco e nero, la drammaticità di quei momenti, attraverso lo sguardo sconvolto di una pop-star.

Secondo fonti facilmente consultabili, le vittime di quel lontano 11 settembre furono 2.752, di cui 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti. Poi scoppiò la guerra, quella definita dal patriota Bush “Guerra al terrorismo”, iniziata contro l’Afghanistan e i Talebani, accusati dai servizi segreti americani, bene informati, di complicità e ospitalità dei terroristi.

Una guerra che non si è di fatto, mai conclusa. Avviata il 7 ottobre 2001, giusto il tempo per organizzare la sproporzionata macchina da guerra statunitense, aveva come obbiettivo la cattura e l’uccisione di Osama Bin Laden, mente criminale del terrorismo internazionale. Finalità raggiunta il 1° maggio scorso e documentata con un altro film-documentario, realizzato al computer grazie alle testimonianze dei partecipanti all’operazione.

La guerra in Afghanistan ha viaggiato di pari passo, già dal 2003 con l’invasione dell’Iraq, altra operazione democratica che aveva, stavolta, lo scopo di liberare il popolo iracheno dal dittatore Saddam. Le due guerre, senza interruzioni di sorta, stanno proseguendo il loro corso storico, anche dopo la cattura del dittatore iracheno e la sua conseguente esecuzione capitale.

Anche qui vogliamo soffermarci sulle cifre. Esaminando solo i dati riferiti ai civili morti in Afghanistan dall’inizio dei combattimenti, una recente stima conterebbe tra le 14.000 e i 34.000 vittime. Se consideriamo, invece, la guerra in Iraq ha già prodotto circa 1.000.000 (un milione!) di vittime tra i civili, ma il conteggio stimato tiene conto sin dal primo intervento della coalizione Nato nel Golfo Persico il lontano 17 gennaio 1991.

Adesso, non rimane che aspettare che qualcuno dal nome altisonante dedichi loro un giorno commemorativo, sapendo che quelli sopra riportati, saranno sempre numeri stimati per difetto. O magari, prepararci a qualche concerto-evento organizzato per ricordare le vittime tra civili e militari, di questa faida senza fine. Ma su questa eventualità, permetteteci di riservarci qualche dubbio.

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.