Sei all'interno di >> GiroBlog | L’Uomo Malpensante |

Tutti contro l’Europa unita

Pubblicato il 17 dicembre 2015 sul blog di Vision

di Emanuele G. - giovedì 17 dicembre 2015 - 3762 letture

Sta per finire un anno “terribile” per il nostro continente.

Troppi avvenimenti sembrano delineare un attacco (programmato?) contro l’Europa e l’Unione Europea. Cerchiamo di ricapitolare alcuni fatti. L’avanzata di movimenti di estrema destra o populisti hanno avuto lo scopo di far esplodere le ragioni che ci dividono rispetto a quelle che ci uniscono.

E’ un fenomeno da non sottostimare poiché tale “vague” anti-europeista è un fiume carsico autore di una lenta quanto inesorabile corrosione del tessuto connettivo europeo. Spesso i fenomeni più pericolosi sono quelli di cui non si ha una percezione immediata. Anche l’afflusso di migranti ha dimostrato quanto sia fragile l’unità europea.

Le decisioni dell’Unione Europea in tal senso appaiono prive di potere reale. Il risultato è che gli stati membri dell’Unione Europea vanno in ordine sparso lanciando, nel contempo, al mondo intero un messaggio non proprio positivo in riferimento all’Europa. I rapporti fra gli stati membri e Bruxelles danno l’impressione di scaturire da tensioni piuttosto che da un reale coordinamento.

La minaccia del terrorismo, altresì, ha rappresentato un altro serio campanello di allarme. Possibile che l’unica risposta effettiva dell’intera Europa sia quella di sospendere i diritti dell’uomo. Così facendo l’Europa diventa soggetto passivo rispetto alla lotta contro il terrorismo di marca jihadista. Qui l’Europa rischia molto. Il c.d. “faro della civiltà” non può diventare un’immensa caserma. Si risponde al terrorismo con una strategia di ampio respiro. Oppure l’incapacità dell’Europa deriva dal fatto che ha troppi sensi di colpa da espiare in relazione ai popoli arabi e islamici?

Il nostro continente è in crisi perché un euro vicino alla parità con il dollaro americano rappresenta un mortale pericolo per quest’ultima divisa nazionale. Più si apprezza l’euro nei confronti del dollaro maggiore è la presenza sul proscenio internazionale dell’economia europea. Il che non è molto apprezzato dagli Stati Uniti d’America che vedono nel loro dollaro un’incredibile arma per continuare nella loro supremazia globale.

Infine, se ci fate caso, c’è un “fil rouge” che lega certi discorsi di candidati repubblicani alla presidenza degli Stati Uniti d’America con i movimenti di estrema destra/populisti europei, la Russia e i terroristi jihadisti. Questo “fil rouge” è un racconto contro una reale unità del nostro continente. Un’Europa unita nel senso di condivisione di popoli e non di inutili regolamenti comunitari assurge a modello planetario che va fermato ad ogni costo.

Un’Europa unita diventa l’argine definitivo a racconti il cui registro fa rima con divisione, interessi di parte, sopraffazione e potere illimitato. Da qui la necessità di un’Europa unita. Unita da un diffuso senso di condivisione. Unita in maniera speculare ai valori fondanti della medesima. Unita come grado di operatività rispetto alle problematiche presenti nell’agenda internazionale. Proprio per quanto detto poc’anzi l’Europa deve finalmente essere un soggetto geopolitico attivo. Ovverossia non deve fungere da mero reagente a input esterni. Ecco il “quid”: arrivare prima degli altri perché gli altri contano sulla nostra lentezza per imporci le loro scelte. C’è davvero più bisogno di Europa. Di un’Europa che faccia rima con persone e popoli. Che unità europea esiste quando essa è dipendente da astruse direttive e da farraginosi processi decisionali? L’Europa è un valore, non un prodotto.

Link diretto all’articolo pubblicato sul blog di Vision


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -