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Turismo aretuseo


Percorso cultural-archeologico di fine inverno, nella provincia di Siracusa.
mercoledì 22 febbraio 2017 , Inviato da Piero Buscemi - 1274 letture

L’argomento di questo articolo doveva essere monopolizzato dalla mostra "From Oxford to Siracusa", ospitata nella Sala Caravaggio, nel pieno cuore artistico di Ortigia, a Siracusa. Almeno, rientrava nelle nostre intenzioni poter ammirare e recensire i dodici reperti archeologici recuperati in Sicilia, ma ospitati dal museo di Oxford ed, eccezionalmente, visitabili presso il palazzo della Soprintendenza fino al 31 marzo.

Consultando le informazioni, reperibili su internet, abbiamo appreso quanto segue: L’esposizione è allestita presso la Sala Caravaggio della soprintendenza, in Piazza Duomo 14 sull’isola di Ortigia a Siracusa. La mostra prevede il seguente calendario di apertura: nelle giornate di lunedì, venerdì e sabato apertura solo di mattina dalle ore 9 alle 13, mentre nelle giornate di martedì, mercoledì, giovedì, domenica e festivi orario continuato dalle 9 alle 19. L’accesso all’esposizione dei reperti archeologici è gratuito fino al 31 marzo 2017.

Informazioni più che sufficienti per organizzare una visita accurata. Abbiamo scelto domenica 19 febbraio, approfittando di un periodo dell’anno non eccessivamente affollato e confidando in un clima non particolarmente freddo. Come premesso ad inizio articolo, il nostro intento è stato tradito dalla sorpresa di ritrovarci davanti al portone del palazzo chiuso, nonostante la locandina in bella mostra affissa su una delle finestre, ribadiva gli orari presenti su internet. Cosa ancora più emblematica, il poster raffigurante il dipinto classico che avremmo potuto ammirare in uno degli oggetti esposti, non conteneva alcun numero di telefono da utilizzare per chiedere spiegazioni.

Ci siamo, quindi, spostati nella vicina Chiesa di Santa Lucia alla Badia che, come è noto, ospita il Seppellimento di Santa Lucia che il Caravaggio realizzò nel 1608. Fiduciosi che qualcuno potesse darci qualche informazione sulla mostra, motivo della nostra visita a Siracusa, ci hanno accolto tre "inservienti", non riusciamo a coniare un termine diverso, che alle nostre richieste, hanno palesato una totale ignoranza sulla mostra, ignorando completamente quale fosse il palazzo della Sovrintendenza e la sua Sala Caravaggio, ironizzando su un ipotetico malinteso da parte nostra che avremmo confuso il quadro con la sala.

Non ci siamo persi d’animo e, convinti di non dover sprecare la nostra giornata culturale, abbiamo seguito le indicazioni che segnalavano il Palazzo Montalto, presenti in Piazza Archimede. Lo spettacolo, che si è mostrato ai nostri occhi, è stato ancor più destabilizzante. Che ci saremmo trovati davanti ad un altro portone chiuso, non ne abbiamo avuto alcun dubbio, ma l’amministrazione aretusea ci ha riservato il tocco creativo destinato ai turisti. Delle scritte in vernice rossa, proprio sotto le finestre bifore, caratteristiche del palazzo, hanno sporcato ulteriormente la nostra gita. Il massimo si è raggiunto nell’antistante cancellata che ospita i resti archeologici, risalenti al V secolo a.C., relativi ad una probabile fornace che, a parte l’assoluta incuria riscontrabile con sterpaglie varie a ricoprire il sito e la latitanza di qualsiasi stele esplicativa, è oggi un ricettacolo di spazzatura varia, con prevalenza di bottiglie di birra e lattine.

Vogliamo sorvolare sul nostro salto nella provincia, toccando la barocca Noto dove, ingenuamente, avremmo voluto visitare la Loggia dell’Antico Mercato, interdetto da un altro cancello chiuso, o magari, il nostro giro a Ferla dove, avendo a disposizione ben otto chiese, abbiamo inutilmente sperato di ammirarne l’interno di almeno una.

A sdrammatizzare la delusione, ci hanno pensato gli stessi siracusani, mai privi di autoironia e di sarcasmo, grazie ad un manifesto pseudo-elettorale che incoraggiava la cittadinanza a votare un particolare candidato, appartenente al folclore aretuseo. Lasciamo ai lettori qualsiasi considerazione, limitandoci ad aiutarli con qualche immagine e confortandoli con il tragico destino condiviso da molte località, non solo in Sicilia.

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Palazzo Montalto
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Ruderi greci
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Antico mercato Noto
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Ferla
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Candidato sindaco


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