Trivulu, malanova e scuntintizza

Trivulu, malanova e scuntintizza, meglio noti come Mariano, Manuelino e Oloffio, per arrivare in tempo nella capitale martoriata, viaggiarono tutta la notte...

di Deborah A. Simoncini - sabato 18 giugno 2022 - 1056 letture

Trivulu, malanova e scuntintizza, meglio noti come Mariano, Manuelino e Oloffio, per arrivare in tempo nella capitale martoriata, viaggiarono tutta la notte in un vagone letto blindato; i vetri oscurati, per la preoccupazione di attentati. Formavano una strana compagnia, ma nonostante le loro del tutto ovvie differenze, sotto molti aspetti si assomigliavano.

Appena usciti dalla stazione apparve loro uno sbarramento, con l’avviso di una deviazione verso una vecchia strada serpeggiante. Un battaglione li attendeva sull’attenti lungo la scalinata della basilica, presentò le armi, mentre una banda militare intonò l’inno europeo. Fu una grandiosa dimostrazione d’amicizia, per rinsaldare ulteriormente i loro rapporti, nell’interesse superiore della civiltà europea. Una grande folla si radunò “‘a chiazza ranni” e chiese a gran voce che si affacciassero dalla finestra del Palazzo Reale. Videro i nuovi arrivati e li omaggiarono come gli antenati originari, già proprietari di quella terra. Volevano esprimere il loro entusiasmo per la guerra e la fiducia che la loro guida avrebbe in qualche modo contribuito alla vittoria. A Mariano importava così tanto di essere chiaro che parlava a ritmo terribilmente lento e se faticava a trovare le parole giuste si correggeva continuamente, in particolare se gli pareva di essere stato anche solo un po’ impreciso. Disse ai due: “Facite a faccia feroce. Nessuna parola va pronunciata per caso o distrattamente. Il mio stile è lasciar parlare i fatti. L’ambizione di Vlad è pericolosa.” E pronunciò l’aggettivo sillabando pe-ri-co-lo-sa.” Alzò l’indice ammonitore della mano destra e strinse le labbra a fessura. “Rifiuto di dire di più. Dalla mafia che non ha ideologie, ma una cultura reazionaria e una religiosità superstiziosa, con la vocazione naturale di allearsi con i potenti di turno, ho imparato la cultura del silenzio e il saper tacere, anche se c’è chi dice che parlo troppo.” “Vlad ha compiuto il tradimento e va giudicato colpevole a priori. La sua azione va limitata, il suo pensiero sminuito. Gli darei una bella dose di olio di ricino che non solo nausea, ma provoca anche una incontrollabile e umiliante diarrea.” “Faremo divulgare un suo video intimo online ultimo regalo della Stasi e la sua reputazione ne uscirà massacrata. Lui potrà dire di essere fatto così e di non riuscire a frenare gli istinti e gli ormoni. Come al solito darà la responsabilità alla vittima, anche se il reato è solo suo. Affermerà che per sfilare i jeans altrui ci vuole la collaborazione di chi li porta. La gallina nera potrà mai fare un uovo bianco?” In ognuno di noi c’è una fragilità, una zona che sfugge al controllo. Mariano prese un biscotto e rifletté tra sé e sé.

Mentre mangiavano cianculiava e tra un bicchiere e l’altro finì a vastasata: “Chi dice che siamo solo tre mangiatori di spaghetti, rane e salsicce? A me piacciono i bucatini alla matriciana e la coda alla vaccinara … Crastuni, curnutu, vavusu e cascittuni … lo farò stare comu ‘na ficazzana.” Per Demetrio chiederò al tribunale internazionale la poena cullei: rinchiuso in un otre di cuoio assieme a una scimmia, un cane, un gallo e una vipera e poi sia gettato nel mare di Azov. Si sono rivolti a me don Mariano perché in passato ho svoltato, ricucito e rammendato abiti: congiunti e cuciti insieme pezzi di origine differente. Un artefice di abiti, corrispondenti a un determinato modello imposto dalle consuetudini e dalle necessità di chi doveva indossarli. Gli diede una pacca sulla spalla e gli intrecciò la mano sudaticcia. Invidio la tua vita che è più viva della mia. “Io vengo e discendo dalla famiglia Ajutamicristo, altro che mangiatore di ficazze e sosizzelli.” Manuelino che quando si muoveva pareva che i piedi non si staccassero mai da terra, gli ricordò quando da lavandaio puliva e ritingeva i vestimenta e si prendeva cura degli indumenti usati. Quando è cominciato tutto questo? Come siamo finiti qui? Mandò giù un corposo sorso di vino. “Bere un bicchiere di vino al giorno fa bene alla salute.”

Olaffio, figura mite e paterna, una sorta di anziano prete saggio, con la voce piena di finta meraviglia: “Non capisco niente di social media, ma sono curioso. Nella pura obbedienza c’è la fede che non si piega e non dà spiegazioni, niente dubbi, né discutere, né esitare. Nella trasgressione è il progetto ambizioso, l’amore impossibile, il giuramento incauto. La fede è esperienza unica, singolare e non generalizzabile. L’essere umano si deve fidare di Dio e lasciarsi guidare incondizionatamente dalla sua parola. Asmodeo uccideva i mariti che le venivano dati ...”

A Manuelino bastò il bicchierino da vino di vodka per ubriacarsi immediatamente, fino ad avere gli occhi annebbiati. Un tempo le sue dita tempestavano la tastiera automaticamente, ma in gioventù la frattura di un polso gli aveva stroncato la carriera di pianista. Invece che alla musica si era dedicato agli studi di medicina. Voleva capire come mai i maschi della sua famiglia morivano tutti in età relativamente giovane. “La produzione e il consumo alimentare influiscono sulla nostra salute, l’ambiente, l’economia e la società. La longevità è un segreto, un mistero che affascina la scienza. E’ possibile non invecchiare e dipende da noi. Il corpo va salvaguardato dai danni dell’invecchiamento cellulare, dalle infiammazioni e dalle debolezze immunitarie. Prevenire l’invecchiamento e permettere il rinnovamento biologico è una realtà. Ogni sette anni le cellule del nostro corpo si rinnovano tutte.” Le prime bombe cominciarono a cadere alla sei del mattino. I bombardieri scendevano in picchiata. L’attacco aereo interessò città e villaggi.

“Io non ho mai avuto nulla a che fare con l’esercito. Sono uomo di governo e allo stesso tempo un uomo del potere. Appartengo alla schiera dei nominati, dei prescelti, il sopraelevato per eccellenza, capace di cancellare i ricordi dei politici passati. In politica vanto una doppia competenza l’ho studiata e la faccio con passione. Vlad, sa tutto di tutti e in nome degli interessi superiori media interessi diversi, è abilissimo nel distribuire favori e posti di lavoro, esercita un vero monopolio del potere, affiancato da alleati occasionali. L’opposizione non è all’altezza e confonde la lotta politica con gli interventi giudiziari. Non abbiamo certezza alcuna di poter cogliere risultati stabili, coerenti e molto concreti nel breve termine. Una mobilitazione generale, consapevole, duratura e costante non c’è mai stata e non può esserci. Non basta una reazione puntuale, in alcuni casi eclatante. Ci vuole un’organizzazione più moderna e unitaria, disciplinata e gerarchica, con un vero e proprio esercito ben armato.”

Si intrattennero in un lungo e cordiale colloquio. Erano molto nervosi e non si sentivano completamente a proprio agio. L’astio covava ancora, seppure sotto la cenere, anche se le tensioni che avevano contrassegnato le loro relazioni erano ormai un ricordo lontano. Siglarono i protocolli e un patto d’alleanza per favorire il “partito della guerra resistente,” in piena sintonia e corrispondenza. “La guerra a fianco dell’Ucraina non deve farsi e non si farà: sarebbe un crimine e un’idiozia.” Il coraggio dei soldati va riconosciuto, ma la decisione del comando militare di persistere nella guerra, comporta il sacrificio vano di numerose vite ed è inutile. Ci muoveremo perché la torre di Ostankino, sede della televisione di Stato sia occupata, così come gli uffici del sindaco di Mosca. Mariano colse l’occasione per discutere su come fare e portare la pace. Temeva di essere trascinato in una guerra indesiderabile. Nei suoi occhi lo struggimento intenso della toska, il dolore dell’anima tipicamente russo. “Vlad è un pioniere: vede lontano nel futuro e poi lo realizza.”

Alla manifestazione di protesta seguì uno sciopero che determinò una situazione di grave disagio. L’operazione fu coordinata dal comandante in capo in persona. L’incarico si rivelò da subito complicato, nessuno voleva parlare con lui. Re-Nato-ly fu costretto a denudarsi, ammanettato con le mani dietro la schiena, trascinato nel corridoio lo colpirono brutalmente con calci e pugni alla schiena, alle gambe e ai testicoli. Ricevette una serie di schiaffi violenti impressi dall’alto verso il basso.

Ricordati che l’autorità esprime spesso e volentieri violenza sistematica e strumentale.


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