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Trialometani nell’acqua di casa: quale verità?


Le concentrazioni di trialometani in acqua superficiale superano solitamente le concentrazioni in acqua freatica. Ciò è dovuto alla variazione dei tipi di sostanze organiche nell’acqua.
giovedì 30 luglio 2009, di cirignotta - 2134 letture

Il nuovo trend della gestione delle acque pubbliche si chiama privatizzazione ed anche la provincia di Caltanissetta in Sicilia segue la scia attraverso una gestione privata chiamata “Caltaqua”.

Molte le novità, prima fra tutte le tariffe che oggi si attestano ad una media di euro 1,85 a m3, con l’incognita di un’erogazione discontinua e di una mancata potabilità dell’acqua.

Ma andiamo al sodo: prendendo in considerazione la qualità dell’acqua che esce dai rubinetti delle tante abitazioni della provincia, dove fra le sostanze nocive fanno capolino metalli pesanti quali ferro, mercurio, arsenico e vanadio, a cui vengono assommati i trialometani, composti organici derivati dal metano per sostituzione di tre atomi di idrogeno con tre atomi di cloro, usato normalmente come solvente ed in medicina anche come anestetico (cloroformio).

La sua neo formazione nelle acque simil potabili erogate nelle condutture è in relazione ad una reazione chimica dovuta al normale processo di disinfezione delle acque con ipoclorito di sodio. La concentrazione di trialometano in acqua superficiale d’estate supera la concentrazione presente d’inverno. Ciò è provocato dall’aumento della temperatura e del contenuto di materia organica dell’acqua.

Le concentrazioni di trialometani in acqua superficiale superano solitamente le concentrazioni in acqua freatica. Ciò è dovuto alla variazione dei tipi di sostanze organiche nell’acqua. La legge ammette la presenza massima di 30 micro grammi di trialometani in un litro di acqua, valore che viene costantemente superato nella rete in esame.

Tra gli effetti sulla salute si ricordano i rischi di morte intrauterina come scaturito da uno studio dei ricercatori della Dalhousie University ad Halifax e la produzione anche di alcuni sottoprodotti chiamati acidi alogenici che sono altamente cancerogeni, sono stati evidenziati anche danni al fegato ai reni ed al sistema nervoso centrale.

Una situazione allarmante per la salute dei cittadini che si assomma a tante altre cause, silenti e nascoste di cui nessuno parla. Tra le soluzioni dei depuratori con filtri ai carboni attivi che riescono a trattenere i trialometani come succede anche nell’acquedotto di Baghdad attraverso l’impianto di Waterline. A questo punto chi difenderà la salute dei cittadini?

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