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Tregua natalizia a Catania? Manco a parlarne


Catania città aperta all’accoglienza? Con la manifestazione del 22 scorso, indetta da decine di associazioni antirazziste e che ha visto la partecipazione di oltre cento migranti, avevamo denunciato il crescente clima di violenza a cui sono sottoposti da settimane lungo Corso Sicilia...
domenica 27 dicembre 2009, di Alfonso Di Stefano - 379 letture

Alle ore 11,30 di stamattina ho avuto modo di assistere ad una brillante operazione di ordine pubblico: in corso Sicilia, angolo via Puccini, arriva una volante della Polizia di Stato, targata F6422, dalla quale scendono anche alcuni soldati dell’esercito, dopo pochi minuti arriva un furgone della Polizia Municipale, targato BH432VB, che posteggia sul marciapiede sotto il porticato. Subito c’è un fuggi fuggi dei migranti, i militari avanzano prendendo energicamente a calci i cartoni, sui quali gli ambulanti esponevano la loro mercanzia. Con la manifestazione del 22 scorso, indetta da decine di associazioni antirazziste e che ha visto la partecipazione di oltre cento migranti, avevamo denunciato il crescente clima di violenza e di abusi a cui sono sottoposti da settimane lungo Corso Sicilia e non solo.

Inoltre nel corso degli incontri tenutisi dopo la manifestazione del 22 con il presidente del Consiglio Comunale dott. Consoli e la rappresentante della Prefettura dott..essa Giuffrè, la delegazione dei rappresentanti delle associazioni antirazziste e degli ambulanti senegalesi hanno manifestato l’unanime disponibilità ad individuare percorsi di emersione dal lavoro irregolare, pur nella consapevolezza di un contesto di leggi liberticide, che rendono sempre più difficile la permanenza di chi è già regolare e sempre più facile l’espulsione di chi non è in regola con il permesso di soggiorno, ma non per questo deve perdere la dignità di persona ed il diritto a vivere.

I rappresentanti istituzionali ci hanno confermato che non si può agire in deroga alle leggi vigenti, dura lex sed lex; non entriamo nel merito della sadica disumanità delle nuove leggi razziali, ma uno stato forte con i deboli e debole con i forti che legittimità ha, se fra gli stessi tutori dell’ordine, come emerso da numerose testimonianze, ci sarebbe qualche vigile urbano che, quando requisisce merce contraffatta (a proposito, che si fa per perseguire chi la produce? Quasi sempre criminalità indigena), eccede e requisisce anche il resto della merce, oltre al denaro di presunta provenienza illecita, ma volte dimentica di rilasciare copia del verbale?

Certo la sicurezza dei catanesi dev’essere garantita non dalle bande di estortori o dalle cosche mafiose, che oramai controllano intere zone della città, ma da qualche posteggiatore abusivo, mendicante o pericoloso lavavetri.

Certo dobbiamo passare un Natale e delle Feste tranquille, incuranti che chi ci governa nazionalmente e localmente, nell’Italia delle leggi ad personam, anziché contribuire a combattere la povertà, alla faccia del cristianesimo, elabora ed applica acriticamente leggi che oggettivamente fanno la guerra ai poveri, perseguitando le vittime e lasciando impuniti i carnefici, come sta avvenendo con i criminali respingimenti dei migranti in Libia, quando scampano ai naufragi nel Mediterraneo.

Facciamo appello alla società civile e soprattutto ai mezzi di comunicazione a vigilare ed accendere i riflettori su queste ingiustizie ed a non soccombere all’indifferenza.

Buona Natale antirazzista

Ct 24/12/’09

Alfonso Di Stefano della Rete Antirazzista Catanese

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