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Tre...Monti: l’eterno italico trasformismo

Voltare pagina è l’imperativo di tutte le forze politiche. Ma chi dovrebbe voltarle? Le stesse forze politiche che hanno portato l’Italia allo sfascio?
di Adriano Todaro - martedì 15 novembre 2011 - 2067 letture

Da circa due giorni, Mario Monti è il nuovo presidente del Consiglio incaricato. Predestinato da mesi è giunto, quindi, a dirigere questo Paese scassato, ammaccato, violentato, depredato da una banda di cialtroni, incapaci e incompetenti, tutti tesi esclusivamente ai propri interessi di bottega, preoccupati soltanto di fare comparsate Tv, lontani dai problemi reali del Paese. E quando si parla di problemi è necessario non far assumere a questa parola qualcosa di evanescente, d’irreale. I problemi sono gli assassinii che avvengono nelle fabbriche, i licenziamenti, l’impossibilità, per giovani e "vecchi" di 45/50 anni di trovare lavoro. Problemi sono non poter disporre di un mutuo o di doverlo pagare anche se sei stato licenziato, non riuscire a tirare la fine del mese, non riuscire a sposarsi, non avere casa. I problemi sono "rubare" nei supermercati, rinunciare a comprare un libro o andare al cinema. I problemi sono essere costretti ad andare su una gru, in alto, per farsi notare, per far capire a tanti ciechi e sordi, quali sono i reali problemi del Paese. I problemi sono non avere più servizi sociali, pagarsi le medicine, avere la diminuzione dell’assegno del figlio disabile, essere sfrattati e non poter portare il figlio all’asilo perché costa troppo. I problemi sono avere una scuola dove manca tutto, dalla carta igienica alle insegnanti di sostegno, una scuola gestita da un’incompetente come Maria Stella Gelmini quella del tunnel fra Ginevra e il Gran Sasso sfiduciata dalla stessa Forza Italia che l’aveva fatta dimettere da presidente del Consiglio comunale di Desenzano del Garda. I problemi sono quando si muore perché piove da un giorno, per dissesto idrogeologico, per la speculazione urbanistica, per il taglio degli alberi, per gli incendi su ordinazione.

Ora, si dice, si cambia, si volta pagina. E per voltare questa pagina concorrono in tanti. Anche coloro che sino a due giorni fa sono stati i cantori del nuovo miracolo berlusconesco, sono stati gli esegeti di questo vecchio omino marrone e gonfio, a volte con una ridicola bandana, quelli che gridavano contro i magistrati e i "comunisti", contro la stampa, che ammiravano il grande condottiero che faceva le corna nei consessi esteri, che dava del kapò ad un socialista tedesco, che raccontava grevi barzellette sui disabili e sulle donne. Lui era così ma i suoi ruffiani, i suoi pennivendoli che insultavano la Costituzione ogni giorno, in Tv e sui giornali, non erano migliori. Non è passato molto tempo da quando si voleva abolire, per decreto, la festa di Liberazione, il 25 Aprile!

Sì, lui si è dimesso e siamo, naturalmente, contenti. Ma non si è dimesso il berlusconismo, questo virus che è penetrato negli italiani, che ha riportato a galla la parte più violenta e orrida degli italiani. Questo venditore di tappeti taroccati, ha fatto intendere, e ci è riuscito molto bene, che era possibile non pagare le tasse, avere l’impunità, non tenere conto delle leggi e della Costituzione. E tutto ciò si tramutava e si quantificava anche nelle piccole cose, nei piccoli gesti della vita di tutti i giorni. L’ostentazione dei Suv in terza fila, gli escrementi dei cani disseminati dappertutto e non raccolti, il viso lampadato, il parlare sboccato, l’odio per la cultura, i gay, gli stranieri, i "diversi" in genere.

E’ questo il cancro che è stato inoculato negli italiani ed è questo che bisognerà combattere. Lo potrà fare Mario Monti? Potrà Mario Monti raddrizzare l’economia del nostro Paese e farci uscire dallo spettro del fallimento? Nessuno può rispondere con certezza a queste domande e coloro che lo fanno sono poco seri. L’unica cosa che possiamo fare sono delle considerazioni senza dimenticare un dato importantissimo: Berlusconi cade non per motivi politici, non perché l’opposizione in questi anni non gli ha dato tregua, ma perché così hanno voluto le banche internazionali, la grande finanza. Ormai, per loro, Berlusconi era cotto, non serviva più e quindi bisognava rimuoverlo.

Questa è una realtà difficilmente confutabile. Questa è la prima sconfitta della politica. E questa è la sconfitta delle forze cosiddette di sinistra. Anche loro hanno creduto nel "bauscia" brianzolo, l’hanno protetto e coccolato dalla Bicamerale a qualche mese fa. Lo hanno vezzeggiato, hanno fatto campagne elettorali senza neppure nominare "il principale esponente dello schieramento avverso", hanno considerato le sue aziende "un patrimonio per il Paese", si sono astenuti su leggi importantissime, non gli hanno fatto pagare per le sue Tv e non hanno detto basta alla violenza del conflitto d’interesse. C’è stato un momento, non dimentichiamolo, che anche i rozzi leghisti, quelli che vorrebbero sparare agli immigrati, sono stati definiti "costola" del movimento operaio. Berlusconi era ineleggibile, ma la sinistra (la chiamiamo così per comodità), nella Giunta delle elezioni ha detto sì alla sua elezione e gli ha garantito che non avrebbe toccato le sue Tv (Violante).

E anche la sinistra, in questi anni, ha partecipato ai riti del berlusconismo. Le poltroncine bianche di Vespa erano e sono ambiti da tutti, da Bertinotti a D’Alema. Anche loro hanno cantato in Tv, si sono sbattuti le torte in faccia, hanno cucinato il risotto, hanno pianto, pubblicamente, per aver ritrovato la loro "tata", hanno gridato facendo finta di litigare per poi ritrovarsi alla buvette della Camera o nelle feste del generone romano, tutti assieme, a rimpinzarsi di cibo. Anche loro hanno voluto le province inutili, si sono lamentati di come venivano trattati in Tv, ma poi il presidente era uno di loro, quel Claudio Petruccioli che dopo aver dato prove negative all’Unità, era stato premiato con la direzione della Rai. Anche loro se la sono presa con Lorenza Lei, ma poi, in Vigilanza, i loro commissari hanno votato a favore della sua nomina. Anche loro, duole dirlo, sono restati invischiati in affari poco chiari da Penati in su.

E’ stata questa la narrazione di questi 17 anni. Ora bisogna voltare pagina. Lo dice soprattutto il presidente Napolitano che, in assenza di scogli a cui attaccarsi, è stato santificato sul campo. Lui, che ha firmato le più vergognose leggi a favore di Silvio Berlusconi.

Monti dovrebbe tagliare i privilegi della politica (abbiamo in Italia 72 mila auto blu), tagliare le spese militari, abolire il regalo che ha fatto il governo a quelli dello "scudo fiscale", colpire gli evasori e chi ha beneficiato dei condoni, tassare le rendite finanziarie. Riuscirà a fare questo? O meglio: avrà la possibilità di fare ciò?

Certo, qualcosa bisognerà farla. Ad esempio una patrimoniale, ma state certi che la studieranno piccola piccola per non disturbare troppo. D’altronde le leggi chi dovrà votarle in Parlamento se non le stesse persone che non le hanno mai volute? E così tutte le altre cose. L’importante è non andare a votare così da aver tempo per riposizionarsi per il futuro e guadagnarsi il sudato vitalizio. E la legge elettorale? Il porcellum è andato bene a tutti. Potrebbero mai votare per una nuova legge che preveda la scelta dell’elettore e non delle segreterie politiche? Faranno il solito pateracchio, il solito pasticcio di marmellata.

Il "mercato" vince ancora pur con la caduta dell’uomo di Arcore. Alla Grecia un gruppo di persone che non sono mai state elette, hanno proibito di esprimersi democraticamente su un referendum. Da noi il cosiddetto governo tecnico impedisce le immediate elezioni, dà la possibilità alla destra di non essere in prima persona ad attuare la politica lacrime e sangue così da presentarsi alle prossime elezioni"vergini". Lo dimostra la Lega, responsabile quanto e più di Berlusconi dello sfascio del nostro Paese, che dichiara di stare all’opposizione nel tentativo di recuperare quanto meno il proprio elettorato.

Monti rassicurerà la finanza e i mercati. Rassicurerà che si può intervenire sulla liberalizzazione dei beni comuni, sui salari, sui diritti, sulle cosiddette Grandi opere. Garantirà anche il pleonastico Tav che già ci costa 90 mila euro al giorno per vigilare il nulla, un buco. E lo farà perché tutti lo appoggiano. In fondo Berlusconi non è un ostacolo: a lui basta dargli un salvacondotto, garantirgli che non andrà in galera e non toccheranno le sue Tv, il suo portafogli. Tutto ciò fatto con classe, non come il rozzo precedente governo. Con Monti al governo non ci saranno più le escort, i bunga bunga, le barzellette sconce. Lui è persona seria, ha uno stile compassato, è certamente più intelligente dell’omino marrone. Buona cosa, certo. Ma chi pagherà il conto?

Mario Monti è espressione del capitale internazionale, ha lavorato nei settori finanziari più importanti e in Europa c’è andato per opera di Berlusconi. A chi taglierà i privilegi? E potrà tagliare i privilegi? A meno che si consideri un privilegio pagare un mutuo, andare in pensione, guadagnare 800/1.000 euro al mese, difendere il proprio territorio dalla speculazione. Ripristinerà l’Ici?

Vedremo come andrà. Comunque vada non penso proprio che i Della Valle, Montezemolo e compagnia pagheranno. E non pagheranno, per lo sfascio, neppure gioppini come Gasparri, Santanché, Cicchitto, Sacconi, Calderoli. Forse Tremonti tornerà nella sua amata Sondrio a fare il ragioniere e Frattini lo sciatore, ma state pur certi che tutti questi personaggi, ed altri ancora, cadranno in piedi e li ritroveremo nuovamente nei talk show ad indicare come si dovrebbe governare, con le ricette pronte nel taschino. "Non voterò il maxiemendamento anticrisi perché in questo Paese deve cominciare a pagare chi non l’ha mai fatto". Chi l’ha detto? Il rosso rifondarolo Ferrero? Qualcuno dei centri sociali? Qualcuno della Fiom o dei Cub?

No. La frase è stata pronunciata da Carlo Vizzini dopo 17 anni di onorata servitù al Cavaliere. Oggi passa con i socialisti di Nencini ma ha fatto parte del governo Andreotti, è stato ministro con Craxi, nel Psdi, inquisito per le tangenti Enimont, iscritto nel registro degli indagati dalla Dda di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra.

Lui, certamente, non ha mai pagato. Riuscirà Monti a fargli pagare qualcosa? Ho i miei dubbi anche perché nel nostro Paese vince sempre il trasformismo.


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