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Tratta dei minori: una macchia per l’intera umanità


Sono 1,2 milioni i minori di 18 anni vittime di tratta nel mondo. Il 30% di questi bambini hanno un’età che può variare generalmente dagli 8 ai 18 anni, ma la tratta arriva a coinvolgere anche neonati...
giovedì 22 settembre 2005, di Vincenzo Raimondo Greco - 2638 letture

Il commercio degli schiavi” cambia rotta e destinazione ma “continua ad esistere”. E’ quanto emerge da “La punta dell’iceberg”, un briefing diffuso da Save the Children.

La tratta di minori - dice Carlotta Sami Coordinatrice dei Programmi di Save the Children Italia -è un fenomeno in crescita e in continua evoluzione, una delle peggiori e attuali forme di riduzione in schiavitù”.

Sono 1,2 milioni i minori di 18 anni vittime di tratta nel mondo. Il 30% di questi bambini hanno un’età che può variare generalmente dagli 8 ai 18 anni, ma la tratta arriva a coinvolgere anche neonati venduti - con prezzi che possono variare dai 7.000 ai 15.000 euro - a scopo di adozione illegale. Bambini e adolescenti che vengono venduti o comprati; rapiti o adescati per essere poi utilizzati prevalentemente nell’industria del sesso e della prostituzione ma anche nell’accattonaggio; in attività illegali quali furti; nell’ambito delle adozioni illegali e del traffico di organi; in lavori irregolari.

Spesso sono sottoposti a violenze ed abusi perpetrati fin dall’inizio del viaggio verso i paesi di destinazione. “Le vittime, soprattutto quelle che vengono coinvolte nel giro della prostituzione, possono essere vendute più volte, come nel caso di una ragazza rumena di 15 anni messa in vendita ben 22 volte”.

Un reclutamento che avviene su base locale, nelle zone più povere e svantaggiate dei paesi di origine e secondo tecniche ripetitive e collaudate. Le vittime vengono attirate anche con annunci pubblicitari sui giornali, con false promesse di lavori che si annunciano interessanti come quello di ragazze “alla pari” o di baristi. Altri “specchietti per le allodole” sono gli annunci di matrimonio: la donna straniera viene sposata e poi costretta a prostituirsi.

Nel reclutamento delle giovani vittime - si legge nel rapporto dell’associazione - non è raro il coinvolgimento di genitori, parenti e amici. Il tutto viene gestito accuratamente da organizzazioni criminali molto ben strutturate ed efficienti”. Nulla è lasciato al caso o alla improvvisazione: esistono, infatti, ruoli precisi e divisioni di compiti: “c’è un reclutatore” che si occupa di individuare e adescare la vittima; la persona che si occupa di “organizzare il viaggio e procurare i documenti necessari”; il trasportatore e l’incaricato di ricevere e sfruttare il minore nel paese di destinazione. In Italia, luogo di transito e di destinazione, la tratta dei minori è strettamente legata allo sfruttamento sessuale anche se negli ultimi 10 anni si sono aggiunte altre forme di sfruttamento e abuso: l’accattonaggio, le adozioni illegali, attività di micro-criminalità, il lavoro minorile.

Albania, Moldavia, Romania, Ucraina, Russia, gli stati del Baltico, e la Nigeria sono le nazioni di provenienza della maggior parte delle giovani vittime: film pornografici, prostituzione, pedo-pornografia su Internet gli ambiti dello sfruttamento sessuale.

Un giro che, tra il 2001 ed il 2002, ha interessato circa 13.000 persone, con un’incidenza di minori del 5% circa. “Si tratta di cifre esigue rispetto ad un fenomeno che resta in gran parte sommerso”, spiega ancora Carlotta Sami che aggiunge: “una delle ragioni di ciò, valida soprattutto per il nostro paese, sta nel mancato riconoscimento dei minori vittime di tratta in quanto tali”.

Parrebbe un cavillo giuridico, una bazzecola amministrativa. Le conseguenze, invece, di una mancata legiferazione sono molto serie. “La legge - conclude la Sami - prevede per le vittime di tratta, uno speciale permesso di protezione sociale e dei percorsi di riabilitazione e reintegrazione mentre ai minori stranieri non accompagnati viene riconosciuto un semplice permesso di soggiorno per minore età”.

Come ovviare a questo buco normativo? Cinque i punti qualificanti, per Save the Children: “adottare politiche efficaci di protezione e reinserimento delle vittime di tratta; occuparsi anche di altre ed emergenti forme di sfruttamento; rendere più efficace l’intervento di contrasto da parte delle Forze dell’ordine e della Magistratura; proporre alle vittime percorsi di integrazione credibili, offrendo l’opportunità di restare regolarmente in Italia e di svolgere attività lavorative dignitose; adottare politiche di prevenzione nei paesi d’origine; creare politiche per l’immigrazione a livello nazionale e europeo che siano coerenti e non solo repressive ma volte al riconoscimento dei diritti dei migranti, adulti e minori”.


Girodivite.it/oltrenews.it

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