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Trappole per vespe e per buoni lettori

Trappole per vespe / Marco Dorati. - Sanremo : Edizioni Leucotea, 2019. - ISBN 978-88-94918-34-2
di Alessandra Calanchi - sabato 23 maggio 2020 - 2068 letture

Impossibile raccontare questo romanzo. Difficilissimo anche recensirlo. L’unico modo che potrebbe venirmi in aiuto è procedere per associazioni, e allora sì diventa “facile”: Escher… Borges… Hoffman… Poe… Calvino… Iniziamo dal titolo. Le vespe assassine. Ecco, questo percorso è possibile.

Forse, se facciamo finta che questo sia un “giallo” – a prescindere dal colore della copertina –, io sarò in grado di dire qualcosa… e magari facciamo pure finta che la stanza – che è il topos / tropos del romanzo – sia in realtà solo l’ennesima variante della camera chiusa del romanzo d’enigma. Solo, ho detto? Me ne sono già pentita. La camera chiusa è una delle principali locations della storia della letteratura, e il fatto che il cosiddetto “poliziesco” se ne sia appropriato dimostra la qualità intrinseca di entrambe.

calanchi_trappola per vespe La camera è studio dello scrittore, gabinetto dello scienziato, pensatoio, laboratorio dell’artista, manicomio e stanza “tutta per sé”; e quindi facciamo finta che qui, la stanza, sia il filo d’Arianna da cui partire. Sì, perché la stanza è il nido, ma anche sepoltura anzitempo, sala d’attesa “del grande e definitivo trou noir” (p. 92).

Non avete capito niente? Benissimo, significa che siete pronti per intraprendere questo viaggio straordinario. Lasciate perdere le vespe e la stanza. Vogliamo partire da Flaubert? Vogliamo partire da un indizio sonoro – “la voce di qualcuno che mi parlava standomi accanto, ma che io non riuscivo a scorgere” (p. 5)? Vogliamo partire da un calamaio di peltro a forma di rospo?

E perché non lasciar perdere la lettura, ed entrare in un’osteria; sedersi a un tavolino, chiedere carta e inchiostro, e guardare fuori, da una finestra che dà sulla strada? Questa la so! – sta pensando già qualcuno. “L’inizio de ‘L’uomo della folla’”! E bravo! Rispondo io. Ma allora perché il personaggio non si butta in strada, perché inizia a scrivere, a riempire i fogli di grafia minutissima; perché, poi, ritroviamo quegli stessi fogli in mano altrui, come in un sogno o in un quadro di Dalì?

Tanto l’avete già capito, che non ve lo racconto. E non solo perché non lo so raccontare. Ma perché non lo si può raccontare a chi non l’ha letto, così come non si può leggere senza l’impressione che ti sia già stato raccontato. E a ogni pagina, l’abisso in cui temi di cadere si fa più profondo. Leggere per credere.

Che dire di questo romanzo, provando a essere seri? A me pare un capolavoro, di quelli che ne nascono uno ogni dieci, vent’anni. Ma non lo so se è un romanzo… Mi sembra piuttosto un biglietto d’ingresso per le montagne russe della letteratura, una chiave d’accesso per un parco giochi della mente. Marco Dorati, docente di greco e appassionato di cinema, nella sua modestia forse sopravvaluta il lettore, lo considera suo pari – ma credetemi, seguirlo passo passo, riga dopo riga, è uno sport estremo, un’avventura del corpo e dell’anima. Per fortuna l’autore ogni tanto si ferma – spiega, torna indietro, ripete – salvo poi mostrarci che avevamo capito tutt’altro.

Volete perdervi questa emozione? Non volete sperimentare questo passaggio virtuale a un livello più alto della consapevolezza esistenziale? Vi prometto che Trappola per vespe non ha controindicazioni, che non dà dipendenza, che non vi annoierete. E che, arrivati a p. 153, vi dispiacerà che sia finito.

Sempre che lo sia.


Sinossi editoriale

Trappola per vespe parla di quelle esperienze che presentano al pubblico un percorso attraverso la letteratura e tutte le sue forme.

Si rivolge a un pubblico che apprezza le costruzioni a scatole cinesi e ama la “letteratura di secondo grado”: lettori che nel testo cercano il piacere di riconoscere l’allusione, l’atmosfera di precedenti letture, familiare, ma al tempo stesso straniante per la contaminazione di temi e generi.


L’autore

Marco Dorati (1965), ricercatore di lingua e letteratura greca presso l’Università di Urbino ‘Carlo Bo’, dove insegna. Ha pubblicato due monografie: Le Storie di Erodoto: etnografia e racconto, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali e Finestre sul futuro. Fato, profezia e mondi possibili nel plot dell’Edipo Re di Sofocle, Fabrizio Serra. Trappola per vespe è il suo primo romanzo.


Link alla scheda della casa editrice.



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