Trabia e Viareggio, problemi di vivibilità


Sono diverse le sensibilità tra le due città verso i problemi della vivibiltà?
mercoledì 31 ottobre 2007, di Antonio Carollo - 571 letture

A Trabia i problemi della vivibilità sembra non esistano. Eppure uno, molto grave ma di facile soluzione, è sotto gli occhi di tutti: l’inquinamento e il caos esistente in Corso La Masa, specie nel pomeriggio. La sosta, a tempo e a pagamento, è consentita da entrambi i lati. Tranquillamente nessuno paga e nessuno rispetta i limiti di sosta. Rimane uno stretto corridoio, eternamente intasato, per il passaggio dei veicoli. Le macchine e le moto, per le frequenti accelerazioni, emettono un alto volume di agenti inquinanti. Gli scarichi dei tubi di scappamento formano così un palpabile appannamento dell’aria, carico di veleni. L’inquinamento acustico poi rasenta il frastuono. Difficile fare un discorso sensato con un amico; difficile rimanere sul Corso per più di mezz’ora senza un incipiente preoccupante mal di testa. Più volte ho chiesto agli amministratori di intervenire. La risposta è stata sempre: i commercianti sono contrari. Ricordo che a Viareggio trentacinque anni fa ci fu una specie di sollevazione dei commercianti all’atto di rendere pedonale via Battisti; ma l’assessore competente era un tipo tosto e il provvedimento ebbe attuazione. Da quel momento cominciò a lievitare il tasso di attrazione dei negozi nel gradimento della clientela. Adesso quella via è il maggiore centro commerciale della città e della Versilia, frequentatissima e alla moda. Così è successo nella quasi totalità delle altre città. La congestione automobilistica allontana la clientela; la strada sgombra di macchine, con gli spazi a completa disposizione dei pedoni, per lo svago e lo shopping, attira schiere di clienti. Possibile che solo a Trabia non si conosca questa semplice verità? Ci pensate, cari commercianti, cosa sarebbe Corso La Masa senza macchine? Il salotto della città, dove la gente amerebbe sostare, chiacchierare con gli amici, passeggiare, fare shopping, gustare un gelato o una bevanda. Un luogo di distensione e del vivere civile, con gente rilassata e ben disposta a spendere qualche quattrino.

Si creerebbero difficoltà alla viabilità? Non credo, specie dopo l’apertura del nuovo sottovia ferroviario nei pressi della stazione. La parte alta della città è perfettamente accessibile dalla circonvallazione e dalle vie perpendicolari intermedie, nord-sud.

Occorrerebbero l’energia di un sindaco, il buon senso del consiglio comunale, un certo consenso della parte della popolazione che frequenta il Corso e, speriamo, la lungimiranza dei commercianti. A quest’ultimi vorrei anche domandare: come resistete a respirare per 8-10 ore quei terribili veleni? Conoscete l’incidenza delle porcherie respirate sull’insorgenza del cancro?

P.S.

Mi permetto di aggiungere un pezzo su Viareggio dove i problemi della vivibilità sono molto sentiti.

VIAREGGIO INVIVIBILE?

Viareggio invivibile? Per strada, nei caffè, sui blog, sui giornali si sente dire e si legge di una Viareggio distrutta, sporca, degradata. Si spara a zero contro la gestione del carnevale, le torri del teatro pucciniano, contro la mancanza dei parcheggi, i cantieri nell’area dell’ex al Latino Americano, l’invasiva cementificazione ad opera di grossi gruppi immobiliari. Per molti la città è divenuta invivibile. E’ veramente così? Ad una giovane, che parlava di una Viareggio disastrata e della sua voglia di andar via, ho risposto che a me bastano delle passeggiate in ’Passeggiata’, in spiaggia, al molo, in pineta per sentirmi appagato e del tutto alieno da ogni desiderio di fuga. Ma il disagio esiste; non condivido il pessimismo esasperato: mi sembra si esageri; in qualche caso rasenta la smania patologica di infierire a tutti i costi. Sono per una critica realistica e costruttiva. contro tutto ciò che è trascuratezza, inefficienza, spreco. E’ giusto dire che Viareggio necessita di un cambiamento nelle strategie amministrative. Il mandato amministrativo che scaturirà dalle elezioni amministrative del 2008 dovrebbe segnare una sospensiva della politica delle grandi opere, un ripensamento della galassia delle società pubbliche, una maggiore attenzione alle politiche della quotidianità cittadina, della difesa delle peculiarità edilizie storiche e dell’ambiente, del turismo, della cultura, dello sport. Fermo rimanendo che si dovrà risolvere il problema dei parcheggi e completare le opere avviate (asse di penetrazione, triangolino, palacongressi). A Viareggio c’è da fare: altro che piangersi addosso o accarezzare l’idea della fuga!

Antonio Carollo

Commenti (2) Aggiungi Commento


Re: CORSO LA MASA, UNA CAMERA A GAS Da A.C. a 29/10/2007 20.17 Aggiungo il commento di Rebecca Palagi:

#1 29 Ottobre 2007 - 12:47

Grazie Antonio, per la tua risposta, e per avermi presa per così dire come esempio di una scontentezza e di un malessere generale.. Però la mia voglia di andarmene non è una voglia di fuga, e comunque, nonostante tutto e tutti, sono ancora qua, con la voglia di far qualcosa per cambiare o per cercare di cambiare le cose che non vanno, rimboccandomi le maniche e il cuore. Forse il mio commento era un po’ troppo accorato, ma ti garantisco che sono pienamente d’accordo con il tuo punto di vista, anche se ormai non mi basta più passeggiare nei luoghi a me tanto amati per riprendermi dalla rabbia e dall’amarezza... La voglia di andar via mi prende quando vedo che come in tutte le città di provincia, non riesco a svolgere come vorrei una professione legata al Teatro, ma è un problema che accomuna chi segue questa passione... Sono convinta che ci sia ancora qualcosa da fare per salvare il salvabile, altrimenti non sarei nel Libero Comitato Cittadino, altrimenti non starei ore ed ore ad un banchetto a raccogliere firme, e propabilmente non avrei nemmeno scritto quello che ho scritto perché... me ne sarei già andata. Ed è proprio lo stesso amore che mi fa disperatamente gridare basta, che mi trattiene legata a doppio nodo, qui, con la voglia di fare qualcosa per questa nostra città. Un abbraccio affettuoso. Rebecca

Re: CORSO LA MASA, UNA CAMERA A GAS Da Antonio CAROLLO a 30/10/2007 0.30 -------------------------------------------------------------- Aggiungo un altro commento al mio post sulla vivibilità di Viareggio : #2 29 Ottobre 2007 - 20:07

Io credo che chi non abbia avuto, negli ultimi anni, momenti di sconforto, di amarezza o addirittura di vera e propria disperazione, non ama veramente questa città. La cosa che è cambiata di più da quando ero bambino - che voglio porre ad emblema dell’immondizia (uso questa parola con consapevolezza) che sento fuori e purtroppo anche un po’ dentro di me, e sempre più maleodorante nei luoghi e nelle persone - è il "dopopioggia": allora l’aria slavata era una festa per i sensi e l’immaginazione; adesso è una poltiglia tristissima di sporcizia materiale e spirituale. E non si tratta semplicemente di una nostalgia della dimensione infantile; qualche giorno fa ero a Lucca alle cinque di mattina; aveva appena piovuto e stava sorgendo l’alba: mi si è parata di fronte una città magica, pulita, che mi avvinghiava filamentosamente i sensi e lo spirito. Proprio come Viareggio tra l’Ospedale delle Bambole e Villa Sania più o meno trentacinque anni fa (una sensazione che ho ritrovato a frammenti nell’orto dei frati quando abbiamo rappresentato l’evento-racconto della "Bimba che aspetta"; non a caso c’è voluto qualcosa di rituale per recuperare una sana quotidianità perduta). Poi è chiaro che anch’io combatterò con tutte le mie forze per salvare la città in cui sono nato. Ma sarei profondamente ipocrita se nascondessi a me stesso che qualcosa di indispensabile - a cui non saprei dare un nome soltanto - non c’è più, ma non perché il tempo lo ha naturalmente corroso, ma perché è stato distrutto con cinismo e premeditazione. Riccardo Mazzoni

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