Trabia: Una visita al Sindaco


L’impegno di riportare la barca su una rotta di decenza amministrativa e di possibile sviluppo della comunità trabiese.
giovedì 25 ottobre 2007, di Antonio Carollo - 491 letture

Luglio 2007. Sono andato al municipio a fare una visitina al mio vecchio amico Totò Piazza. Mi ha ricevuto immediatamente interrompendo un colloquio di lavoro con un’impiegata. L’ufficio è grande, luminoso e arredato con una certa signorilità. C’ero stato nel 1993, ricevuto dall’altro amico sindaco Nicola Lo Bue, per discutere i preparativi di un’iniziativa culturale intitolata “Concerto di poesia”, che poi si tenne sul piazzale della scuola elementare con la partecipazione di sei valorosi poeti palermitani, due giovani attori e un chitarrista. Totò è stato, come al solito, molto affettuoso e comunicativo.

Mi ha parlato dei problemi e delle difficoltà che un sindaco deve affrontare quotidianamente, delle pastoie burocratiche che si devono pazientemente superare per ottenere autorizzazioni, approvazioni, pareri, contributi, finanziamenti dalle autorità regionali e provinciali. L’ho trovato molto determinato e impegnato nel suo lavoro di sindaco, che svolge con orari da stacanovista. Com’è noto egli con la sua lista civica ha avuto il consenso trasversale dell’elettorato trabiese. Dopo un periodo burrascoso, contrassegnato da uno scioglimento del consiglio comunale per mafia, da arresti di personaggi eccellenti, da rinvii a giudizio, Trabia si è stretta attorno alla figura di Totò Piazza per riportare la barca su una rotta di decenza amministrativa e di possibile sviluppo della comunità.

Ci sta riuscendo? Difficile dirlo. Due anni sono pochi per ritardi e manchevolezze che datano dal dopoguerra. Un fatto è certo: lui ce la mette tutta. Durante la visita si è affacciato nella stanza un suo giovane collaboratore, molto sveglio e interessato alle cose dell’amministrazione. Si trattava di un assessore. Ho pensato che compito di un sindaco, nello speciale ambiente politico trabiese, dovrebbe essere anche quello di preparare dei giovani alla gestione libera e responsabile della cosa pubblica. Non è detto che Totò Piazza non lo faccia. Chissà... Certo,se penso alla famosa dichiarazione di incompatibilità del consiglio comunale col piano regolatore non è che ci scappa qualche salto di gioia.

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