Sei all'interno di >> :.: Culture | Musica |

Tra qualità e mercato. Scenari musicali in digitale

"L’Amico di Cordoba", Servillo/Girotto/ Mangalavite: Un connubio lieve, toccante e poetico tra la tradizione sudamericana e mediterranea che merita il vostro ascolto...

di Simone Olla - mercoledì 2 febbraio 2005 - 5203 letture

Servillo/Girotto/ Mangalavite

"L’Amico di Cordoba"

Ed. "IL Manifesto CD", Febbraio 2004

Nella mercantile società post-moderna, i fruitori musicali sembrerebbero disporre di tre strade da percorrere. La prima, naturalmente osteggiata dalle norme giuridiche, è quella della pirateria. La seconda è quella dell’acquisto dei supporti a prezzi proibitivi ; l’ultima è quella di riportare l’esperienza artistica alla dimensione dal vivo, che paradossalmente potrebbe essere conseguenza ultima (e positiva) della crisi delle vendite discografiche, incentivando il contatto diretto tra musicista ed ascoltatore. Il valore effettivo sarebbe commisurato alla prestazione sul palco in misura certo maggiore rispetto a numerose -e stereotipate- produzioni miliardarie, forti di immagine e di studi di mercato sui tavolini delle majors. In tale ipotesi, pirateria ed evento live (passando per il catalizzatore dei supporti digitali -cd e dvd- e relativi "masterizzatori") si intersecano aprendo bizzarre e contraddittorie prospettive.

Nel contempo, quali le ipotesi di sopravvivenza del formato "solido" ?

E’ fuor di dubbio che la continuità del mercato discografico va salvaguardata per esigenze che si spingono al di là del mero fattore economico. Per il fruitore appassionato ed accorto, il possesso del prodotto originale non ha eguali, per ragioni affettive, di qualità e -diciamolo pure- di cultura ; una larga diffusione di oggetti artistici non necessariamente risponde a logiche di massa, ma può invece rendere possibile una valutazione più corretta sul reale merito, a patto che sia sottratta alle logiche "seriali" e omologanti imposte dall’obiettivo di vendita. Il digitale può offrire garanzie di qualità "tecnica" (lo potrà sempre di più, per ragioni intrinseche al percorso tecnologico), benché l’opera di diseducazione dell’orecchio collettivo sia già iniziata con la perdita completa della dimensione analogica, la cui ricchezza timbrica rimane incomparabile. Tale opera prosegue con la diffusione del supporto Mp3, tanto che con la predominanza del formato a 128 Kbps l’ascoltatore medio non è in grado di percepire significative differenze con la gamma sonora originale. Un orecchio educato indubbiamente si. E l’orecchio umano è in buona parte tale. Sia per capacità che per gusto, come gli Area già predicevano negli anni ’70. La gente ascolta ciò che è costretta ad ascoltare, riguardo al "cosa" ma anche al "come".

E mentre le vendite registrano quotidianamente drastici ribassi, i prezzi continuano a toccare picchi improponibili. Come preservare dunque specificità, valore artistico e fruibilità dei supporti dalle logiche imposte dalle majors ?

Una possibile risposta è offerta dalla italianissima collana "Il Manifesto CD", alla quale va un plauso che prescinde dalle logiche di appartenenza politica. Un’iniziativa che prosegue ormai da qualche anno e che dimostra come l’attenzione al settore metapolitico (in tal caso tramite il canale musicale) possa sortire effetti disturbanti sul meccanismo economico, talora corruttore della stessa portata artistica. La collana infatti dedica spazio a prodotti estremamente curati nella forma e nel contenuto, da parte di artisti certo dotati ma non di strabordante grido. Importante è inoltre l’attenzione riservata a generi di nicchia come il Jazz, secondo uno spazio fisso ma ancora una volta discreto, privo della volontà di massificazione di un genere (come tanti) che fa della specificità il suo valore aggiunto.

Chi vuole ascoltare, e nel contempo valutare, può farlo. Educando il suo orecchio, evitando la scorciatoia degradante della pirateria (tecnicamente con la compressione digitale dei nuovi formati, culturalmente con la scarna riproduzione del formato) e giovando all’artista con un compenso decisamente umano. Grazie anche al prezzo estremamente contenuto della produzione (in media la singola copia non supera gli 8 euro), spesso in Digipack e completa di booklet.

Tutto questo per segnalare un album prodotto proprio dai lidi de "il Manifesto CD" nel Febbraio 2004, opera del trio Servillo-Girotto-Mangalavite e intitolato "L’Amico di Cordoba". Se il primo cognome riporta i più accorti alla figura del poliedrico cantante-attore degli italiani Avion Travel, i seguenti due nomi appartengono alla terra argentina ; Xavier Girotto (già con gli Aires Tango) si esprime con originalità tramite il suo Sax baritono, mentre Natalio Mangalavite dipinge caldi scenari con i fraseggi del suo pianoforte. Il bravissimo Peppe Servillo fa il resto, muovendosi con teatralità e compartecipazione tra il tango di Piazzolla, il jazz e la canzone d’autore e popolare italiana. Un connubio lieve, toccante e poetico tra la tradizione sudamericana e mediterranea che merita il vostro ascolto, e per una volta, il vostro acquisto.

Simone Belfiori, www.opifice.it


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -