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Totò Antibo, la gazzella bianca di Altofonte

Tantissime gare di Antibo, tantissime gioie. L’onore di sentirsi italiano. L’inno nazionale nelle competizioni internazionali. Le sue interviste. Quella voce tirata. L’accento siciliano. Lo sentivi.

di Pasquale Gioè - mercoledì 29 aprile 2009 - 4456 letture

Ero piccolino, forse non erano neppure le stagioni delle medie. Per me, per gli sportivi italiani tutti, l’atletica aveva un solo unico nome: Totò Antibo. Non ricordo quale sia stata la prima gara che abbia visto in TV di Totò, ricordo però che all’inizio lo inquadrammo bene in famiglia: “questo è di Altofonte, è Palermitano, è siciliano come noi!” Da qui in poi cominciammo a tifare solo per lui, la gazzella bianca di Altofonte, Totò.

A ogni gara, nazionale e internazionale che fosse, dal semplice Gran Prix fino alle Olimpiadi, aspettavamo solo il nostro campione. La soddisfazione nel vedere “l’uomo bianco” siciliano che stracciava i mostri sacri keniani, era indescrivibile. Nelle batterie di qualificazione l’incredibile tranquillità con cui Totò strapazzava tutti faceva sì che per lo spettatore, la sua performance, fosse un fatto scontato, tanto alla fine, arrivava sempre lui davanti. Quando c’erano le finali, ricordo, eravamo tutti seduti sul divano. Lo start, una calma apparente. Nei 10.000, per esempio, ai primi 20 giri c’era anche chi si distraeva, chi chiacchierava e cercava di disturbare gli altri spettatori del salotto dove stava la TV.

Dal 21° giro la concentrazione, però, aumentava. Calava il silenzio. Totò scattava sempre alla fine: era il suo stile, per stare avanti a tutti. Più o meno tutti ci sfregavamo le mani, ansiosi davanti lo schermo. Qualcuno diceva: -Totò curri pianu, si avanti a tutti, un c’è bisognu di fari troppi sforzi!-. Sì! Perchè Totò era uno che non dava scampo. Quando andava davanti a tutti, surclassava gli avversari, dietro di lui l’abisso... Ultimo giro. Zoom del regista sulla campanella dei giudici di gara. Scampanellio. Il cronista alzava il tono. Ultimi 400 metri! Tutti, allora lasciavano il divano, ci alzavamo. Ecco Totò era lì, mancava davvero poco, pochissimo al traguardo. Qualcuno gridava, ci si stringeva. Poi le sue mani alzate al cielo: Totò era primo ancora una volta! Che grande atleta, lui era l’Atleta per antonomasia, lui era l’atletica!

Tantissime gare di Antibo, tantissime gioie. L’onore di sentirsi italiano. L’inno nazionale nelle competizioni internazionali. Le sue interviste. Quella voce tirata. L’accento siciliano. Lo sentivi. Questo è proprio un bravo picciotto, uno che ama ciò che fa. Gli occhi spiritati di chi ama l’atletica, di chi non sente lo sforzo.

Le sue gare, tutte memorabili, non le dimenticherò mai. Purtroppo non dimenticherò mai Tokio - mondiali del 1991. È la finale. Lo scenario è sempre quello: noi sul divano, Totò sulla linea di partenza. È il favorito! Non credo ci sia oggi qualcuno che ama lo sport, che non sappia cosa sia successo quel giorno. Totò, incredibilmente, sarebbe arrivato ultimo, ventesimo, vagando per la pista, con gli occhi gonfi di lacrime, attardato all’inverosimile ai suoi avversari. Un film che nessuno avrebbe mai potuto sceneggiare. Totò era nel gruppetto di testa fino a metà gara, poi il buio. Solo dopo Totò avrebbe confessato di aver subito una crisi epilettica durante la gara. La malattia che lo aveva accompagnato fin da bambino, lo aveva toccato nel momento più importante della sua carriera.

Quel 30 agosto del 1991, abbiamo pianto per lui, con lui . Totò cosa fai? Perché Totò, che ti sta succedendo? Era inspiegabile e solo dopo avremmo capito che il nostro eroe era malato.

Da lì a poco la carriera agonistica di Totò Antibo si sarebbe interrotta. Purtroppo la convivenza con l’epilessia per un atleta, ancor più di livello internazionale è proibitiva. Ancor più male facevano i divieti imposti dai regolamenti IAAF. La storia di questo ragazzo, oggi 47enne, non è la favola interrotta che tutti si aspettavano. Adesso Totò è il simbolo di chi lotta contro una malattia piena di pregiudizi come l’epilessia. Nessuno dovrà mai dimenticare che Totò è stato un grandissimo atleta che ha convissuto con il “male”.

Unico a competere, nell’atletica moderna, con gli africani, oggi ancora il primatista italiano dei 5.000 e 10.000 metri, inarrivabile da quasi vent’anni. Entrato di diritto nella storia dell’atletica mondiale per aver centrato un’indimenticabile doppietta nelle due specialità del mezzofondo agli Europei di Spalato del 1990, si è definitivamente ritirato nel 1992, a soli 30 anni, dopo aver partecipato a ben 3 Olimpiadi, collezionando medaglie in manifestazioni nazionali e fuori dai confini italiani.

Oggi è spesso ospite d’onore di manifestazioni benefiche o di sensibilizzazione come la “Maratonina per epilettici” che si disputerà il 4 maggio a Roma a Villa Borghese (fonte LICE, Lega Italiana Contro l’Epilessia, ndr). Totò ci sarà per incitare altri ragazzi, che convivono con questo male, per sostenerli durante una crisi. Totò, il nostro grande campione, la “gazzella bianca”, che già nel proprio cognome aveva scritto il suo destino: ante. avanti; ibo, andrò. Andrò avanti.

(Salvatore – Totò – Antibo è nato ad Altofonte, in provincia di Palermo, il 7 febbraio 1962, cresciuto nel CUS Palermo, allenato dal Mastro Gaspare Polizzi. Nel suo palmarès si contano l’argento ai giochi del 1988 nei 10.000 metri, il terzo posto agli Europei del 1986 nei 10.000 metri, l’oro agli Europei del 1990 nei 5.000 metri e nei 10.000, la Coppa del Mondo del 1989 nei 10.000, un terzo posto nei 5.000 metri alla Coppa Europa del 1987, un secondo posto dei 10.000 metri nello stessa manifestazione, la vittoria nei 5.000 due anni dopo e infine la Coppa Europa del 1991, sempre nei 5.000 metri. La sua storia e raccontata nel libro-intervista Col vento nei capelli di Benvenuto Caminiti, Ed. Mi.to Press 2008)

Fonti palmarès Salvatore Antibo: ww2.iaaf.org - www.atleticanet.it - www.sporting-heroes.net


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Totò Antibo, la gazzella bianca di Altofonte
19 agosto 2011, di : COLONNA NICOLA

ATLETICA:CAMPIONATI ITALIANI MASTER A COSENZA DAL 30 SETTEMBRE AL 2 OTTOBRE 2011 - ho mandato a: info@fidalcalabria.it e cr.sicilia@fidal.it la richiesta di contattare Totò ANTIBO per garantire la presenza in quell’occasione, spero che qualcuno ti contatti e che il mio messaggio ti possa arrivare.Speriamo bene per tutto quello che hai fatto all’Italia intera.Sei stato un grande Totò e sempre forza Totò.Spero che ci sarai a Cosenza non è poi lontana dalla Sicilia insieme a tanti Amatori dell’Atletica,me compreso.Un abbraccio e a presto!