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Tito Boeri e Pietro Garibaldi “Le riforme a costo zero” (Chiarelettere)


Molti hanno ripetuto da anni che le riforme hanno dei costi. Questo libro smentisce tale leggenda metropolitana.
domenica 12 febbraio 2012, di Emanuele G. - 194 letture

Leggere il libro scritto a quattro mani dai proff. Boeri e Garibaldi causa più di un moto d’ira. Abbiamo netta la sensazione che in questi ultimi vent’anni si è perso del prezioso tempo. La politica che avrebbe avuto il compito di porre in essere un programma per l’Italia al fine di riformarla si è diradata come rugiada all’alba. Una bella fuga da precise responsabilità non vi pare? Infatti, cosa ci rimane dopo vent’anni di promesse? Il nulla rappresentato da riforme non fatte e le macerie per il semplice fatto che si è preferito distruggere il paese. In modo contestuale ci è stata somministrata una bugia grande quanto l’universo. Tale bugia asseriva che i soldi per fare le riforme non c’erano. Come se per implementare programmi riformistici dovesse comportare l’obbligo di mettere sempre mano al portafoglio!

Il risultato di una politica fallimentare e di invereconde leggende metropolitana è sotto gli occhi di tutti. C’è da disperarsi? Parecchio! Ce la possiamo prendere contro qualcuno? Certamente! Abbiamo chance di invertire il trend? Senz’altro. Basta finalmente prendere coscienza dello stato di profonda crisi in essere ed assumerci tutte le nostre responsabilità. Saremo in grado di fare ciò? Un bella gatta da pelare. Non c’è dubbio. Tuttavia, le riforme vanno fatte. Non si può più andare avanti a suono di amnesie, promesse, ipocrisie e maldicenze. E’ ora di agire perché è proprio nei momenti di crisi che si prepara il rilancio di un paese. Vogliamo questo? Allora sganciamoci da vetusti porti insicuri e lanciamoci fra i marosi a trovare nuovi porti.

Il libro ha una struttura molto agile. Capitoletti facili facili da leggere. Non soltanto a causa dell’impaginazione. Ma anche per il linguaggio. Un linguaggio che riesce a bilanciare due esigenze: il rigorismo scientifico e l’accessibilità a tutti. Quali le riforme che i proff. Boeri e Garibaldi considerano precipue a un serio rilancio del paese Italia? Si deve partire dal considerare l’immigrazione una chance per il futuro del nostro paese e non un problema di ordine pubblico. Si continua con l’apprendistato universitario in modo da lanciare un ponte fra formazione e lavoro. Il sistema Stato deve essere reso più agile con poche leggi che permettano un miglior grado di governante. In questa ottica gli incentivi al pubblico impiego diventano uno strumento essenziale per costruire uno Stato più agile. Anche le professioni hanno l’obbligo di essere meno oligarchiche e diventare centri di propulsione per le riforme in Italia. Il lavoro deve essere più rapportato alle esigenze delle famiglie assicurandogli migliori mezzi di sostentamento. Interessanti le proposte circa il taglio delle pensioni al fine di non gravare sui giovani. L’economia si rilancia con nuove forme di credito per dare la possibilità a tutti di crearsi un lavoro consono alle proprie esigenze. Speculare a queste proposte è l’orientamento di snellire la politica affinché anch’essa possa trasformarsi in una delle tante frecce a nostra disposizione per riformare il nostro paese.

In sintesi c’è bisogno di un partito della crescita. Termine che è stato più volte sbandierato con troppa leggerezza negli ultimi anni. E con altrettanto leggerezza rimosso spesso e volentieri. Senza crescita non abbiamo futuro. E’ la crescita che ci renderà una società più dinamica. E’ la crescita che spingerà lo Stato ad essere alleato dello sviluppo. E’ la crescita che darà l’occasione a chi vuole lavorare di lavorare sul serio. E’ la crescita che darà le risorse finanziarie per abbattere il nostro immane deficit e per infrastrutturale il paese. Dobbiamo crescere. Si può partire da poco. Anche senza soldi. Ma dobbiamo partire. Non può tenere a lungo un paese così ingessato qual è il nostro.

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